Innovare, internazionalizzare, infrastrutture: tre “i” contro la crisi

Lampadina puzzle

I risultati dell’indagine della Confindustria del Friuli-vg relativa al terzo trimestre 2011 segnalano il prevalere di segni negativi rispetto al trimestre precedente e di segni positivi nel confronto tendenziale con lo stesso periodo dell’anno scorso []. Nel complesso la congiuntura rimane preoccupante. «La situazione è tutt’ altro che rosea» – afferma il presidente degli industriali regionali Alessandro Calligaris –«ci si rende conto, cioè, che il ciclo espansivo che era iniziato attorno alla fine del 2009 e che ci aveva fatto ben sperare in un superamento, anche se lento, della lunga precedente fase recessiva, si sta esaurendo. Direi, anzi, anche in linea con la prevalenza dei pareri previsionali che abbiamo raccolto dai colleghi imprenditori, che il ciclo virtuoso è già finito». Parole che indicano il pericolo di ricadere in una nuova fase di recessione. La Confindustria regionale chiede alla politica decisi interventi che possano comportare una rapida inversione di tendenza. È indispensabile potenziare gli strumenti finalizzati a favorire la ricerca e l’innovazione industriale, ma soprattutto è urgente potenziare le infrastrutture del territorio. Ciò favorirebbe l’esportazione, da sempre il punto di forza dell’economia industriale friulana. Calligaris non ha dubbi: solamente «le piccole e medie imprese che riusciranno ad inserirsi in filiere operanti sui mercati internazionali potranno sopravvivere e crescere; quelle che, invece, non sapranno allargare il proprio raggio d’azione al di fuori del mercato domestico sono a forte rischio di estinzione». Per superare la crisi e rilanciare lo sviluppo sembra non ci sia altra strada che l’internazionalizzazione delle imprese. Meta che potrà essere raggiunta se i territori sapranno fare sistema tra loro e integrarsi con il settore pubblico. Di qui l’importanza che anche la politica dei diversi comprensori non rimanga a guardare. Da oltre due anni continuiamo a ripeterlo anche a Gemona. L’amministrazione comunale ha il dovere di fare la sua parte, innanzitutto riunendo il consiglio comunale, che fino ad oggi non è stato coinvolto sui temi della crisi economica, nonostante le nostre richieste []. Miope è la politica che in situazioni di emergenza non sa ricercare la più ampia collaborazione per individuare le scelte possibili più condivise, efficaci e lungimiranti.

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