Più o meno Gemona

Gemona più o meno

La piazzetta di via Caneva (clicca sull’immagine), di fronte a palazzo Scarpa-Gemin, da poco pavimentata con lastre di pietra grigia e di pietra rossa di Sant’Agnese, provenienti presumibilmente dai conci della chiesa di San Giovanni (1488) distrutta dal terremoto del 1976. Meno.

7 Commenti a “Più o meno Gemona”

  1. Beppino C. scrive:

    Grazie per dimostrare come questa amministrazione comunale sia stata in grado, in breve tempo, di realizzare una piazzetta della Memoria per ricordare quella Gemona scomparsa con il sisma del 1976.
    Ho l’età per ricordarmi della bella di S. Giovanni e del suo soffitto a cassettoni. La chiesa era da ricostruire senza se e senza ma. Poi passati troppi anni dal terremoto senza far nulla si è creato un comitato che aveva quasi raggiunto l’obiettivo di far rinascere S. Giovanni, anche se come Auditorium e non più come chiesa ma l’amministrazione comunale (di cui Mariolina Patat, vostro candidato sindaco, allora vicesindaco della giunta arcobaleno Marini bis ha pensato bene di destinare ad altre iniziative i 450.000 euro che la regione aveva erogato al comune per ricostruirla. Detto questo ora ci si lamenta perchè dei sassi (che siano del campanile dovreste dimostrarlo prima di fare disinformazione visto che, peraltro, non sono neppure catalogati) che erano da trent’anni nel magazzino del comune vengono usati per pavimentare Gemona. Dovevano forse aspettare altri 35 anni quei sassi? e poi chi sono sti mega esperti che dicono che i sassi sono quelli del campanile? Fuori i nomi. Non saranno mica quelle straordinarie menti dei nostri cari proff. che quando potevano, come è successo a Venzone (basti pensare al compianto Guido Clonfero e ai suoi volontari) catalogare tutto il materiale hanno pensato bene invece solo di riempirsi la bocca di elucubrazioni mentali? ma quella è cultura (con la C maiuscola) direte vero?
    Se queste son le premesse ben vengano progetti di riqualificazione come questi che, CORAGGIOSAMENTE, sta portando avanti l’assessore Collini.
    Dopo lo straordinario recupero di Piazzetta Fantoni anche l’angolo di Piazza Garibaldi diventerà e, vi invito a farvi una ragione di questo, uno spaccato di quel centro storico che purtroppo il terremoto ha distrutto.
    Tra l’altro se si volesse affrontare la questione di quello che era il gioiello del S. Giovanni, ovvero i lacunari dell’Amalteo bisognerebbe osservare come l’idea pensata dalla giunta di cui Mariolina Patat, vostro candidato sindaco era, ripeto, vicesindaco non solo frammentava e sviliva i lacunari stessi (devono essere posizionati ad un altezza di 10-12 metri e non certo in una parete, questo ve l’hanno ripetuto anche i nostri cari proff) ma dava il colpo di grazia all’idea di ricostruire il S. Giovanni che era l’unico luogo in cui gli affreschi andrebbero collocati.
    Senza dimenticare poi del parcheggio collocato sugli ex sedimi del S. Giovanni e usato come parcheggio dagli abitanti del luogo…dove dovranno mettere le auto i residenti? useremmo forse la chiesa di S. Rocco come posteggio coperto? o non si dovrà mica costruire un nuovo costosissimo parcheggio del tipo di quello del S. Bartolomeo?
    Questi sono i motivi per cui, a voi che tanto piace dare i voti agli altri, non posso che dare un voto negativo…comunque non preoccupatevi nella classifica speciale del “non ne racconto una giusta e perdo sempre” vi do un bel 10, con tanto di lode.

  2. P.G. scrive:

    Voto: sotto 0.

    Sono proprio curioso di vedere come andrà finire la vicenda di Piazza della vergogna … perché non credo sia finita qui.

