Quando il treno è un ponte

Treno su ponte

Per uscire dalla crisi servono scelte innovative, operazioni strategiche di marketing, creazione di nuovi servizi. In quest’ottica si colloca il “Progetto Micotra”, acronimo per “Miglioramento dei collegamenti transfrontalieri di trasporto pubblico”. Una vecchia idea che si fonda sul principio di creare un ponte tra Italia e Austria, o meglio un canale privilegiato tra Friuli e Carinzia, che crede nell’importanza della comunicazione su rotaia tra Udine e la vicina Villach.
Il progetto Micotra è finanziato dalla UE e prevede l’avvio della sperimentazione di un collegamento ferroviario transfrontaliero grazie a 4 corse quotidiane. Un servizio di dimensione metropolitano che permetterà di collegare in maniera capillare e veloce l’area montana dell’Alto Friuli e la vicina Carinzia. Le stazioni servite lato Friuli saranno: Udine, Gemona, Venzone, Carnia, Pontebba, Ugovizza-Valbruna, Tarvisio; sul lato austriaco invece i treni si fermeranno a Thoerl-Maglern, Arnoldstein, Villach Warmbad Hst, Villach Hbf.
Il progetto doveva entrare in servizio a dicembre 2011 ma è slittato di 6 mesi. Quindi si dovrà attendere giugno 2012, con l’entrata in vigore del nuovo orario estivo, per vedere nuovamente collegato il Friuli ferroviario alla vicina Carinzia.
Nell’augurarci che il progetto possa giungere a destinazione al più presto, elenchiamo alcuni possibili vantaggi derivanti dalla realizzazione della nuova linea di collegamento: arricchire l’offerta turistica tra le due regioni, facilitare condizioni economiche tra realtà imprenditoriali limitrofe, agevolare gli scambi culturali tra i due popoli.
Un progetto che potrebbe portare benefici anche a Gemona. L’amministrazione comunale avrebbe tutto il vantaggio ad attivarsi nei confronti della Regione per giungere il prima possibile all’obiettivo di aprire il collegamento ferroviario. Il miglioramento delle nostre attività turistiche passa anche per il potenziamento dei servizi di trasporto.[gc]

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2 Commenti a “Quando il treno è un ponte”

