500 mila “sì” non bastano?

Folla

L’acqua è di tutti e di ciascuno, è un bene comune che va tutelato come l’aria che respiriamo. L’accesso all’acqua è un diritto. Le grandi multinazionali, invece, vorrebbero ridurlo a un semplice “bisogno”. Se hai questo bisogno, c’è qualcuno che, pagando, può soddisfarlo. Con il referendum che si è svolto nel mese di giugno 26 milioni di italiani si sono espressi contro questa logica mercantile. Schiacciante è stata la vittoria dei “” al quesito sull’acqua pubblica e la sua gestione fuori dal mercato e dai profitti. Circa 530 mila cittadini della nostra regione, sui 565 mila che si sono recati alle urne (il 58% degli aventi diritto), hanno espresso la loro contrarietà alla privatizzazione e mercificazione dell’acqua pubblica. Purtroppo, questo indiscutibile risultato potrebbe essere vanificato dalla prepotenza della giunta Tondo che intende sottrarre la gestione del servizio idrico del Friuli-vg al controllo diretto dei comuni e alla partecipazione dei cittadini, per essere consegnata a società private. Lo rende noto uno dei rappresentanti del Comitato referendario, Michele Negro, che in un recente comunicato stampa ha reso noto come la Giunta regionale abbia approvato lo scorso 9 settembre un disegno di legge, in cui metterebbe in capo alle province la gestione dell’acqua, privilegiando l’affidamento del servizio attraverso regole di mercato. Ciò ha costretto il Comitato referendario ad intraprendere una nuova campagna per l’acqua con un nuovo «appello per una gestione dell’acqua pubblica, partecipata e sostenibile». L’appello chiede alla Regione di rispettare l’esito del voto referendario, e di rivedere il testo del disegno di legge regionale in materia di risorse idriche in fase di elaborazione, che reintrodurrebbe la privatizzazione respinta dai cittadini (l’articolato della legge, non ancora reso pubblico, si può trovare sul blog del comitato a QUESTO indirizzo). Anche l’ANCI regionale ha preso posizione contro la sottrazione del potere decisionale ai comuni. Alla protesta si sono aggiunti il Comune di Udine, con il sindaco Furio Honsell e l’assessore Lorenzo Croattini e il Comitato “Aghe di Mont”, rappresentato da Franceschino Barazzutti. Tutti i cittadini, i movimenti, le associazioni sono invitati ad aderire firmando l’appello on-line (QUI). Non crediamo sia esagerato pensare che la democrazia in Italia sia in serio pericolo, se i cittadini sono costretti a rivendicare e difendere ciò che hanno legittimamente ottenuto con un referendum popolare.[gv]

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Un Commento a “500 mila “sì” non bastano?”

  1. Marco Iob scrive:

    Grazie a Con te Gemona per continuare questa battaglia per l’acqua pubblica e per aver diffuso questo nuovo appello.
    Dispiace che i nostri governanti regionali non abbiano compreso la portata del referendum sull’acqua e cerchino con piccoli sotterfugi, difficili da scoprire per i non addetti ai lavori, di circoscrivene l’effetto.
    Purtroppo non hanno compreso che sull’acqua e sulla gestione dei beni comuni qualcosa è cambiato.
    Il Comitato 2 Si per l’acqua bene comune del Friuli Venezia Giulia continuerà a vigiliare e ad operare per una corretta e piena applicazione del referendum.