Archivio di ottobre 2011

I tagli e il teatro

lunedì, 31 ottobre 2011

Aula di tribunale

Un vero coup de théâtre quello messo in scena l’altra sera a Venzone da Ferruccio Saro, degno delle migliori rappresentazioni della prima repubblica. È accaduto durante l’incontro promosso dall’Ordine degli Avvocati di Tolmezzo per discutere delle sorti del tribunale del capoluogo carnico a rischio chiusura. Nel bel mezzo della riunione il senatore pidiellino chiama il Ministro della Giustizia Nitto Palma e poi passa il cellulare al presidente Tondo. Segue l’annuncio: il guardiasigilli si impegna per la salvezza del tribunale. A meno che la legislatura non finisca in anticipo, che si dimostri inequivocabilmente che l’accorpamento con Udine non produrebbe una diminuzione delle spese e non prima di aver sentito sindaco, governatore e presidente del tribunale. All’incontro erano presenti cittadini e rappresentanti delle istituzioni. Molti i sindaci della Carnia, della Val Canale e del Canal del Ferro. Molti anche del Gemonese (Osoppo, Venzone, Buia, Trasaghis, Bordano). Assente il nostro primo cittadino Paolo Urbani. Pare che con Tolmezzo sia finita la luna di miele.

Numeri

domenica, 30 ottobre 2011

Numeri

Spese sostenute dall’amministrazione comunale di Gemona per «commemorare adeguatamente, anche per il corrente anno, le ricorrenze del 1° e 4 novembre, mediante l’acquisto di addobbi floreali, la realizzazione di manifesti divulgativi e l’organizzazione di un rinfresco, in data 4 novembre 2011».

Spesa commemorazione 1°-4 novembre1.200

[Fonte: albo pretorio comunale]

Più o meno Gemona

sabato, 29 ottobre 2011

Gemona più o meno

Nuovi lavori in via Dante: piazzola per collocare i cassonetti della raccolta rifiuti (clicca sull’immagine). Da 5 mesi è stato avviato il “porta a porta”. Meno.

Essere contadini a Gemona

venerdì, 28 ottobre 2011

Sorc

Agricoltura. Cosa si produce a Gemona? Quali sono le caratteristiche dell’agricoltura locale, quali le prospettive definite dalla Regione Friuli-vg e quale il futuro delle nostre coltivazioni? Se ne parlerà stasera al bar Tablè a Campolessi con l’agronomo e docente universitario Rino Gubiani a partire dalle ore 18.00. L’incontro, dal titolo “Fâ il contadin a Glemone. Ma par produsi ce?”, promosso e organizzato dall’associazione culturale Pense e Maravee, fa parte del ciclo “Seradis in Ostarie”, iniziativa che ha preso il via il 14 ottobre scorso e si concluderà a dicembre.
Durante la serata verranno presentati diversi prodotti enogastronomici locali “in via d’estinzione”. Un modo alternativo di ritrovarsi nelle osterie per parlare, riflettere e stare insieme, come si era soliti fare fino a pochi anni fa, lasciando a casa social network e televisioni. [ap]
[Foto: Varietà di mais coltivate nell’area del Gemonese (particolare) - da www.ecomuseodelleacque.it]

Gemona val bene una mensa

giovedì, 27 ottobre 2011

Mensa scolastica

I genitori che hanno figli a scuola e usufruiscono della mensa scolastica si saranno accorti che quest’anno sono nuovamente cambiati i prezzi dei pasti. Il Comune di Gemona ha infatti ridefinito le tariffe. Alcuni le hanno viste aumentare, altri diminuire. Il costo netto di ciascun pasto – cioè il corrispettivo versato alla concessionaria Sodexo – è salito quest’anno a 4,69 €, rispetto ai 4,58 € del 2010 e ai 4,15 € del 2009. Il Comune di Gemona, come accade ormai da anni, compartecipa alle spese (e lo propaganda ai quattro venti). Nel 2010 la compartecipazione dell’ente locale era di 1,32 € per pasto (quindi a carico degli alunni rimanevano 3,26 €). Qurest’anno invece sono state fissate 5 fasce, a seconda dell’indice Isee e della residenza. I residenti fuori Gemona, infatti, hanno visto azzerare il contributo comunale e devono pertanto pagare l’intera quota, mentre per gli altri si va da un prezzo minimo di 2,9 €, al prezzo massimo di 3,5 €. I pasti previsti per l’anno scolastico 2010/11 saranno 107 mila, mentre il costo complessivo sostenuto dal Comune di 127.330 €, in luogo dei 145.189 € dell’anno precedente.
La compartecipazione del Comune è sostenuta in parte da contributi regionali. L’amministrazione ha infatti deciso di utilizzare i fondi della Carta Famiglia per i costi della mensa scolastica, invece che impiegarli in altri servizi.

