Gente di Gemona

Gente di Gemona

POMPONIO AMALTEO
Pittore (1505-1588)
.
Il pittore Pomponio Amalteo non è un Gemonese verace, essendo nato a Motta di Livenza nel 1505. Egli fu allievo di Dario Cerdonis detto il Pordenone, dello stile del quale fu abile ripetitore (e di cui divenne genero, sposandone la figlia Graziosa nel 1534). Il suo stile può definirsi infatti la continuazione di quello del suo maestro, al punto che per alcuni dipinti è difficile l’attribuzione ad uno dei due. Pomponio, tuttavia, non ha la forza inventiva né l’originalità del suocero, mentre appare animato da forte passionalità e da una certa facilità nel comporre e nel raggruppare le figure. Migliori, almeno secondo la critica ottocentesca, i risultati degli affreschi rispetto alle pitture ad olio. Non si deve dimenticare che egli fu noto in Friuli anche come intagliatore e architetto. Opere dovute al suo pennello sono visibili in numerosi centri delle province di Udine e Pordenone oltre che in varie località del vicino Veneto. Quindicenne, affrescò in parte la Cappella Malchiostro nel Duomo di Treviso; poco più tardi lavorò nella Sala dei Notari nel Palazzo Comunale di Belluno (opera perduta). Seguono un quadro votivo per il Duomo di S. Vito, la colossale figura di S. Cristoforo col Bambino sulla facciata della chiesa di Gleris (frazione di S. Vito) e l’affresco sulle pareti della loggia del Palazzo Comunale di Ceneda (TV). Di particolare interesse risulta il ciclo di affreschi risalenti agli anni 1535-45 della chiesa dell’Ospedale di santa Maria dei Battuti a San Vito al Tagliamento, di cui fa menzione il Vasari nelle sue Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori (1568). Di particolare pregio la parte dietro l’altare raffigurante gli apostoli, la Vergine che sale al cielo ed in altro il Padre in mezzo ad una gloria di Angeli, Sibille, Apostoli e Dottori della Chiesa. Al 1540-42 risalgono le opere a fresco della chiesa di S. Maria delle Grazie di Pordenone.
Per quanto riguarda Gemona, il pittore vi dimorò per lunghi periodi e, a partire dal 1533, vi dipinse lo spettacolare soffitto a cassettoni che stava nella chiesa di san Giovanni. Si tratta di 42 lacunari rappresentanti a mezzo busto Patriarchi, Profeti, Sibille, Apostoli, Evangelisti ed alcuni Santi, dipinti a tempera su tavola, entro tondi che si raccordano con la forma quadrata del cassettone mediante motivi ornamentali. (Si dice che modelli per questi ritratti siano stati alcuni, e soprattutto alcune Gemonesi del tempo, con i conseguenti pettegolezzi…).
Continuò a dipingere in chiese di molte località (ad esempio nel 1542 a Varmo e a Valvasone), aprendo contemporaneamente, grazie agli aiuti, più cantieri soprattutto nell’Oltretagliamento. Era ancora operante nel 1583, come risulta da un’iscrizione posta nel quadro che compare nella chiesa di Portogruaro. Morì a San Vito al Tagliamento nel 1588.
[Fonte: Mariolina Patat, Oms innomenâts a Glemone. Personaggi di rilievo nella storia di Gemona, Comune di Gemona, 2002, con aggiunte e correzioni dell'autrice].

Tag: ,

I Commenti sono chiusi