  3. admin scrive:

    Egregio sig. Beppino,

    se Lei non comprende quanto sia grave ciò che è successo, non tanto o non solo per le pietre in sé, ma per come si è giunti alla realizzazione di quella piazzetta, è meglio che smetta di seguire questo blog. Troppa è la distanza tra alcuni cittadini di Gemona, che si sono indignati davanti a quanto accaduto, e altri, di cui Lei fa parte, che invece ritengono legittimo e meritorio l’operato dell’assessore in questione.
    Lei manca di ricordare che la piazzetta è stata ricoperta con quelle pietre a seguito di una variante in corso d’opera. Probabilmente l’assessore era in buona fede. Ha operato con un intento positivo, voleva fare qualcosa di “bello” per Gemona. E’ certamente così, e questo va riconosciuto. Come va riconosciuto che presumibilmente quando si è deciso di usare quelle pietre, non c’era la consapevolezza del loro valore e della loro provenienza (una chiesa del Quattrocento, patrimonio storico della nostra comunità). Il punto tuttavia è un altro. Possiamo permetterci che un rappresentante politico, senza competenza specifica e senza confrontarsi con alcuno, possa decidere in piena autonomia il “destino” del patrimonio storico di Gemona, ancorché non catalogato? La questione è tutta qui. Sui metodi per giungere alle decisioni politiche. I disastri del paesaggio sono davanti a noi, anche a Gemona, e nascono da questa logica del “fare per il fare”, di cui Lei è un estimatore. Solo qui da noi c’è qualcuno che si permette di denigrare chi ne sa di più, i “proff.” come dice Lei, e di esaltare un fare “cieco”, senza criterio e soprattutto senza un controllo realmente democratico. Non bastano i geometri per costruire una città vivibile. Servono anche gli architetti, gli urbanisti, gli esperti di storia dell’arte e di beni culturali, forse anche qualche proff. che sappia guardare a quella che era la Gemona di un tempo e magari può aiutarci a individuare quella del futuro. Serve un concorso ampio di competenze, progetti, prospettive. Poi – e su questo ha ragione Lei – la politica deve decidere e “fare”. Ma solo “poi”.
    Se in queste procedure, a nostro avviso ovvie – ma purtroppo non tanto ovvie nella storia politica passata e recente di Gemona – Lei non si riconosce, guardi, sig. Beppino, è meglio che lasci perdere questo blog. Lo diciamo senza astio. Troppa è la distanza. Non perda tempo. Scriva altrove i Suoi pensieri. Troverà di sicuro una platea più disponibile della nostra che saprà ascoltarla. Con cordialità. ru

  4. Elvira scrive:

    Concordo pienamente con quanto ha scritto admin e rinnovo il mio piccolo invito per il Sig. Beppino, lasci perdere questo blog e si dedichi all’ippica che forse è meglio.
    Cordialmente e senza astio alcuno Elvira.

  5. Crapanzano Così scrive:

    In un film di Aldo, Giovanni e Giacomo il primo dice al secondo: “Perchè ce l’hai con me? Ti ricordo qualcuno che ti picchiava da piccolo?”

    Lo chiedo a Beppino: “Perchè ce l’ha tanto con i Professori? Le davano sempre dei pessimi voti alle medie?”
    “Me ne stupisco.”

