Numeri

Numeri

Spesa sostenuta dall’amministrazione comunale per il taglio in lastre di elementi lapidei (presumibilmente provenienti dalle murature quattrocentesche della ex chiesa di San Giovanni distrutta dal sisma del 1976) utilizzati per la pavimentazione della piazzetta di fronte a palazzo Scarpa in via Caneva.

Taglio pietre “San Giovanni” 19.200 €

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5 Commenti a “Numeri”

  1. Mario scrive:

    … e i lavori procedono!

  2. Marco scrive:

    uno scempio..

  3. Gigi B. scrive:

    … praticamente finiti.
    Sarà un bel casino togliere tutto, ma ci sono molti volontari disponibili.

  4. Anonimo scrive:

    esercizio matematico:

    trovare il costo A:
    nel caso fosse stata utilizzata la vecchia pavimentazione di via Bini, anch’essa mi pare giacente presso il magazzino del comune, quanto sarebbe stato il costo per il taglio della stessa?

    trovare il costo B:
    costo per lo smaltimento in discarica dei sassi – ex chiesa di San Giovanni – necessarie alla pavimentazione della piazzetta.

    trovare costo C:
    costo per lo smaltimento in discarica delle pietre – ex via Bini – necessarie alla pavimentazione della piazzetta.

    costo D:
    costo per il taglio delle pietre – ex chiesa di San Giovanni – necessarie alla pavimentazione della piazzetta = 19.200.

    trovati tutti i dati procedere con il confronto tra

    costo D + costo C = X

    e

    costo A + costo B = Y

    Considerando poi che l’ipotesi formulata dall’assessore Collini sia corretta e che quindi le pietre Ex Chiesa di San Giovanni siano prive di valore…..

    qualora X sia di Y allora sono stati spesi più soldi di quanto era necessario.

    nel caso invece i sassi ex San Giovanni fossero non proprio privi di valore
    allora forse qualcuno ha commesso un piccolo errore…..

  5. Stourley Kracklite scrive:

    Gemona è forse il simbolo più forte della rinascita post sisma.

    E’ davvero un peccato vedere come – dalla metà anni ottanta in poi – nessuno abbia pensato ad una sistemazione urbanistica coerente con le esigenze del territorio.

    Poi sono arrivate le autentiche brutture (in primis la chiesa di Santa Lucia, poi lo stesso palazzo Scarpa – e non mi si venga a dire che sono opere di grandi architetti, sono edifici sbagliati nel posto sbagliato e basta).

    Ora, con la crisi imperante, non possiamo neppure permetterci orrori architettonici “di marca”.
    Dobbiamo accontentarci di quel che passa per la testa del primo incolto geometra che passa.