È in gioco la salute

Ospedale - Lego

La nuova riforma sanitaria presentata le scorse settimane dal governatore Renzo Tondo va respinta. La proposta di costituire un’azienda unica per l’intera regione e due aziende ospedaliere (Udine e Trieste) penalizzerebbe fortemente l’ambito territoriale del Gemonese. Il “San Michele” verrebbe assorbito dall’ospedale di Udine. La sede della Direzione Generale dell’ASS n.3 sarebbe soppressa. Verrebbe scardinato l’attuale assetto che garantisce la continuità clinica e socio-assistenziale, nonostante la nostra azienda sanitaria abbia dimostrato in questi anni buona efficienza nella gestione delle risorse, chiudendo i bilanci con saldi positivi e garantendo una discreta efficacia nell’erogazione dei servizi.
Le scelte di Tondo non solo sono inique e penalizzano soprattutto alcuni territori, quelli periferici come il nostro, ma non sono nate da un’azione concertata con gli enti locali e con percorsi di accompagnamento e di informazione nei confronti dei cittadini.
Gemona e i Gemonesi devono reagire e respingere con forza una riforma di cui si fatica a comprendere l’utilità, se non quella di apportare tagli consistenti e di accentrare le sedi decisionali. Da parte nostra abbiamo appena inoltrato al sindaco Paolo Urbani (come riporta la stampa di oggi []) un Ordine del Giorno da discutere durante il prossimo consiglio comunale e su cui vorremmo che si confrontassero le forze politiche della maggioranza e dell’opposizione, con l’obiettivo di giungere a una proposta condivisa. Una Gemona unita e convinta della necessità di difendere il diritto essenziale alla salute dei propri cittadini può costituire un elemento di forza e di novità e, forse, scongiurare il pericolo che venga davvero attuata una riforma che mette a serio rischio i Livelli Essenziali di Assistenza sul nostro territorio.[ru]

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