  1. Andrea Palese scrive:

    Mi permetto di fare una riflessione legata in generale al sistema del trasporto ferroviario, a prescindere dal nuovo collegamento MICOTRA, Udine-Villach, che certamente costituisce un’opportunità di sviluppo per il nostro territorio.
    La materia è particolarmente complessa e piena di criticità da anni sottovalutata e ritenuta non strategica da parte del mondo della politica; in questi anni ho avuto la possibilità di approcciarla costantemente, prima come utente e adesso da amministratore pubblico, conoscendone pregi e difetti dell’attuale sistema ferroviario regionale.
    E’ bene rilevare che la materia è divenuta di competenza regionale solo nel 2008, con il trasferimento di funzioni dallo Stato a fronte della legge regionale n. 23/2007.
    Il servizio in particolare è disciplinato da un contratto di servizio stipulato tra Regione e Trenitalia, con il quale il gestore garantisce una serie di collegamenti a catalogo. E’ di tutta evidenza che mentre prima del trasferimento delle funzioni la spesa era in capo allo Stato, oggi è la Regione che deve sostenere interamente l’onere di far viaggiare treni e corriere, atteso che i ricavi dalla vendita dei biglietti coprono circa il 30% delle spese.
    Un tempo non ci si poneva il problema dei costi del servizio, tantè che viaggiavano tanti treni, gran parte dei quali semivuoti, senza pensare al numero dei dipendenti FS in organico, oltre 240.000 negli anni ’80, ridotti oggi a 77.000; con la trasformazione da Ente Economico Pubblico a società e la spaccatura delle divisioni Trenitalia in Div. Passeggeri=Alta Velocità, Eurocity, Intercity ecc., Div. Passeggeri Regionale= Treni regionali, Cargo=Treni merci è divenuto prioritario far quadrare i conti per mantenere il sistema in equilibrio. Questa razionalizzazione ha comportato nella sostanza l’accollo alle regioni della spesa del trasporto locale, visto che le risorse disponibili sono ridottissime. Basti pensare che lo Stato con l’ultima legge finanziaria ha ridotto del 75% le risorse per il TPL, passando da 1,6 mld a 400 mln, costringendo di fatto le Regioni a tagliare le corse o aumentare in maniera significativa le tariffe.
    La situazione friulana risulta nella sostanza meno catastrofica rispetto a quella di altre regioni, soprattutto grazie alla nostra specialità. E’ giusto sottolineare il gran lavoro svolto in questi ultimi tre anni dall’attuale Assessore regionale ai Trasporti, sia in ordine alla politica tariffaria, che della programmazione volta al rinnovamento del parco rotabile.
    Il Friuli al contrario di altre regioni (Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Abruzzo), non ha mai aumentato le tariffe, salvo gli incrementi ISTAT previsti per legge (5% circa in due anni); altre regioni invece hanno già tagliato corse e applicato solo nel corso del 2011 aumenti tariffari nell’ordine del 20-30% e altri ancora si prospettano già a partire dal prossimo febbraio.
    Il prossimo anno entreranno in esercizio i nuovi treni acquistati dalla regione: 8 convogli per un investimento di oltre 60 milioni di euro, mentre altri 4 Vivalto a due piani comprati da Trenitalia, entreranno in esercizio quest’anno ad aprile. Fin qui il servizio che verrà.
    La cronaca di oggi registra invece un servizio altamente insufficiente sotto ogni profilo, a fronte dei continui disservizi che si segnalano lungo tutte le linee; disagi causati sia dai guasti tecnici dovuti al vetusto materiale rotabile, ma anche dalla pessima organizzazione del gestore Trenitalia.
    Una situazione paradossale quindi, visto che a breve ci saranno nuovi treni che potrebbero permettere un significativo aumento della qualità del servizio e al tempo stesso si assiste allo sfacelo manageriale di chi dovrebbe gestire il servizio, per intenderci Ferrovie dello Stato.
    Il problema a mio parere passa tutto per le cosiddette liberalizzazioni: fin tanto non si riuscirà a portare una vera e propria concorrenza in questo settore, separando nettamente la gestione della rete-infrastrutture (RFI spa), dall’attività commerciale (Trenitalia spa), ogni sforzo risulterà vano, atteso che tutte le società fanno capo alla Holding Ferrovie dello Stato, il cui unico azionista è il Tesoro.
    Liberalizzare non significa però necessariamente privatizzare, ma garantire la possibilità anche ad altri gestori di poter offrire il servizio.
    E’ evidente che la competitività tra più gestori comporta inevitabilmente un aumento della qualità del servizio: così facendo si permetterebbe di eliminare l’attuale lobby mista a politica e top manager che governa il settore del trasporto pubblico.
    Liberalizzazioni rimaste fino ad oggi sempre nei sogni, nonostante i molteplici interventi in materia dell’Antitrust. In realtà un tentativo recente da parte dei privati c’è stato: è il caso di Arenaways, che offre collegamenti diretti Torino-Milano. Il sogno è durato purtroppo 6 mesi, visto che la società – soffocata nella morsa RFI-Trenitalia – è stata costretta a dichiarare recentemente il proprio autofallimeto.
    Tornando a noi e al progetto MICOTRA, credo che sia fin troppo semplice e riduttivo, forse anche demagogico, richiedere interventi ad una piccola Amministrazione come Gemona, “interventi volti allo sviluppo turistico della città sfruttando il nuovo collegamento”… mi permetto di chiedervi in che cosa dovrebbero consistere secondo voi questi interventi? Sensibilizzare la gente a spostarsi in treno forse?