  6. Beppino C. scrive:

    @admin
    Meno male che lei, l’unico per la verità, riconosce la bontà dell’operato dell’assessore Collini da altri definito (non in questo post) un ignorante geometra…alla faccia del metodo, del rispetto e di tante belle paroline.
    Troppe volte quando si parla delle pietre del S. Giovanni o del presunto S. Giovanni si dimentica che erano ferme nel magazzino del comune da 35 anni!!! In tutto questo tempo NESSUNO si è preoccupato di dove fossero e di cosa eventualmente farne visto che, tra l’altro, NON sono mai state catalogate. Lei sicuramente dirà che bisognava fare una commissione, sentire quei proff gemonesi, di cui mi permetta, visto che sino a prova contraria in democrazia tutti possono dire quello che pensano (e aggiungo io possibilmente ragionando con la propria testa non con quella altrui…questo è quello che i prof quando studiavo io, caro crapanzano, mi hanno insegnato) ho profonda disistima perchè quando potevano dare il loro prezioso contributo come è successo a Venzone con i tanti collaboratori del compianto proff, quelo si un vero proff., Guido Clonfero cosa hanno fatto? Nulla, si sono riempiti la bocca di tante parole ma le mani non se le sono sporcate come è successo altrove. peccato perchè avrebbero potuto mettere in campo le loro conoscenze invece di alimentare solamente astiose polemiche.
    Personalmente ritengo che le commissioni solitamente, ma non è per fortuna sempre la norma, si riducano a tanto fumo e poco arrosto, tante chiacchiere e pochi fatti. perchè invece di voler dare il proprio contributo c’è chi pensa bene di alimentare polemiche o paralizzare il tutto per dimostrare al mondo le sue conoscenze, o per pura mania di protagonismo, o, peggio ancora, per motivi ideologici: perchè chi governa non mi sta simpatico o lo considero un ignorante e allora faccio di tutto per mettere i bastoni tra le ruote. Questo è quello che purtroppo spessissimo accade.
    Ragionare sul metodo caro admin è importante e utile ma solo se poi le cose vengono portate a termine. Quella mania di una sinistra troppo ciarliera e salottiera di coinvolgere chiunque nelle decisioni importanti la ritengo una scelta non solo miope da deleteria. Sulle questioni importanti e tecniche è bene che intervengano i tecnici e gli specialisti e non persone che amano solo dare fiato alla bocca, come purtroppo anche a Gemona succede. Lei osserverà che una commissione dipende anche da chi la fa funzionare, certo ha ragione ma non dimentichiamo mai da chi viene composta e formata. Altrimenti sarebbe troppo facile dire non siete capaci di fare funzionare le cose. Bisognerebbe imparare a lavorare tutti assieme (come è successo per l’albo delle associazioni e non è successo invece, per gli incentivi “energetici”) su questioni che riguardano il bene del paese e non mirare ad avere un pizzico di visibilità nel sottobosco della politica nostrana. Ma tutto questo richiede passione, un pizzico di competenza, tanta buona volontà e soprattutto dedicare tanto tempo: prendersi a cuore le cose non occuparvici solo quando si ha un po’di tempo libero o voglia.
    E’ troppo difficile tutto questo? non lo credo anche perchè alle volte avete dimostrato di non condividere il fare opposizione tanto per fare opposizione tanto caro alla vostra candidata sindaco o di qualche ambiente ben conosciuto a Gemona che ha il grande merito di fare tanta polemica e poi alle elezioni di raccogliere solo briciole: visto che è stata l’unica lista che non è presente in consiglio comunale.
    In questi anni di amministrazione Urbani si è vista una Gemona diversa, più viva e soprattutto un’amministrazione che ha il coraggio di fare non quella dei signori “vorrei ma non posso”, dei vari “re e regine tentenna” che hanno avuto 2 anni e non hanno fatto nulla. Un’amministrazione indifendibile, francamente, bocciata sonoramente dagli elettori.
    Non dite come fa la vostra candidata sindaco che quelli che amministrano oggi sono sempre le stesse persone che amministravano nei 15 anni passati, perchè basta guardare quanti tra assessori e consiglieri di maggiornaza siedono oggi nei banchi del consiglio per smentire questa emerita baggianata. Detta purtroppo da chi ha avuto del tempo per governare e, invece, non ha combinato un bel nulla.
    Ci vuole coraggio e voglia di fare non solo parlare tanto per dire qualcosa.
    @ Elvira cara signora ho evitato di risponderle come si suole dire “per le rime” ma l’atteggiamento che lei ha nei miei confronti e in quelli di chi non la pensa come lei denota un chiaro impianto sicuramente poco democratico e rispettoso (alla faccia del metodo): la democrazia cara signora, come ricordava Enzo Biagi “E’ che tutti possono dire quello che pensano, ma non è necessario ascoltare”. Se le da fastidio quello che dico, cara signora, basta semplicemente che non legga i miei commenti; pretendere che io non mi esprima dimostra solo la sua intolleranza per chi non la pensa come lei.
    Concludo con una citazione dei Chopin “chi non ride mai non è una persona seria”, cara signora i miei proff mi hanno insegnato che “Il moralista, di solito, è un ipocrita”.

  7. Gian Giuseppe Liruti, Giuseppe Bini, Valentino Baldissera, Raimando D'Aronco, Giuseppe Marchetti scrive:

    Non vogliamo vedere le antiche pietre dei campanili di Gemona – cavate alla fine del 1400 vicino a Sant’Agnese – torturate dalla sega elettrica, calpestate dagli uomini, offese dalle gomme americane e dalle deiezioni dei cani, per ricoprire come inverosimili piastrelle, il selciato di una improvvida mammella in via Carlo Caneva.

    Gian Giuseppe Liruti, Giuseppe Bini, Valentino Baldissera, Raimando D’Aronco, Giuseppe Marchetti.