Opportunità per il centro storico

Gemona, Mappa centro storico

Mentre l’amministrazione comunale è in affanno con l’elaborazione del bando Pisus e cerca di occultare le proprie inefficienze con interventi tardivi dell’ultimo minuto, alcuni gemonesi si fermano per riflettere sui problemi del centro storico di Gemona e sulle possibili strategie per impedire un declino che rischia di diventare inesorabile.
Domani sera, venerdì 18 novembre 2011 alle ore 20.30 presso l’auditorium degli Stimmatini, l’associazione “Ostermann”, in collaborazione con il Comitato “Il san Giovanni dell’Amalteo”, organizza una conferenza-dibattito dal titolo “Le ragioni del San Giovanni. Una ‘chiave’ per il centro storico”. La serata, introdotta dal presidente dell’associazione Marco Patat, vedrà come relatori l’esperto di storia e cultura gemonesi Mauro Vale e l’architetto Alberto Antonelli, i quali, a partire dalla sempre attuale questione della chiesa di San Giovanni e dei capolavori dell’Amalteo, cercheranno di indicare percorsi possibili per il rilancio del centro e nuovi metodi per “disegnare” la Gemona che verrà. Durante l’incontro è previsto anche l’intervento dell’architetto Gian Paolo Della Marina.
[Immagine: mappa di Gemona dell’artista Carlo Venturini (particolare)]

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12 Commenti a “Opportunità per il centro storico”

  1. Bepinut scrive:

    Cioè vorreste dire che la ricostruzione del S. Giovanni sarebbe un’occasione per rilanciare il centro storico? e dove metteranno le auto i residenti? costruiremo forse un nuovo parcheggio s. Bartolomeo o le impileremo una sull’altra? è possibile volumetricamente ricostruire i s. Giovanni senza privare le case contermini del diritto di veduta visto che in sede di ricostruzione sono state realizzate delle finestre negli edifici che danno sui sedimi dell’ex chiesa? Quanto potrebbe costare realizzare oggi un’opera come il S. Giovanni? ha davvero senso parlare di project financing per un’opera simile? chi potrebbe essere interessato a finanziare un simile progetto? in un momento di crisi come l’attuale la ricostruzione del s. Giovanni può essere un’opera prioritaria per un’amministrazione comunale? oppure, visto l’ingente costo, non è forse meglio destinare risorse importanti a sostegno di disoccupati, persone in difficoltà, con disagio economico e fisico?
    Quali sarebbero poi i vantaggi della ricostruzione del s. Giovanni a fronte dell’ingente spesa? quale potrebbe essere la destinazione del nuovo s. Giovanni e come potrebbe essere utilizzato? c’è davvero bisogno, dopo la chiesa di S. Lucia nel piazzale Comelli della stazione, di una nuova cattedrale nel deserto?
    E poi chi ha destinato il contributo regionale per la ricostruzione del S. Giovanni sul Castello nella passata legislatura? la giunta arcobaleno forse? chi era vicesindaco allora?
    Chi aveva pensato di scomporre i lacunari dell’Amalteo e disporli al secondo piano di Palazzo Elti? Come mai chi aveva pensato una cosa simile si è agitata così tanto quando tale decisione non è stata attuata dall’attuale amministrazione? come mai la stessa persona quando il Prof. Giuseppe Marini (tra l’altro candidato in una lista che sosteneva l’ex vicesindaco) su un inserto di Pense & Maravee spiegava che i lacunari devono essere posti a 10-12 metri non su una parete non ha trovato il tempo, che prima però casualmente aveva trovato, per rettificare, magari proprio sulla stampa, la decisione di collocarli a Palazzo Elti e che aveva difeso anche sul suo blog con toni apocalittici?
    Il sig. architetto Alberto Antonelli a che titolo parlerà? non era sino a poco tempo fa consulente del comune e colui che aveva elaborato il progetto di ricostruzione del S. Giovanni alcuni anni fa? non c’è forse un sottile conflitto d’interessi?
    Questi dovrebbero essere alcuni interessanti spunti di riflessione per la serata…

  2. admin scrive:

    @ Bepinut,

    Lei sembra davvero informato sulle vicende del San Giovanni e delle giunte di ieri e di oggi. Sarà il caso che partecipi all’incontro di domani sera ed espliciti le Sue considerazioni. Se vogliamo far crescere Gemona, è bene mettere in campo il contributo di tutti. Anche oltre questo piccolo spazio di discussione sul web.

