È tempo di accogliere

Disegno barcone immigrati

«Quello che siamo chiamati a vivere in questi mesi sembra sempre più a uno di quegli eventi che ci hanno fatto entrare in una epoca nuova. La vita delle persone e dei popoli è sempre in movimento, ma non ci saremmo mai aspettati che la transizione verso tempi nuovi fosse così rapida, sorprendente e inedita». Questo l’incipit del documento sull’immigrazione che la Caritas di Udine ha recentemente pubblicato [ 1.7 Mb]. Il documento ha lo scopo di informare le comunità cristiane sull’attuale situazione del percorso di accoglienza delle persone in arrivo dal Nord Africa nella nostra regione. Nell’introduzione viene analizzato il fenomeno della migrazione dall’Africa, che è diventato di tale ampiezza che ha obbligato gli stati europei e quello italiano ad attivare una accoglienza strutturata, e il modo con cui il nostro paese ha risposto a questa emergenza. La Caritas è particolarmente critica nei confronti delle modalità con cui l’attuale governo ha affrontato il problema. «La politica italiana, fortemente connotata di antieuropeismo, ha invocato l’Europa solo quando si è accorta che il fenomeno non poteva essere gestito in forma frammentata da ogni singolo stato ed ha invocato politiche più unitarie. [...] Il dibattito politico, ora attenuato dall’incombente tema finanziario, enfatizza quasi esclusivamente l’immagine dell’immigrazione in termini di sicurezza, di pericolo d’invasione e di concorrenza lavorativa più che in termini di “progresso e di modernità”, falsando la prospettiva di lettura e del possibile governo del fenomeno». Attualmente il Friuli-vg sono ospitati 447 immigrati richiedenti asilo in 27 Comuni. Alle Caritas diocesane è stato demandato dal Commissario del Governo non solo il compito di garantire una parte dell’ospitalità, ma anche il delicato servizio di tutoraggio verso gli ospiti di tutte le strutture.
Il documento della Caritas chiama in causa tutte le Comunità cristiane per una concreta azione di accoglienza, da svolgersi nel segno dell’attenzione alla dignità di ogni persona migrante e della tutela dei diritti fondamentali. Nel documento si possono trovare utili informazioni per contribuire economicamente all’emergenza, ma anche per chi desiderasse svolgere dei compiti come volontario. Anche la parrocchia di Gemona è all’opera con l’organizzazione di una raccolta di biciclette usate, ma in buono stato, che verranno donate agli immigrati. La Caritas, nella conclusione del documento, non nasconde i nodi problematici e le difficoltà previste per il futuro, ma siamo certi che essa saprà affrontare anche le prossime sfide con la competenza e l’esperienza accumulata sul campo dell’accoglienza oramai da molti decenni. [gv]

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