Gente di Gemona

Gente di Gemona

Francesco Dacci
Organaro (1712-1784)

La figura del veneziano Francesco Dacci (o Dazij) è indissolubilmente legata alla costruzione dell’organo del Duomo di Gemona. La nostra chiesa plebanale ne possedeva uno probabilmente già dal 1323, che fu poi rinnovato ed anche sostitutito completamente più volte. Infine, nel 1768 il vecchio strumento era in pessime condizioni ed il Minor Consiglio gemonese deliberò l’acquisto di uno nuovo, previa alienazione del precedente e con la garanzia del reperimento, anche tramite i dazii del vino, i residui attivi delle Confraternite e la raccolta di contributi di privati, della considerevole somma necessaria. Prese allora in considerazione l’offerta del Dacci, riguardante la fornitura di un organo nuovo, offerta che si concretizzò nella stesura di un contratto (in copia nell’Archivio storico della Pieve di S. Maria Assunta di Gemona): «Si obbliga il Signor Francesco Dazij fabbricatore d’Organi abbitante in Venezia di far un Organo tutto di nuovo della qualità e misura come segue:
L’organo sarà di piedi otto armonici in faciata di canne 27 di stagno soprafino.
Il restante delle canne interne sarà di piombo con libbre 20 di stagno per cento, e ciò per maggior sua durevolezza.
Li contrabbassi saranno d’albeo di piedi n° 16 armonici riquadrati di nogara all’uso dell’arte.
Ottava di contrabassi e duodecima di contrabassi saranno in tutti n° 32.
Il summiero sarà tutto di noghera tedescha, precetato collesue vidi in ogni suo posto.
Il summiero de contrabassi sarà di larise todesco, ed il restante dell’Organo, cioè tastadura, cadenazzadura, pedaliera, folli e portamento e tutto l’occorente sarà fatto tutto a perfezione. Li registri saranno come siegue […]:
Il tutto al prezzo di 650 ducati, dei quali 250 da pagarsi alla consegna e installazione dell’organo, il rimanente in tre rate annuali
».
Passarono tuttavia alcuni anni (necessari per rimpinguare le casse) prima che, il 31 dicembre 1772, il consiglio deliberasse la costruzione dello strumento. Durante il 1773 si stabilirono i dettagli dell’accordo col Dacci e tra il gennaio e il febbraio 1774 l’organo era in allestimento. L’opera fu completata, con la collaborazione del nipote Francesco junior, prima del 21 marzo di quell’anno, data a cui risale il conto a consuntivo.
L’organo fu gravemente lesionato dal terremoto del 1976 ed è stato restaurato e inaugurato con un primo concerto tenutosi il 25 settembre 2000.
Dacci aveva rifatto nel 1758 l’organo del Duomo di Udine.
Altre sue opere regione sono: l’organo per il Duomo di Marano Lagunare (1774) e quello, datato 1787, della chiesa della Ss. Trinità a Mortegliano.

[Fonte: Mariolina Patat, Oms innomenâts a Glemone. Personaggi di rilievo nella storia di Gemona, Comune di Gemona, 2002, con aggiunte e correzioni dell'autrice].

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