  3. P.C. scrive:

    A me interessa poco o niente di quello che hanno fatto “quelli di prima”. Quello che vedo è che manca un piano regolatore che “quelli di adesso” avevano promesso e che non hanno fatto. Vedo sempre il vicesindaco in giro per le feste e per le sagre ma non mi sembra abbia fatto quello che aveva promesso. Che lavorino invece che farsi belli a bere tagli…

  4. Marco scrive:

    @ P.C.

    Vero!!!

  5. Giulia scrive:

    L’aggettivo inglese deliberative (deliberativo), riferito alla democrazia, racchiude in sé il doppio significato di discutere e decidere. Nell’ arena deliberativa i cittadini sono chiamati non solo a dibattere tra loro o con i politici, ma a giocare un ruolo significativo nel processo decisionale. È
    centrale a questo proposito l’idea di arrivare alle decisioni coinvolgendo tutte le parti in causa o i loro rappresentanti.

    tratto da Paul Ginsborg, La democrazia che non c’è, Einaudi

    … i nostri amministratori sono molto, ma molto lontani da questa prassi. Guai se qualcuno osa mettere in discussione le decisioni che loro hanno preso da soli per conto di tutti.

  6. Anonimo scrive:

    @ giulia

    la sua considerazione finale nella sua drammaticità purtroppo è vera. E’ valida per gli amministratori di oggi, di ieri e…. dell’altro ieri

  7. Bepinut scrive:

    Mi sembra che nessuno tranne l’admin abbia colto il senso delle molte domande che ho posto.
    @ P.C. Mi pare da miopi non voler analizzare quello che è stato il passato per poi riflettere sul presente, non le pare? Quanto al piano regolatore che però è ben altra faccenda ha perfettamente ragione ma aggiungo non si può certo ridurre una questione come è quella del S. Giovanni ai semplici binari ideologici o di parte. A Gemona hanno governato, chi più chi meno, tutte le forze politiche. Non si può certo accettare che chi ha ricoperto incarichi istituzionali importanti (e per favore non mi si dica come che essere Assessore alle finanze e al bilancio o Vicesindaco tanto per dirne 2 non sono cariche importanti) faccia la verginella dicendo, come troppo spesso accade, che però gli altri hanno governato per 15 anni o giù di li. La domanda corretta dovrebbe essere e tu in quei 2 anni e mezzo cosa hai fatto? cosa hai deciso? perchè hai preso determinate decisioni? che impatto hanno sulla situazione attuale?… se poi il fatto sottointeso è che in 2 anni e mezzo non hai potuto fare nulla beh allora forse è il caso di porsi molte altre domande.
    @ Giulia e Anonimo: premesso che non sono così acculturato come chi ha citato Paul Ginsborg credo che libertà come cantava Giorgio Gaber faccia rima con partecipazione. ma una partecipazione informata dei fatti, consapevole, critica e possibilmente di buon senso. Spetta ai cittadini informarsi e alle istituzioni fornire attraverso alcuni strumenti (ve ne cito io uno fondamentale nell’era di internet: un sito internet user friendly) gli elementi per giudicare le scelte che gli amministratori fanno. Ognuno deve fare il suo compito, non si può pretendere che i cittadini vadano a scartabellarsi ettari di delibere, determine ecc ecc nè che le amministrazioni vadano troppo oltre quella che dovrebbe essere una rendicontazione ed una trasparenza che purtroppo è tutto fuorchè italiana.
    Detto questo ritengo opportuno tracciare una sorta di limite per non raggiungere forme di democrazia diretta che il nostro ordinamento NON prevede o arrivare alla politica che non decide o che non è in grado di scegliere.
    Si può e si deve coinvolgere i portatori di interessi purchè rappresentativi, si può e si deve coinvolgere i portatori delle c.d. competenze tecniche, specialistiche o professionali ma alla fine chi deve decidere e assumersi l’onere e la responsabilità della scelta deve essere chi amministra, il politico altrimenti come assistiamo in questi giorni è meglio nominare dei tecnici che almeno hanno le competenze per fare delle scelte. Minestroni, papocchi, pastette in cui tutti decidono o peggio ancora non è chiaro chi decide con il risultato che poi nessuno decide o vuole prendersi la RESPONSABILITA’ di una scelta. Tutto questo sarà fors’anche democratico ma non certo efficace nè funzionale, anzi, aggiungo io,è ciò che rende la democrazia nei fatti inefficace e inapplicabile.
    La scelta deve spettare a chi amministra non ad altri, altrimenti come spesso succede soprattutto all’Unione Europea e in America sono le lobby, i grandi gruppi di interesse a determinare le scelte. Credo che il valore della partecipazione, della discussione stia a monte della fase di deliberazione ovvero di decisione: la partecipazione e la pluralità di idee servono per allargare il tavolo di analisi, di studio, di valutazione di ipotesi e alternative; e non certo a valle. La bontà di una scelta non sta nel numero di persone che hanno preso parte alla scelta stessa ma nel processo in cui questa è stata determinata ed è qui che i contributi, le posizioni differenti arricchiscono. Dire il contrario significherebbe affermare che tutte le decisioni prese a maggioranza sono buone a priori, a prescindere…non mi pare proprio il caso.

