Riscoprire la parola “comune”

Ciclo dei mesi - Torre Aquila - Trento (Luglio)

Il Comune di Gemona, accanto agli immobili – di cui abbiamo già dato notizia [] – possiede numerosi terreni. Si va dai pascoli e dai boschi di Ledis alle falde improduttive del Cjampon, dall’inutilizzato “percorso vita” alle pendici del castello. Nel piano di dismissioni che la giunta Urbani intende effettuare rientrano anche alcune di queste proprietà.
Per circa la metà si tratta di usi civici, cioè beni di proprietà collettiva sui quali in passato la gente di Gemona aveva il diritto di esercitare un godimento, come il pascolo, la coltivazione o l’uso di legnatico. Si tratta di beni comuni, formalmente non di piena proprietà dell’ente locale. L’istituto dell’uso civico è molto antico, risale a ben prima dell’età moderna e della definizione di “proprietà” come l’intendiamo noi oggi. Il Comune, per poter alienare questi terreni, deve attivare una specifica procedura, definita da una legge statale del 1927 e da altre normative regionali più recenti. In ogni caso non possono essere “liquidati” (questo è il termine che indica la trasformazione della comproprietà del bene collettivo in proprietà dell’amministrazione comunale) se esiste un interesse da parte della comunità, che potrebbe anche rivendicare il proprio diritto all’uso di questi terreni.
Se l’amministrazione vorrà venderli, pertanto, dovrà tenerne conto. In epoca di crisi e di trasformazione dell’economia e della società, un ritorno all’utilizzo dei beni collettivi potrebbe costituire un’occasione per ripristinare antiche abitudini e riscoprire il valore della parola “comune” e, perché no, “comunità”.
[QUI l’elenco dei terreni di proprietà comunale]
[Immagine: particolare degli affreschi del “Ciclo dei mesi” della torre dell’aquila nel Castello del Buonconsiglio di Trento, XIV-XV secolo]

Tag:

I Commenti sono chiusi