Sulla paventata riforma della sanità regionale

Stetoscopio
[di Sandro Venturini]

Il progetto di riforma della Sanità delineato recentemente dal Presidente Renzo Tondo, che prevede un’Azienda Sanitaria unica per l’intera regione e l’accorpamento dell’Ospedale di Gemona con quello di Udine, sarebbe una doppia sciagura per l’intera cittadina pedemontana. Da un lato perderemmo la sede dell’ASS, oggi collocata in centro storico, con oltre 50 dipendenti che ci lavorano, dall’altro è facilmente intuibile come l’Ospedale di Gemona diventerebbe un presidio di serie B o, peggio, rischierebbe la chiusura.
Non è possibile che a pagare siano sempre i territori più deboli, non è possibile governare la sanità pensando soltanto a far quadrare i conti (che in ogni caso l’ASS n. 3 ha sempre saputo far quadrare), non si può calare una riforma di questa portata dall’alto senza il minimo coinvolgimento della cittadinanza e dei rappresentanti locali.
È invece necessario partire dall’analisi dei bisogni di salute dei cittadini e programmare risposte efficaci utilizzando al meglio le risorse. È necessario aprire un tavolo di confronto con gli amministratori locali, le forze sociali, i comitati dei cittadini per discutere e raccogliere le proposte che vengono dai territori. In questi anni abbiamo avanzato molti suggerimenti circa la sanità dell’Alto Friuli, e siamo disposti a rimetterle tutte sul tavolo.
Nel frattempo presenteremo al sindaco di Gemona Paolo Urbani una proposta di ordine del giorno urgente da inserire nel prossimo consiglio comunale, affinché l’intera politica gemonese faccia “squadra” a difesa di uno dei beni più preziosi dei cittadini: la salute.

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3 Commenti a “Sulla paventata riforma della sanità regionale”

  1. John scrive:

    Siamo alle solite ! dopo anni di incontri, assemblee, ordini del giorno e chi più ne ha più ne metta…. per l’ennesima volta si riparla della sanità dell’alto Friuli, no certamente in toni chiari e sfumature sul rosa, le ultme indicazioni fatte dal presidente Tondo non lascino un bel sperare per le popolazioni suddette, in special modo pe quelle Gemonesi (non serve poi tanta immginazione per descrivere scenari che di qui a poco potremmo vedere). Quello che ti fa star male è che ormai in tema di sanità abbiamo percorso una vita, prima aspettando il nuovo edificio del’ospedale, poi dpo il sisma la riedificazione di quello abattuto, la ristruturazzine delle aziende sanitarie, la mortificazione del ridimensionamento della struttura attuale, ed ora ? Continuando di questo passo certamente in pochi anni non avremo una struttura degna di chiamarsi OSPEDALE…… A dre il vero qualcuno tempo fa aveva fatto una proposta, che leggendola oggi ti accorgi che avrebbe avuto un senso di conretezza, ma le reazioni da riserva indiana scaturite a Tolmezzo e a San Daniele hanno bruciato sul nascere la proposta dell’unificazione delle strutture sanitarie della Carnia del Gemonese e del Sandanielese.
    Altro particolare che non va sottovalutato sono i partiti che negli anni novanta anno elaborato quel famoso e infruttoso elaborato tanto caro a qualcuno (leggi legge Fasola), che oggi guarda caso sempre quelli vogliono dare un colpo di sterzo bruscamente e anullare quello che resta della sanità nel Gemonese. Bravi ragazzi continuate cosi…!!!

  2. John scrive:

    E le cicogne?
    Hanno perso il becco?

  3. Armando scrive:

    Se Glemone a vai Tumiec nol riit.
    Voleiso che Tondo al mandi a remengo ancje l’ospedal di Tumiec?
    Starin a viodi.
    A Gelmone però no lè pasat Fasola e nol pasarà nencje Tondo.