  8. Marco scrive:

    Fatti non chiacchiere caro Bepi, Bepino, o Bepinut o altre varianti!!!
    Cosa ha fatto e/o sta facendo, ovvero quali decisioni ha preso l’attuale assessore all’urbanistica, nonchè vicesindaco, in merito al centro storico?
    Dov’è il decisionismo, dove sono le scelte prese assumendosi l’onere della responsabilità scritta in maiuscolo?
    Esempi concreti di rilancio del centro storico, please.
    Se no siamo in pieno nel tanto criticato salotto della politica…

  9. Gianni L. scrive:

    Ma la riunione di stasera sul San Giovanni non sarà mica un ulteriore rampa di lancio per i soliti noti architetti gemonesi ?
    Parlo delle solite persone che hanno già progettato tutto e niente in questi 30 anni, come Piazza Garibaldi o la Piscina, tipici esempi di come non si dovrebbe progettare un’opera pubblica; portati persino ad esempio anche all’Università degli Studi di Udine … della serie “ragazzi guardate e mi raccomando state attenti a non fare queste porcherie !”
    Per favore basta con queste discussioni sterili, condivido in toto quanto scritto da Bepinut, il San Giovanni non si farà PUNTO. C’è stata l’occasione per farlo, ora serve girare pagina, perché la città deve vivere e puntare sul futuro e non ci si deve guardare indietro.
    Una domanda la banda degli architetti gemonesi ci regalerebbero il progetto gratis ?
    Meditate gente meditate, cerchiamo di tutelare gli interessi della città in generale e non solo quello delle tasche di pochi …