Una nuova politica per una nuova società

mercoledì, 26 ottobre 2011

Freccia
[di Sandro Venturini]

Che ci troviamo in un “tornante della storia” è ormai un fatto assodato, come del resto è palese che quello che ci aspetta dietro l’angolo è davvero incerto. È in questo scenario che forze politiche, nuove o rinnovate, si affrettano a costruire nuovi assetti e a formulare offerte per tentare di dare una qualche risposta alla crisi. Ma su quali basi? A quali domande corrispondono le nuove offerte politiche?
Proprio attorno a queste tematiche si è sviluppata l’interessante relazione che Giuseppe De Rita, funzionario dello Svimez e già presidente del Censis, ha svolto nel corso dell’Assemblea dei Cristiani per il futuro del Friuli, promossa dalla Diocesi di Udine e svoltasi venerdì scorso 21 ottobre. Ho partecipato con curiosità e passione a quest’incontro e ne ho tratto alcuni spunti di riflessione che vorrei condividere su questo spazio aperto e digitale.
Sostiene l’insigne fondatore del Censis che sono due i fenomeni da considerare attentamente prima di formulare nuove proposte politiche e che nella sostanza sono quelli che hanno principalmente contraddistinto i nostri ultimi decenni. Da un lato, la crescita imperante della soggettività, che ha prodotto una società con bassissima coesione sociale. Quando il valore fondamentale sta nell’“io” non si guarda più in faccia nessuno. L’interesse personale prevarica quello collettivo e le relazioni si inaridiscono sfociando nel cosiddetto “relativismo etico” (forse sarebbe meglio dire “indifferentismo etico”). Questo fenomeno, alimentato sino all’esasperazione dal disegno politico e culturale dell’epoca berlusconiana, è alle corde. Siamo più soli senza neanche la solitudine; siamo senza desideri e spesso senza speranze. O per lo meno siamo guidati da desideri effimeri e da speranze “a bassa intensità”. E a sentirne maggiormente il peso sono le fasce più deboli: i giovani e gli anziani.
Dall’altro versante, si è sviluppato quel processo che Pasolini chiamava di “imborghesimento”. Siamo diventati tutti ceto medio, ma troppo spesso solo nei costumi. È mancato un pari sviluppo culturale che potesse generare trasformazioni strutturali della società. Questo sviluppo troppo effimero è stato sostenuto con un gravoso aumento della spesa pubblica e mediante l’espansione di un tessuto produttivo parcellizzato e a basso contenuto d’innovazione.
Ora ci ritroviamo con le nuove generazioni che aspirerebbero ad un tenore di vita più alto o almeno pari a quello dei genitori e con questi ultimi, sconsolati, perché non sono in grado di garantirlo. La mancanza di un lavoro stabile, aggravato dalla crisi economica, che ha radici proprio nella crisi etica, genera “indignazione”, rabbia, soprattutto nei giovani. Dalla crisi di questi due elementi si è originato il vuoto attuale, che De Rita stigmatizza.
Quali risposte allora? Quale responsabilità collettiva? Il sociologo romano indica una sola sostanziale ricetta: ricreare le dimensioni relazionali, nelle istituzioni, nel welfare, nel lavoro, in tutte le dimensioni sociali. Dalle relazioni, dal confronto possono sorgere rinnovate risposte alla crisi attuale, si può superare l’eccessiva soggettività, si possono ripensare i modelli di sviluppo e di rapporto tra le persone. È in questo che De Rita intravede il compito primario della nuova politica. Come non condividere queste riflessioni? Sono da tempo persuaso che la politica, a cominciare da quella locale, richieda nuovi approcci e sia chiamata a formulare programmi di maggiore prospettiva, in grado di rispondere a queste nuove domande che vengono anche dalla nostra comunità. Lo strumento della partecipazione, del coinvolgimento è senza dubbio un metodo di lavoro complesso, più faticoso della “politica del fare”, ma è il solo strumento che può aprire nuovi e duraturi scenari, che può riaccendere desideri e speranze, che ci può aiutare a sentirci meno soli e soprattutto più corresponsabili del nostro futuro. Ciascuno per la sua parte ma solidali verso l’obiettivo comune. Questo è anche il filo rosso che lega tutte le proposte che come gruppo politico abbiamo avanzato.

