O si internazionalizza, o si muore

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«Nonostante tutto l’economia friulana ha tenuto». Questa la conclusione – molto confortante – di Adriano Luci, presidente di Confindustria di Udine, durante la conferenza stampa di inizio anno a Palazzo Torriani. Il Friuli-vg su 268 regioni appartenenti all’Unione europea si colloca tuttavia al 172° posto, nella fascia bassa del livello intermedio, per ciò che riguarda l’indice di competitività. Nell’indagine effettuata in gennaio su un campione di 70 industrie manifatturiere risulta che il 2011 è stato contrassegnato da un andamento in crescita, ma le previsioni per il 2012 sono improntate ad una inversione di tendenza, sia per la crescita che per l’occupazione. Per il presidente Luci la crescita è possibile solamente a partire da ampi progetti di sistema: «La grande prospettiva della regione è legata alla valorizzazione del suo ruolo internazionale. Non ci sono alternative, o la regione viene “scavalcata” dai traffici internazionali di transito, o riesce a renderli una occasione di sviluppo». Queste, pertanto, le necessarie priorità di Confindustria per il 2012: il supporto alle imprese sul fronte dell’internazionalizzazione, ma anche la costruzione di percorsi a favore di persone che hanno perso il lavoro, e la sensibilizzazione sulle logiche della sicurezza, con l’indizione della seconda edizione del “Festival della Sicurezza”. Il presidente Luci, infine, ha affermato di condividere pienamente la lotta all’evasione, «perché noi difendiamo le imprese che rispettano le regole». Parole sacrosante.[gv]

[QUI l’indagine della Confindustria friulana]

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