  10. Sandro Venturini scrive:

    Ieri sera né il Sindaco né alcun assessore comunale era presente.
    Solo 4 Consiglieri comunali.
    Questa purtroppo, aldilà delle belle parole che leggo sopra, è la triste realtà di Gemona: l’incapacità totale di confrontarsi, discutere elaborare idee e strategie insieme. Ciascuno pensa che l’altro sia un nemico, uno che lo vuole prevaricare, che si muove solo per degli interessi personali. E così, borgata contro borgata, associazione contro associazione, comitati contro comitati e la politica raccoglie ed esalta tutte queste lacerazioni, invece di giocare il suo ruolo principale: aggregare e fare sintesi. La vicenda del PISUS è emblematica dell’incapacità progettuale, di tessere relazioni, di traguardare un futuro più lontano dei 5 anni entro i quali si ripetono le tornate elettorali.
    Anche il nuovo governo Monti (che ridà dignità a questo paese e ai moltissimi cittadini seri ed onesti) lancia un interessante segnale sulla necessità di “lavorare in rete”, costituendo il ministero della coesione sociale. Ci vorrebbe anche a Gemona.

  11. barreto scrive:

    Caro consigliere Venturini,
    premetto che del San Giovanni, omai a nessuno interessa nulla, salvo le continue polemiche che a scadenza fissa fuoriescono dalle bocche dei soliti noti.
    Non cerchiamo di enfatizzare cose che non esistono. Cos’è il Comitato del San Giovanni, quante persone ne fanno parte ? Togliendo ovviamente gli architetti e tutti i professionisti o consulenti che hanno un charo interesse in causa ! Più del San Gioanni mi parrebbe che qui si tratta di Sante Parcelle !!!! ebbene queste persone che come diceva Gianni hanno rovinato Gemona e ora vorrebbero anche ricostruire il san giovanni. Gente che è stata incapace a progettare una fontana o ancor peggio una piazza, ora solo perchè è stata giustamente messa da parte si lamenta …
    Caro Venturini non cada nel tranello di questi illuminati artisti, abili nel buttare benzina sul fuoco solo per guadagnarci qualche euro in incarichi o consulenze … faccia il politico illuminato e li lasci perdere.
    L’altro giorno parlavo con un suo collega, novizio, ma dalle idee chiare, il futuro del Centro Storico non passa per il San Giovanni mi creda, quella è stata solo una delle tante occasioni perse da Gemona, andamo avanti e non diamo retta a chi vuole solo e soltanto arricchirsi ancora a discapito dei gemonesi veri, di quell che vogliono veramente bene alla loro città e soprattutto a gratis !
    Mi creda non servono ministeri nuovi, ma soltanto buon senso !

  12. Sandro Venturini scrive:

    Carissimo, io non mi permetto, come fa lei, di giudicare le intenzioni o gli interessi dei professionisti Gemonesi in causa. Le ricordo soltanto che, a quanto mi consta, il progetto preliminare già elaborato è stato realizzato gratuitamente. E personalmente lo ritengo anche di buona qualità.
    Ma la questione non è questa. E lei l’ha capito bene. La questione è prima di tutto nel metodo.
    Un buon amministratore ascolta tutti, si confronta pubblicamente, valuta tutte le proposte e non decide per partito preso.
    Un buon amministratore non divide i cittadini tra “amici” e “nemici”; guarda prima di tutto al “bene comune”, ai veri interessi della città.
    Un buon amministratore costruisce ponti, valorizza tutte le opportunità, fa squadra.
    “E’ necessario confrontarsi, lavorare, pensare, progettare e operare “con” gli altri. ” (Dionigi Tettamanzi – Per un rinnovato impegno nell’amministrare la città)
    Un buon amministratore può anche ricredersi se si rende conto che la scelta precedente era fallace.
    E la difficoltà ad un confronto franco la si evince anche dal celarsi dietro di pseudonimi negli interventi su questo blog, che vorrebbe essere soprattutto una libera piazza virtuale per discutere.
    Questo è il “vulnus” di Gemona e già oggi le nostra città ne paga politicamente gravi conseguenze. E le pagherà a lungo se non si cambierà lo stile di governo.
    Poi discutiamo della ricostruzione del San Giovanni, dell’agonia del Centro cittadino, del futuro di Gemona. Ma con questo stile.