L’uomo è ciò che mangia?

martedì, 25 ottobre 2011

Hamburger

Una corretta alimentazione e una regolare attività fisica, si sa, sono indispensabili per una vita salubre. Purtroppo, al giorno d’oggi, l’educazione impartita dai genitori ai loro figli, anche su questo importante aspetto della loro crescita, non è sempre adeguata. C’è chi mangia troppo, e chi troppo poco; chi consuma ad ogni ora della giornata, specialmente nell’ambito scolastico, snacks e patatine. E c’è anche chi cade in gravi patologie dell’alimentazione, quali l’anoressia e la bulimia. Per questo il Ministero della Salute ha pensato di diffondere su tutto il territorio nazionale il progetto “Guadagnare Salute in Adolescenza”. La nostra Regione ha aderito all’iniziativa incaricando le Aziende sanitarie n. 2 “Isontina” e n. 3 “Alto Friuli” di promuovere nell’anno scolastico 2011/2012 la sana alimentazione e l’attività fisica nelle scuole medie e superiori. All’inizio di ottobre alcuni insegnanti hanno partecipato ad un corso di formazione presso il Corso di Laurea di Scienze Motorie di Gemona. Durante il corso sono state affrontate diverse tematiche con lo scopo di promuovere corrette abitudini alimentari, e una pratica sportiva finalizzata al benessere integrale della persona, e non solo quale attività agonistica. Il progetto, coordinato dall’Azienda sanitaria n. 3 in collaborazione con il Corso di Laurea in Scienze Motorie, non si limiterà alle sole scuole aderenti, ma sarà allargato anche alla collaborazione con il Servizio Sociale dei Comuni, gli enti locali e le associazioni del territorio.
Uno sguardo alla tragica carestia che sta colpendo il Corno d’Africa, e che sta mietendo migliaia di morti per fame, dovrebbe interrogarci sul valore del cibo e l’importanza della solidarietà. Il cibo da noi, per ora, non manca, ma chi sa che la crisi economica non ci riporti per necessità a riprendere delle antiche e consolidate abitudini alimentari, come quella di non buttare via con facilità il cibo che avanza, e se possibile di condividerlo con gli altri. [gv]

A Gemona cresce il verde

lunedì, 24 ottobre 2011

Piantina che cresce

Sono quasi quattro mesi che a Gemona è stato introdotto il “porta a porta” per la raccolta dei rifiuti. Dati ufficiali non sono ancora disponibili, ma da fonti informali sappiamo che il nuovo sistema sta dando buoni risultati. I gemonesi non solo hanno compreso il senso di questo cambiamento nello smaltimento dei loro rifiuti, ma hanno anche affrontato con serietà e senso di responsabilità le ovvie complicazioni e l’impegno che implica la separazione dei materiali. Segno, come ribadiamo da tempo, della maturità dei gemonesi rispetto a questo aspetto del vivere quotidiano, a dispetto di alcuni esponenti dell’attuale maggioranza e dell’opposizione in consiglio comunale, che invece avrebbero optato per una tipologia di raccolta meno “spinta”.
Ora tocca all’amministrazione comunale compiere ulteriori passi avanti, affrontando in primo luogo la questione delle tariffe. Ad oggi a Gemona la Tarsu si paga in funzione della superficie delle abitazioni. Un sistema più equo richiederebbe invece che la tassa fosse rapportata alla reale produzione e alla capacità di differenziare i rifiuti. In altri comuni, più virtuosi del nostro, si stanno sperimentando nuovi metodi. Perché non cominciare a pensarci e, senza fretta e con il ricorso di persone esperte, ipotizzare percorsi possibili verso nuovi traguardi?[ru]