Un tallero di chiarezza

Tallero

La messa del Tallero rappresenta per la comunità di Gemona un appuntamento annuale carico di significati perchè rende visibile l’indispensabile, ma anche delicatissima, relazione tra la Chiesa e le istituzioni politiche. Lo scorso anno erano state introdotte alcune modifiche alla celebrazione liturgica: l’ingresso e l’accoglienza del Sindaco da parte di un diacono e la collocazione del primo cittadino su un alto scranno posto di lato tra l’altare e i fedeli. Modifiche al rito verranno apportate anche quest’anno: il diacono assumerà un ruolo ancora più importante, in quanto «intermediario tra la realtà di Dio e quella degli uomini, tra l’altare e il piano dei fedeli» – avrebbe dichiarato mons. Valentino Costante al Messaggero Veneto alcuni giorni fa. Sarà lui infatti e non più il parroco a raccogliere dalle mani del sindaco il tallero per deporlo sull’altare come offerta. Il motivo è semplice: «la liturgia prevede che il sacerdote sia dedito solo alle cose di Dio e che il diacono si faccia carico dell’umano per portarlo sull’altare». Inoltre, il primo cittadino di Gemona non occuperà più l’insolita posizione che ha occupato durante la scorsa Epifania, che a molti era parsa richiamare eccessivamente un anacronistico connubio tra trono e altare, ma ritornerà al posto che gli spetta, tra la gente. Queste scelte volute dal nuovo parroco di Gemona ci sembrano rispettose dei differenti ruoli delle due istituzioni senza scadere in ambigue confusioni. La Chiesa, crediamo, è tanto più libera quanto più mantiene le proprie porte aperte all’impegno e alla responsabilità politica, ma nel contempo sa rimanere estranea a qualsiasi compromesso con il potere.
La festa dell’Epifania, è bene ricordarlo, fa memoria di alcuni sapienti e ricchi, forse anche potenti stranieri, ma certamente non ebrei, che a differenza del potere locale, ignaro ed ostile, si recarono ad adorare la nascita di Gesù a Betlemme; saranno proprio loro a salvare la vita del “Principe della pace”, ritornando ai loro paesi per un’altra strada senza dire nulla ad Erode sul luogo dove si trovava. Si tratta di un messaggio che va in tutt’altra direzione rispetto al connubio tra trono e altare: un messaggio ecumenico e di libertà, che potrebbe essere ripreso all’interno delle celebrazioni del Tallero, per fugare definitivamente la fastidiosa sensazione che qualcuno voglia strumentalizzare questa bella festa della tradizione gemonese.

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4 Commenti a “Un tallero di chiarezza”

  1. Franca scrive:

    Concordo… Il nuovo parroco di Gemona si è dimostrato attento a restituire alla chiesa quello che è della chiesa. La messa di oggi è stato un bel momento, sobrio e fedele alla Parola di Dio. Non sentire le parole del sindaco e non vederlo seduto sullo scranno mi ha fatto sentire meglio. Certe buffonate andavano fermate sul nascere.

  2. Sandro V. scrive:

    La celebrazione, pur nella sua pomposità, è stata molto intensa e ben animata. Dell’omelia di Don Valentino mi è rimasto impresso il passaggio in cui ha ricordato che anche oggi ci sono molte persone che viaggiano da paesi lontani verso il nostro seguendo una loro stella, una loro speranza, un loro progetto di vita. Ma noi, spesso dimentichi della valigia di cartone dei nostri nonni, non apriamo le nostre porte. Mi ha ricordato una significativa frase scritta in un presepio: “ Attenzione, si avvisa che quest’anno Gesù bambino resterà senza regali: i Magi non arriveranno perché sono stati respinti alla frontiera insieme agli altri immigrati”.
    Questo pomeriggio un “Re Magio” ha fatto visita alla nostra famiglia: Daniel Samba, “il furlan piturât di neri” come lui ironicamente ama definirsi. Insieme abbiamo festeggiato e bevuto il caffè alla valdostana nella grolla, la coppa dell’amicizia, che si gusta passandosela di mano in mano. Per fortuna qualche Re Magio è riuscito a varcare la frontiera ed anche per quest’anno possiamo celebrare l’Epifania del Signore.

    Link grolla : http://it.wikipedia.org/wiki/Caff%C3%A8_alla_valdostana

  3. P.C. scrive:

    non sarà un caso che l’unico che ha avuto il coraggio di rimettere Urbani al suo posto viene da fuori???? i gemonesi si sono assuefatti a certe smargiassate …… l’anno scorso il sindaco voleva addirittura mettere la sua foto sui manifesti vestito da paggetto …… per fortuna lo hanno bloccato!!!!!!!!! adesso continua a battere con questa storia del patto con la parrocchia!!!!! fuori di Gemona ridono di noi e del livello di chi ci rappresenta………

  4. Anonimo scrive:

    Fuori nessuno ride anzi forse Gemona ha riacquistato un minimo di credibilità proprio grazie a questo sindaco.
    Detto questo, condivido la scelta del nuovo monsignore che forse , e per fortuna, ha un po’ più a cuore il sacro rispetto al profano. Quello precedente era forse troppo concentrato su aspetti che avevano poco di spirituale e molto più di commerciale. La sua scomparsa è stata di certo un duro colpo per tutti ma in particolare per il sindaco al quale troppe volte aveva fatto da discutibile spalla.
    Ognuno a suo posto! Che i preti si concentrino sulla fede e lo spirito e lascino ai ragionieri gli aspetti contabili e materiali