Archivio di gennaio 2012

Un’ottima idea i concorsi di idee

martedì, 31 gennaio 2012

Lampadina

Abbiamo appreso con piacere la notizia che il “concorso di idee” bandito dall’amministrazione comunale per la risalita meccanizzata al colle del castello ha riscontrato un notevole successo. 27 partecipanti. Buona parte da Gemona, ma anche da Verona, Firenze, Napoli. Addirittura da Vienna. Un chiaro segnale: c’è attenzione attorno a Gemona e c’è il desiderio da parte di molti professionisti di partecipare alla valorizzazione di uno dei luoghi simbolo della Ricostruzione.
Ora un’apposita commissione avrà il compito di valutare il progetto più adeguato dal punto di vista funzionale, architettonico e dei costi di realizzazione. Successivamente si potrà passare alla definizione del bando di gara per il progetto preliminare.
Come sosteniamo ormai da anni, il “concorso di idee” rappresenta una delle precedure più efficaci di cui un’ente locale può dotarsi per elaborare i propri piani di sviluppo. È un modo per mettere in circolo creatività, ampliare le prospettive, allargare gli orizzonti. Certo, serve una buona dose di disponibilità al confronto, capacità di coordinamento e soprattutto consapevolezza che problemi complessi possono avere molteplici soluzioni.
A questo punto ci auguriamo che la giunta Urbani estenda questo metodo anche ad altri àmbiti. Si potrebbe partire – come ripetiamo da tempo – dall’assetto urbano, paesaggistico e della viabilità. Era un punto del programma elettorale dell’attuale maggioranza, in cui stava scritto, nero su bianco: «Elaborazione di un progetto urbanistico complessivo avviando un concorso di idee al fine di definire un migliore assetto dello stesso, con interventi diretti ad una migliore coerenza e compatibilità complessive delle sue funzioni ed ad una maggiore chiarezza morfologica dello spazio urbano». Un punto decisivo del programma, in assenza del quale il “Patto per Gemona” non sta molto in piedi.

Cambiare la legge per un volontariato che cambia

lunedì, 30 gennaio 2012

Siluette

Il volontariato sta cambiando. Se nel post-terremoto era pratica diffusa che si esprimeva attraverso una gratuita e generosa spontaneità, oggi è diventato più consapevole dei suoi strumenti e delle sue potenzialità, chiamato com’è a confrontarsi con un contesto sociale, culturale ed economico in continua trasformazione. Di qui l’esigenza di adeguare ai cambiamenti della società le norme che regolano il mondo del terzo settore e della promozione sociale.
La legge regionale sul volontariato risale al 1995 e dopo 17 anni è venuto il momento di proporne una revisione. Lo hanno fatto recentemente le opposizioni in consiglio regionale con una proposta di legge dal titolo “Nuova disciplina del volontariato e della promozione sociale”. Primo firmatario il sandanielese Paolo Menis, che ha sottolineato come la proposta presentata «non è che la sintesi di un lavoro durato alcuni mesi, in cui ci siamo confrontati con i principali attori del settore, chiamati ad avanzare le loro proposte ma anche a dare una valutazione di quanto fatto sinora».
La legge presenta alcune importanti novità – ha dichiarato Menis – «dall’introduzione di nuove norme in materia di convenzioni, registri e contributi per le realtà che operano in questo ambito, alla previsione di un unico Comitato tra organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale per favorirne l’integrazione fino alla proposta di una diarchia gestionale degli organi operativi per dare pari dignità ad associazioni del volontariato e soggetti pubblici». La visione generale su cui si basa la proposta del centro-sinistra regionale vede nel volontariato uno «strumento in grado di fornire un apporto sussidiario ed originale, non sostitutivo dell’intervento pubblico ma ad esso complementare, per il conseguimento delle finalità di carattere sociale, civile e culturale contenute nella Costituzione».
Per quanto riguarda Gemona, la nuova legge darebbe ancora maggiore impulso e slancio al lungo percorso di crescita e di azioni di rete che il Coordinamento delle Associazioni [] sta compiendo ormai da oltre un decennio.

