La crisi, le feste e i veri problemi di Gemona

Gemona (1890)
di Sandro Venturini

È davvero singolare che il consigliere di “Per Gemona” Paolo Copetti, forse mal consigliato, si scagli pubblicamente contro la maggioranza che sostiene il sindaco Urbani. È passato all’opposizione? È normale, e salutare, che all’interno di uno schieramente vi sia dialettica, ma nelle buone famiglie i panni sporchi si lavano prima in casa. Se si mettono subito in piazza, forse lo si fa per lanciare dei messaggi, magari per nulla attinenti ad altri più scottanti temi. Che cosa vuol dire il consigliere Copetti, sempre che non parli per interposta persona, al nostro primo cittadino? Personalmente ritengo che la festa per l’ennesima prima pietra del castello – speriamo sia quella definitiva – non sia un problema, sebbene in tempi di crisi. Anzi, come il sociologo Giuseppe De Rita ricordava alla recente assemblea dei cristiani indetta dalla Diocesi di Udine, dopo un periodo in cui l’individualismo è stato esasperato, ora c’è bisogno di ricostruire relazioni. E la festa può andare in questa direzione.
I temi sollevati dal consigliere Copetti circa la crisi sono reali e ci preoccupano da tempo, ma non si risolvono con una festa in meno, quanto mettendo in campo politiche sociali strutturate, per le quali quest’amministrazione latita, anche a causa dello scarso impegno dell’assessore competente.
E poi dov’era il consigliere Copetti quando in Consiglio Comunale abbiamo chiesto che si costituisca un osservatorio sul lavoro, per monitorare le situazioni di crisi e per attuare interventi di sostegno mirati? Perché non ha sostenuto quest’iniziativa se ha tanto a cuore le famiglie colpite dalla crisi economica?
Riguardo al castello il problema che da tempo stiamo sollevando è quello del ruolo che dovrà svolgere quest’opera in vista del rilancio della nostra città. Prima di procedere ai lavori è necessario decidere che funzioni collocheremo nel castello. Quest’edificio ha un alto valore simbolico e sarà di sicuro richiamo. Potrebbe davvero diventare un tassello importante dello sviluppo di Gemona ed in particolare del centro storico. Serve però un progetto complessivo di rilancio della “città alta”. Altrimenti rischiamo di costruire una cattedrale nel deserto. Solo una progettualità di lungo respiro, realizzata e sostenuta da tutti gli attori sociali di Gemona, potrà fornire concrete prospettive di sviluppo e creare nuove economie e posti di lavoro. Invitiamo il sindaco a costituire un gruppo di lavoro che affronti la questione del centro, anche usufruendo della disponibilità che diversi cittadini gli hanno da tempo manifestato.

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