    E’ bene capire cos’è prima il MICOTRA, il quale è un progetto sperimentale che prevede l’utilizzo di fondi UE: il collegamento Udine-Villach in parola, verrà garantito da treni della F.U.C. (quindi non Trenitalia) e originariamente doveva partire nel dicembre 2011, poi slittato a giugno 2012 su espressa richiesta del Land della Carinzia, partnership unitamente al Friuli V.G.
    Un ritardo forse provvidenziale, atteso che si avranno altri 6 mesi di tempo per promuovere il servizio, coinvolgendo Turismo FVG, per promuovere l’attività turistica regionale e studiare gli orari al fine di garantire coincidenze a Udine e Villach.
    Il progetto è sperimentale e ha l’obiettivo di diventare in futuro una vera e propria linea fissa. Speriamo!
    E Gemona come si può porre nell’ambito del MICOTRA?
    Credo in primis che ogni Ente Pubblico debba fare il proprio mestiere; è impensabile infatti fare i “tuttologi”. Nulla ci impedisce di sviluppare un progetto ad hoc, magari come da alcuni prospettato, coinvolgendo la gemellata Velden (che peraltro non è nemmeno toccata dalla linea ferroviaria). Ma si tratterebbe sempre di un’iniziativa spot, che resterebbe isolata a se stessa.
    Come è possibile far riabituare la gente a riutilizzare il treno per i propri spostamenti quotidiani? Garantendo un servizio facilmente accessibile ed efficiente.
    Per raggiungere questo ambizioso obiettivo è necessario far sistema, e per questo la sola buona volontà di una sola Amministrazione non è sufficiente in quanto servono risorse e competenze nel settore. E’ impossibile improvvisarsi.
    E’ evidente che questi non sono proprio compiti specifici di un’Amministrazione Comunale, la quale non ha competenza in materia né risulta proprietaria delle infrastrutture ferroviarie.
    Comandare in casa d’altri è una cosa oltre che difficile anche di pessimo gusto …
    Premesso che l’attività di sensibilizzazione non deve mai mancare, ritengo che il Comune deve semmai rendersi protagonista nell’ambito del proprio territorio con una politica volta a favorire l’accessibilità al servizio, mediante tutti gli strumenti urbanistici a sua disposizione.
    Sotto il profilo pratico, la nostra stazione dovrebbe trovare completamento con una serie di interventi capaci di garantire una piena ed efficiente integrazione con il vicino Centro Intermodale dei bus, al fine di permettere l’intermodalità ferro-gomma. Come? Potenziando il servizio informativo con l’installazione di tabelloni partenze-arrivi e aprendo l’ala nord della stazione, oggi desolatamente chiusa, destinandola ad esempio a sala d’aspetto per i viaggiatori di treni e bus.
    Sarebbe poi opportuno trovare soluzioni tecniche volte a favorire un collegamento diretto tra la stazione e l’area del Centro Commerciale, visto che la ferrata oggi taglia in due il paese (aprire un sottopasso diretto sui binari ad esempio).
    Solo con la realizzazione di queste opere e con l’arrivo di nuovi treni che possano permettere un aumento della velocità commerciale, in grado ad esempio di raggiungere Udine in meno di 20 minuti, si potrà incrementare il traffico passeggeri su rotaia.
    Non credo che altri progetti possano portare un beneficio immediato al Paese: la gente prende il treno solo se gli è conveniente e comodo, non per altro.
    In questi anni, Gemona, grazie anche al lavoro instancabile del Comitato Pendolari Alto Friuli ha potuto beneficiare di grandi risultati rispetto ad altre località.
    E’ stata riaperta la biglietteria nel giugno 2010, è stata abrogata l’iniqua maggiorazione tariffaria nel 2011 con un risparmio per ogni abbonato di circa 80 euro l’anno ! Alcuni orari dei treni sono stati modificati in base alle esigenze e soprattutto Gemona è tornata a contare qualcosa, come dimostra il fatto che sarà una delle stazioni toccate dal Micotra.
    Questi risultati non sono cosa da poco; i risultati sono stati raggiunti grazie anche al sostegno costante dell’Amministrazione Comunale, che mai come prima, è stata attenta alle esigenze degli Utenti.
    Credo che a tutti noi piacerebbe un servizio moderno di tipo nord-europeo dove tutto fila liscio, purtroppo la nostra realtà non c’è lo consente, e per raggiungere questi obiettivi è necessario seguire un percorso erto e pieno di ostacoli, dati purtroppo da una fallimentare gestione trentennale.
    Fare un passo per volta e soprattutto sempre misurato alle proprie gambe … pensiamo a rendere la nostra stazione uno dei centri più importanti della città, accessibile e facilmente usufruibile dall’utenza e avremo già fatto il nostro compito.
    Non facciamo gli errori di altri, come ad esempio Udine, dove dinanzi alla stazione più importante della regione con i suoi 7,2 milioni di passeggeri annui, le Istituzioni locali si sono eclissate e solo sulla spinta degli utenti si è potuto costringere le FS a dare avvio a importanti lavori di riqualificazione delle stazione, che da sempre rappresenta uno dei biglietti da vista della città.
    Andrea Palese

  2. admin scrive:

    Grazie delle precisazioni: puntuali e assai argomentate. [ru]