[QUI la proposta di legge regionale “Nuova disciplina del volontariato e della promozione sociale”]

Numeri

domenica, 29 gennaio 2012

Numeri

Costo totale delle indennità di presenza di 14 consiglieri comunali di Gemona (sono esclusi gli assessori) per la partecipazione alle sedute del Consiglio Comunale (periodo: gennaio-ottobre 2011):

Costo totale indennità di presenza consiglieri comunali
(01.01.2011-31.10.2011)
€ 3.348

O si internazionalizza, o si muore

sabato, 28 gennaio 2012

Mondo - Gente

«Nonostante tutto l’economia friulana ha tenuto». Questa la conclusione – molto confortante – di Adriano Luci, presidente di Confindustria di Udine, durante la conferenza stampa di inizio anno a Palazzo Torriani. Il Friuli-vg su 268 regioni appartenenti all’Unione europea si colloca tuttavia al 172° posto, nella fascia bassa del livello intermedio, per ciò che riguarda l’indice di competitività. Nell’indagine effettuata in gennaio su un campione di 70 industrie manifatturiere risulta che il 2011 è stato contrassegnato da un andamento in crescita, ma le previsioni per il 2012 sono improntate ad una inversione di tendenza, sia per la crescita che per l’occupazione. Per il presidente Luci la crescita è possibile solamente a partire da ampi progetti di sistema: «La grande prospettiva della regione è legata alla valorizzazione del suo ruolo internazionale. Non ci sono alternative, o la regione viene “scavalcata” dai traffici internazionali di transito, o riesce a renderli una occasione di sviluppo». Queste, pertanto, le necessarie priorità di Confindustria per il 2012: il supporto alle imprese sul fronte dell’internazionalizzazione, ma anche la costruzione di percorsi a favore di persone che hanno perso il lavoro, e la sensibilizzazione sulle logiche della sicurezza, con l’indizione della seconda edizione del “Festival della Sicurezza”. Il presidente Luci, infine, ha affermato di condividere pienamente la lotta all’evasione, «perché noi difendiamo le imprese che rispettano le regole». Parole sacrosante.[gv]

[QUI l’indagine della Confindustria friulana]

Avvocati in difesa del giudice. Di pace

venerdì, 27 gennaio 2012

Toga avvocato

È crescente la preoccupazione per la futura chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace di Gemona, importante presidio di giustizia al servizio dei cittadini. Un’altra tegola, dopo quelle dell’imminente riforma della sanità, della chiusura degli uffici postali e dei disservizi del trasporto ferroviario. Preoccupazione manifestata anche dal Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Tolmezzo Barbara Comparetti, che ha appena inoltrato una lettera ai sindaci dei mandamenti di Gemona e di Pontebba (QUI in anteprima), in cui chiede di attivarsi «al fine di scongiurare il pericolo oggi concreto e reale di veder privare il nostro territorio degli Uffici [del Giudice di Pace]». Il decreto legge, infatti, prevede la possibilità per gli enti locali – anche consorziati tra loro – di mantenere i Giudici di Pace facendosi carico delle spese di funzionamento delle sedi e del personale amministrativo (mentre il personale di magistratura rimarrebbe a carico dell’amministrazione giudiziaria). La scelta dovrà essere effettuata entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto.
Ora, dunque, è la politica che deve operare con celerità, verificando i vantaggi e i costi dell’operazione ed eventualmente decidere se accorpare le sedi di Pontebba e di Gemona. Se ciò non avverrà, la chiusura sarà automatica e il servizio verrà unificato presso il tribunale di Tolmezzo.
Da parte nostra, riteniamo che l’amministrazione comunale di Gemona debba prendere in seria considerazione l’opportunità di mantenere questo servizio, non solo per gli ovvii benefici per i cittadini, che così non si troveranno costretti a inutili spostamenti, ma anche per il “valore aggiunto” dell’ufficio in termini di visibilità e di indotto economico per un centro storico già eccessivamente impoverito dalle politiche degli ultimi anni.

