Una firma per gli italiani

Ragazzi

Sono quasi un milione i minori figli dell’immigrazione che vivono in Italia. Di questi, oltre 570 mila sono nati nel nostro Paese e più di 700 mila frequentano le nostre scuole. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha più volte sollevato il grave problema della negazione della cittadinanza ai figli degli immigrati: «È un’assurdità – ha detto durante un recente incontro al Quirinale – una follia che dei bambini nati in Italia non diventino italiani. Non viene riconosciuto loro un diritto fondamentale».
In linea con le dure parole di Napolitano, che si è anche augurato che il Parlamento esamini la questione al più presto, ha preso avvio la campagna “L’Italia sono anch’io”, promossa da diverse organizzazioni e associazioni della società civile, tra le quali Caritas Italiana, Acli, Pax Christi, Beati costruttori di pace, Libera. Obiettivo: una raccolta di firme per due proposte di legge di iniziativa popolare.
La prima intende riformare la normativa sulla cittadinanza, aggiornando i concetti di “nazione” e di “nazionalità” sulla base del senso di appartenenza alla comunità, determinato da percorsi condivisi di studio, di lavoro e di vita, e non più sulla discendenza di “sangue”. Ciò implica una vera rivoluzione culturale per il nostro Paese: il passaggio dallo jus sanguinis allo jus soli, come accade nella maggior parte degli stati occidentali. Ad oggi solo al compimento del 18° anno di età i bambini e i ragazzi figli di cittadini non italiani, anche se nati e cresciuti in Italia, si vedono riconosciuta la possibilità di ottenere la cittadinanza. Questa situazione produce disuguaglianze e ingiustizie, e soprattutto limita la possibilità di un’adeguata integrazione. I promotori della campagna si propongono la modifica dell’attuale legislazione che codifica questa disparità ormai anacronistica in una società multietnica.
La seconda proposta di legge chiede che si riconosca agli immigrati il diritto di voto alle elezioni amministrative quale strumento di responsabilità sociale e politica. Si chiede allo Stato di riconoscere quello che loro già sanno di essere: semplicemente italiani. La nomina di un ministro per l’integrazione da parte del capo del governo Mario Monti e la scelta di un esperto nel campo come il fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi ci fanno ben sperare nella possibilità che, se la campagna delle firme andrà a buon fine, queste due leggi vengano prese in considerazione dal Parlamento.
Da parte nostra, riteniamo che la campagna “L’Italia sono anch’io” vada sostenuta per il suo alto valore civile. Per questo “Con te Gemona” sta promuovendo la raccolta di firme per le due leggi di iniziativa popolare anche nella nostra cittadina. Al momento abbiamo depositato i moduli presso l’Ufficio Protocollo del Comune. Chiunque lo desideri può recarsi a firmare nei seguenti orari:

Lunedì10:30 - 13:30
Martedì10:30 - 13:00
Mercoledì16:30 - 19:00
Giovedì10:30 - 13:00
Venerdì7:00 - 12:00

[QUI il Manifesto della campagna “L’Italia sono anch’io”]
[QUI e QUI le due proposte di legge di iniziativa popolare]
[QUI che cosa cambia nelle nuove proposte di legge]

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Un Commento a “Una firma per gli italiani”

  1. Anna G. scrive:

    Bravi!! Campagna sacrosanta! Corro subito a firmare……