Quando la chiesa vola più in alto della politica

Duomo di Gemona

«La battaglia del Lago è di tutti, popolazione e istituzioni, comuni e parrocchie, chiesa e territorio. […] Il Friuli si è alzato subito in piedi dopo il dramma del terremoto, che ha segnato più di altri proprio questi nostri paesi. Non inginocchiamoci ora, a Friuli ricostruito, di fronte a chi vorrebbe sfruttarlo per interessi che non saranno mai i nostri». Chiare e forti parole contenute nella lettera [] inviata dai 12 parroci del Gemonese al comitato per la difesa del Lago di Cavazzo che da mesi si sta battendo contro il progetto Edipower di raddoppio della centrale di Somplago []. La lettera è stata firmata anche dal parroco di Campo Lessi e Ospedaletto don Federico Grosso e dal nuovo parroco di Gemona mons. Valentino Costante, il quale ieri ha precisato la sua posizione anche dai microfoni dell’emittente diocesana Radio Spazio 103 ( puntata del 17 gennaio della trasmissione “Gjal e copasse”): «Noi [presbiteri] siamo disposti a collaborare per riattivare quel patrimonio di partecipazione e di responsabilità che ha permesso di portare a termine la ricostruzione in Friuli».
«Durante l’esperienza del terremoto – ha affermato mons. Costante – all’interno dei Comuni il rapporto fra sindaci e popolazione è stato l’elemento più importante che ha permesso un’azione di rinascita. Oggi invece si ha l’impressione che le istituzioni (dai comitati frazionali, ai sindaci, fino ai rappresentanti regionali) siano distanti fra loro, mentre invece la forza della Ricostruzione è stata l’esatto contrario».
«Rispetto al progetto [della centrale di Somplago] – ha continuato il parroco di Gemona – io non so quale possa essere la soluzione tecnicamente più adeguata; tuttavia non dobbiamo perdere di vista il senso della collaborazione, che dev’essere realizzata a tutti i livelli. Anche, per esempio, all’interno dei consigli comunali tra minoranza e maggioranza. Perché l’obiettivo non è “avere ragione”, ma è il bene comune, il bene di tutti».
Parole condivisibili, lucide e profonde. Che richiamano la politica alle proprie responsabilità. Anche quella gemonese. L’avevamo ricordato oltre un anno fa []: i nostri amministratori locali non possono fare finta di nulla, evitare di affrontare la questione del Lago di Cavazzo solo perché siamo a distanza di qualche chilometro. Insieme a Tolmezzo siamo il comune più grande del circondario. Non è accettabile non assumere responsabilmente una posizione e non cercare di gestire in modo coordinato la vicenda. Tanto più, lo ricordiamo ancora una volta, che nel celebrato progetto “Gemona Città dello sport” sono previsti investimenti (210 mila euro) per la valorizzazione delle attività nautiche (vela, kayak, canoa) e di volo acrobatico sul Lago. Il progetto della Edipower sarà compatibile con queste attività?

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3 Commenti a “Quando la chiesa vola più in alto della politica”

  1. Alesso e dintorni scrive:

    Il Vostro importante contributo di riflessione è stato ripreso anche sul Blog “Alesso e Dintorni”:
    http://cjalcor.blogspot.com/2012/01/lago-dalla-forania-di-gemona-un-si-al_18.html

  2. Paola scrive:

    Da elettrice non molto addentro alle cose di politica devo ammettere che la mia sensazione è che a Gemona ci si concentri troppo su questioni marginali, ma che fanno pubblicità al sindaco, e si trascurino invece problemi più importanti, che richiedono capacità politiche assenti qui da noi. Alcuni esempi di questi giorni parlano chiaro: la chiusura parziale dell’ufficio postale di Ospedaletto, la chiusura dell’ufficio del giudice di pace, la riforma della sanità e la questione della centrale di Somplago. Finora il sindaco non ha detto quasi nulla e ha fatto ancora meno.

  3. admin scrive:

    Anche il settimanale diocesano “la Vita Cattolica” ha dato ampio spazio alla notizia (QUI).