Master of cheese

giovedì, 26 gennaio 2012

Master sul formaggio

Cibo “buono, pulito e giusto”. È questa la filosofia di consumo sposata da Slow Food Friuli-vg che in collaborazione con l’Ecomuseo delle Acque del Gemonese e i produttori del Pan di Sorc di Gemona daranno vita questa sera ad un vero e proprio “master” sul formaggio. Un corso intensivo di 4 incontri, il 26 e 27 gennaio e il 2 e 3 febbraio, che avrà luogo presso la Latteria Turnaria di San Floreano di Buja, piccola realtà cooperativa che trasforma il latte crudo prodotto dalle aziende agricole locali, utilizzando ancora i metodi tradizionali di lavorazione e producendo un formaggio di elevata qualità.
Il corso sarà tenuto da Cristiano De Riccardis, docente presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo). Le lezioni sono rivolte sia ai produttori che ai consumatori. Verranno fornite le basi teorico-pratiche per conoscere e valutare le varie tipologie di formaggi: dagli strumenti della degustazione alla descrizione del latte e delle razze bovine, fino alle tecnologie, alla legislazione, alla conservazione, agli aspetti nutrizionali per il miglior uso gastronomico. In ogni incontro la degustazione di vari formaggi permetterà di mettere alla prova le “cognizioni gustative” dei corsisti. [ap]
[ Ulteriori informazioni sul sito di Slow Food Friuli-vg]

Senza nuove logiche Gemona non ha futuro

mercoledì, 25 gennaio 2012

Cervello creativo
[di Sandro Venturini]

Potremo festeggiarla come una bella notizia se il Pisus (Piano Integrato di Sviluppo Urbano Sostenibile) realizzato dal Comune di Gemona sarà tra i vincitori e si aggiudicherà i cospicui finanziamenti stanziati (da 3 a 6 milioni di euro per progetto). In molti però ne dubitano. Da quanto abbiamo visto durante la fase di elaborazione del Piano, dobbiamo rilevare che la nostra amministrazione comunale ha perso un’altra occasione utile per riflettere sullo sviluppo della nostra cittadina.
Il Pisus gemonese (che pubblichiamo QUI in anteprima), elaborato in fretta e furia a ridosso della scadenza di presentazione – più per il pressing delle opposizioni che per convinzione –, si presenta privo di contenuti progettuali innovativi e strategici che guardino davvero lontano. Il principale motivo sta nel fatto che non si è voluta seguire la principale linea d’azione che connota strumenti di questo genere: la partecipazione, il confronto, un’ampia discussione con il tessuto economico, sociale e culturale, nonostante diversi portatori d’interesse si fossero, per tempo, resi disponibili a fornire un contributo costruttivo di idee e di progettualità.
Si è invece accomodato in fretta qualche incontro, più di paravento che con la seria intenzione di costruire una squadra di stakeholder che potesse definire nuove linee di sviluppo, mettendo insieme quell’indispensabile partenariato pubblico-privato che solo può rilanciare una realtà piccola ma complessa come Gemona. I progetti di sviluppo calati dall’alto non funzionano al giorno d’oggi: solo se si coinvolgono i partner fin dall’inizio si può sperare in sinergie efficaci e durature. La “Città dello sport” – che nel Pisus poteva davvero trovare esplicazione operativa e finanziamenti cospicui – ne è un esempio: all’adesione iniziale al progetto da parte dei comuni limitrofi non è seguita una strategica concertazione di obiettivi ed iniziative, tanto che lo stesso documento operativo predisposto da Enzo Cainero non è stato nemmeno diffuso. E nel Pisus la dimensione del “fare rete” era un obiettivo primario per Gemona, quale amministrazione capofila. In questi progetti, come’è noto, viene attribuito un punteggio più elevato in funzione dell’efficacia nel realizzare un ampio coinvolgimento di soggetti pubblici e privati. Neanche questo siamo stati in grado di fare. Lo dimostra il fatto che abbiamo presentato il progetto da soli. È lo specchio dell’eterna solitudine di Gemona: incapace di giocare un ruolo guida per i Comuni del mandamento, di progettare su una scala più ampia dei propri confini.
Nel merito, poi, ciascuno potrà farsi un’idea leggendo il progetto. Si tratta di una serie di opere pubbliche in buona parte già programmate ed alcune perfino già realizzate:

