Italiani non (ancora) italiani

Italia sono anch'io

L’Italia sono anch’io”, la campagna di raccolta delle firme per due leggi di iniziativa popolare di cui abbiamo già dato notizia [], interpella direttamente anche la nostra cittadina. A Gemona risiedono attualmente 328 cittadini stranieri, di cui la maggior parte lavora regolarmente e paga le tasse, ma ad essi è precluso il voto alle elezioni amministrative. L’articolo 3 della nostra Costituzione stabilisce il principio dell’uguaglianza tra i cittadini, impegnando la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che ne impediscano il pieno raggiungimento. Nei confronti di milioni di persone di origine straniera, però, questo principio è disatteso. In quanto non cittadini sono privati di molti diritti che vengono garantiti a noi italiani, anche se vivono qui da anni o addirittura sono nati nel nostro Paese e ne hanno imparato le lingue e i costumi. I minori nati in Italia da genitori stranieri sono oltre mezzo milione, quasi il 60% dei circa 900 mila minori stranieri residenti. Sono il 7% dell’intera popolazione scolastica. Per costoro non esiste alcuna effettiva possibilità di acquisire automaticamente la cittadinanza. A Gemona 60 tra bambini e giovani figli di immigrati residenti sono in questa condizione. Di questi, 54 sono nati qui da noi da genitori extracomunitari, e 6 da genitori comunitari. Sono i bambini che siedono sui banchi di scuola accanto ai nostri figli, giocano con loro, parlano la nostra lingua, frequentano le nostre case. Ma non gli è garantita la cittadinanza italiana. Eppure sono e si ritengono dei “veri italiani”, talvolta parlano l’italiano meglio di altri o si sentono più italiani di coloro che hanno ricevuto la cittadinanza in quanto figli di italiani all’estero, ma che in Italia non hanno mai messo piede. Riteniamo che la richiesta di una semplice adeguazione delle leggi italiane ai parametri europei per il riconoscimento del diritto fondamentale di cittadinanza per chiunque sia nato sul suolo italiano, non può essere una rivendicazione unilaterale di una sola parte politica, ma una trasversale richiesta di giustizia e di uguaglianza di cui tutte le forze politiche dovrebbero farsi carico. Per questo motivo abbiamo ritenuto opportuno presentare per il prossimo Consiglio comunale un Ordine del Giorno con il quale il Consiglio potrebbe impegnarsi nel sostenere la campagna di raccolta delle firme per le due leggi di iniziativa popolare. Ricordiamo che “Con te gemona” ha già depositato i moduli presso l’ufficio protocollo del Comune.

[QUI il testo dell’Ordine del Giorno presentato da “Con te Gemona”]

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