I tagli e il teatro

Aula di tribunale

Un vero coup de théâtre quello messo in scena l’altra sera a Venzone da Ferruccio Saro, degno delle migliori rappresentazioni della prima repubblica. È accaduto durante l’incontro promosso dall’Ordine degli Avvocati di Tolmezzo per discutere delle sorti del tribunale del capoluogo carnico a rischio chiusura. Nel bel mezzo della riunione il senatore pidiellino chiama il Ministro della Giustizia Nitto Palma e poi passa il cellulare al presidente Tondo. Segue l’annuncio: il guardiasigilli si impegna per la salvezza del tribunale. A meno che la legislatura non finisca in anticipo, che si dimostri inequivocabilmente che l’accorpamento con Udine non produrebbe una diminuzione delle spese e non prima di aver sentito sindaco, governatore e presidente del tribunale. All’incontro erano presenti cittadini e rappresentanti delle istituzioni. Molti i sindaci della Carnia, della Val Canale e del Canal del Ferro. Molti anche del Gemonese (Osoppo, Venzone, Buia, Trasaghis, Bordano). Assente il nostro primo cittadino Paolo Urbani. Pare che con Tolmezzo sia finita la luna di miele.

5 Commenti a “I tagli e il teatro”

  1. bepi scrive:

    …. gemona deve cominciare a decidere con chi vuole stare e agire di conseguenza….. ci manca una classe politica degna di questo nome……. i carnici ridono di noi……. a udine nemmeno sanno dov’è gemona……. siamo inesistenti………

  2. Sandro V. scrive:

    @ bepi
    Concordo.
    Ecco il risultato di 15 anni di politica “divide et impera”.
    Contro tutti e contro tutto.
    Ma il problema è anche interno.
    Borgata contro borgata, associazione contro associazione, ecc…
    Si può cambiare?

  3. Anonimo scrive:

    Ahimè, credo che Gemona non cambierà mai!
    Se è vero che a qualcuno che ha gestito il potere negli ultimi anni ha fatto comodo il “dividi et impera”, è altrettanto vero che a che si è fatto dividere ha fatto, e purtroppo fa, comodo rimanere isolato nel proprio giardino.
    Questo è il problema di Gemona, non è una città ma il risultato di tante frazioni/comuni che non ragionano e non condividono un percorso unico per la crescita della città stessa (vale per tutti ma in modo particolare per le borgate).
    Tolmezzo e la Carnia sono imbattibili in questo senso, sanno mantenere in ogni caso la propria identità sia a livello politico che di paese ma quando serve sanno essere compatti e puntare uniti alla stessa meta.
    E allora l’ultima questione riguarda proprio l’aspetto politico della nostra città, dove si continua a pensare che la soluzione migliore sia mantenere alte le barriere tra le forze politiche e contiunuare sulla linea del tutti contro tutti. Credo sia arrivato il momento di iniziare un dialogo che porti a qualificare meglio le scelte, in modo unitario, per la nostra città e si arrivi finalmente alla scelta di rappresentanti politici di Gemona individuati e condivisi trasversalemente per una loro elezione in ogni livello istituzionale che conti.

  4. Frank Galvin scrive:

    Tre questioni sul tappeto: la permanenza del Tribunale, il ruolo di Gemona nel circondario, la sua debolezza interna.

    Prima questione: la geografia giudiziaria va radicalmente cambiata. Almeno cinquanta sedi di tribunale in tutta Italia vanno soppresse, unitamente a TUTTE le sedi distaccate. Solo così si possono far funzionare gli uffici (che debbono avere almeno una decina di giudici in effettivo servizio e adeguato personale).
    Tolmezzo, sotto questo profilo, va chiuso.

    Seconda questione: Gemona non può che collocarsi nell’ambito collinare e collaborare con Artegna-Osoppo-Buia-San Daniele. E’ assolutamente diversa socialmente, culturalmente ed economicamente dalla Carnia. Per il momento continua a litigare con tutti e ad isolarsi.

    Terza questione: la pancia è ancora piena. Gemona ed i gemonesi ancora vivono sull’onda del post-terremoto. Sono mediamente benestanti e solipsisti. Non riescono ancora (non avendone voglia) ad esprimere amministratori e politici di livello, come fa Tavagnacco, Tolmezzo o Spilimbergo.

    Scusate se sono impietoso, ma spero onesto, nell’esposizione.

  5. Carlo scrive:

    Sì, impietoso ma onesto.