Totale5.070.205€
Ripristino statico e funzionale del Colle del Castello di Gemona1.244.330€
Nuova viabilità di accesso al Percorso vita al fine di collegare i parcheggi esistenti di via Zugli direttamente con il centro storico266.200€
Sistemazione parte laterale della Via B.Brollo e messa in sicurezza aree contermini528.478€
Ristrutturazione dell’intersezione tra Via Osoppo, Via Julia e Via Piovega70.712€
Urbanizzazione primaria del capoluogo – Via Caneva – Tratto da Piazza Garibaldi al sedime dell’ex chiesa di “Madonna delle grazie”448.056€
Ristrutturazione viaria della Via Armentaressa918.868€
Ristrutturazione dello Storico asse viario di Via San Giovanni – Piazza del Municipio269.040€
Ristrutturazione e riqualificazione della Via Dante1.098.900€
Impianto geotermico a servizio della nuova scuola materna di Piovega147.620€
Messa in rete delle schede del patrimonio artistico e storico documentario museo della pieve78.000€

Manca soprattutto una logica di sistema. Gli obiettivi del Pisus – lo ricordo – erano quelli di: riqualificare o recuperare infrastrutture, sostenere le attività produttive, commerciali ed artigianali, specie i servizi di prossimità; rivitalizzare la città e i suoi luoghi storici anche mediante strategie di marketing; animare e promuovere l’integrazione commerciale, turistica e culturale; il tutto in una logica integrata. Così recitano i documenti regionali che sottendono l’iniziativa: «si tratta di un insieme di opere pubbliche e private strettamente connesse tra loro e riconducibili a obiettivi unitari e coerenti per l’attuazione di una strategia di sviluppo territoriale e locale per la risoluzione di problemi economici, ambientali e sociali delle aree a cui si riferiscono». Questo doveva essere il Pisus. Da tempo, come Lista civica “Con te Gemona”, in un’ottica di collaborazione, avevamo avanzato proposte, soprattutto di metodo, per affrontare efficacemente questa progettualità. In particolare con il documento “Disegnare scenari di futuro” del giugno 2011 []. Poi, più concretamente, con il progetto “Il nuovo Niederlech” [], nel quale insistevamo sulla necessità di puntare sul cicloturismo, sfruttando la Ciclovia Alpe Adria []. Inoltre abbiamo proposto di ripensare in grande l’assetto viario del centro storico, puntando a pedonalizzare via Bini e a realizzare una nuova viabilità verso est, per risolvere l’annoso problema della strettoia di via dei Conti. E poi il castello: che cosa ne faremo []? Non era questa una buona occasione per discutere e prospettare da subito la sua destinazione d’uso, integrata in un progetto per il rilancio del centro storico, previsto anche il programma della giunta Urbani [], ma ben lungi dal vedere la luce? Abbiamo perso l’occasione di affrontare questi snodi importanti per il futuro di Gemona, ma soprattutto abbiamo perso l’opportunità di costruire “reti”, di mettere insieme idee ed esperienze, di superere le tante divisioni che ancora attraversano la nostra città, di far sì che la politica svolga il ruolo che le è proprio: la regia di una credibile e condivisa prospettiva di largo respiro per lo sviluppo del Gemonese.

Accedere all’albero della vita

martedì, 24 gennaio 2012

Klimt, L'albero della vita

“Otto incontri per la vita” è il titolo dell’iniziativa promossa dal Centro pastorale della cultura della Diocesi di Udine in occasione della XXXIV Giornata per la Vita che si celebrerà il prossimo 5 febbraio. Iniziato lo scorso 20 gennaio, il ciclo coinvolgerà diverse località del Friuli (San Daniele, Gemona, Cividale, San Giorgio di Nogaro, Udine, Tolmezzo) in un susseguirsi di cineforum, serate teatrali, conferenze e dibattiti.
Domani sera, mercoledì 25 gennaio, a Gemona, presso il centro “Glemonensis” alle ore 20.30, sarà proiettato il film “L’albero della vita” di Terrence Malick. Palma d’Oro all’ultimo Festival del cinema di Cannes, il lungometraggio narra la storia di una famiglia americana degli anni Cinquanta, di un uomo alienato tra i grattacieli di Houston e della nascita del cosmo. Una favola gnostica ed esistenzialista in cui la vita dell’uomo è un esilio alla ricerca di senso e di liberazione. L’introduzione e il commento finale al film saranno a cura di don Alessio Geretti, delegato episcopale per la cultura.
[Immagine: riproduzione de “L’albero della vita” di G. Klimt (part.)]