Gli immigrati che vengono dall’acqua

Lontra europea

La lontra è ritornata dalle nostre parti. Mentre l’Italia e l’Europa vivono uno dei momenti più difficili dell’ultimo mezzo secolo può sembrare una notizia non degna di nota. Eppure è un piccolo segno: la natura, nella sua multiforme vitalità, procede secondo logiche non sempre coincidenti con le nostre. Alcune settimane fa un maschio adulto del mustelide Lutra lutra è stato investito lungo la provinciale che collega Buja e Tarcento. Si tratta di un ritorno. Risalgono infatti all’inizio del ’900 le ultime battute di caccia alla lontra – le cosiddette “lontrate” – nelle nostre zone.
Di questa ricomparsa si parlerà domani sera, mercoledì 7 dicembre, presso la sala consiliare di Artegna alle ore 17.00, in un incontro pubblico promosso dall’Ecomuseo delle Acque del Gemonese. Interverranno alcuni tra i massimi studiosi di questo mammifero: Luca Lapini, zoologo del Museo di Storia naturale di Udine e coordinatore di una campagna per il rilevamento della lontra in Friuli; Fernando Di Fabrizio, direttore della Riserva naturale Lago di Penne (Pescara), in cui opera un centro per la riproduzione dell’animale in previsione di futuri programmi di reintroduzione; Michele Zanetti, naturalista e divulgatore del Centro didattico “Il Pendolino” di Noventa di Piave, autore del racconto “La volpe delle arnere” edito dall’Ecomuseo, che verrà presentato nel corso della serata e distribuito a tutti i ragazzi in sala.
[QUI una foto della caccia alla lontra nelle paludi di Urbignacco nei primi anni del ’900. Tratto da Lunari de Int di Buje, 1989, ass. culturale El Tomât]
[QUI un completo dossier sul “Progetto Lontra” in Friuli - 2,2 Mb]

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Un Commento a “Gli immigrati che vengono dall’acqua”

  1. BZ scrive:

    Non ditelo ai leghisti sennò si mettono a sbraitare chiedendo i rimpatri delle lontre