La riforma malata

Letto di ospedale

Anche la CISL Funzione Pubblica dell’Alto Friuli esprime preoccupazione per la prospettata riforma del servizio sanitario regionale recentemente annunciata dal governatore Renzo Tondo. E lo fa mediante un documento sottoscritto da oltre 1000 cittadini in tre giorni [].
Così vi si legge: «come CISL FP dell’Alto Friuli, evidenziamo preoccupazione su possibili riordini del Servizio Sanitario Regionale ed il relativo sviluppo sul mancato impiego di nuovo personale tecnico-sanitario ad oggi ridotto di 478 unità sul territorio regionale rispetto al 2009, di cui ben 80 solo in Alto Friuli».
E prosegue chiedendo esplicitamente un confronto con i decisori politici «attraverso progetti chiari, senza nessun pregiudizio». A rischio, secondo l’organizzazione sindacale, sono i servizi resi ai cittadini, anche in ragione del blocco delle assunzioni, che già ora determina un notevole carico di lavoro per gli operatori sanitari impiegati nel territorio dell’Alto Friuli.
Preoccupazione condivisibile, che sosteniamo, soprattutto a fronte della mancanza di una chiara e condivisa visione strategica del disegno complessivo della Regione sulla sanità. Come andiamo dicendo da un po’ di tempo il Gemonese ne sarebbe fortemente penalizzato. Non si tratta di difendere campanili (o ospedali), e neppure di osteggiare aprioristicamente il cambiamento e i sacrifici, che tutti in un momento di crisi devono assumersi, ma si tratta di costruire il cambiamento insieme perché venga sostenuto da tutti. Perché tutti facciano la loro parte ed i pesi siano equamente distribuiti. Si tratta di coinvolgere, di ascoltare, di valorizzare le buone pratiche che già oggi le Aziende Sanitarie Regionali esprimono e che le hanno portare a offrire ai cittadini servizi d’eccellenza con una gestione efficiente anche delle risorse economiche (l’ASS n. 3 ha avuto i bilanci sempre a posto). In una metafora abusata, si tratta di non buttare via il bambino con l’acqua sporca.

2 Commenti a “La riforma malata”

  1. Marcello scrive:

    E su tutta questa questione l’assessore Salvatorelli dov’è??? Alle porte pare esserci una riforma radicale di tutto il sistema sociosanitario e lui non ha nulla da dire? Vista l’importanza del momento, se per svariate ragioni non ha la possibilità di seguire la cosa e di rispondere al mandato previsto dalle sue deleghe di assessore alla sanità e all’assistenza, SI DIMETTA!
    E magari lasci l’incarico ad altri suoi colleghi decisamente più presenti e sensibili anche rispetto a temi che dovrebbero essere di sua competenza.

  2. Pieri scrive:

    @Marce

    Già.
    Dov’è quell’assessore? Il paladino dell’Ospedale San Michele?
    E’ tra i dinosauri o nel museo delle cere?
    Gemona merita di meglio, molto di meglio.