L’Italia è una repubblica democratica. Imperfetta

Mani alzate

L’Italia è una repubblica davvero democratica? E quanto, se la mettiamo a confronto con gli altri Paesi? Questione né semplice né scontata, nonostante vi siano numerose ricerche che cerchino di darvi una risposta. Una tra queste è appena stata pubblicata. È il Democracy Index 2011, un bollettino sullo stato di salute della democrazia nel mondo redatto dall’organizzazione internazionale “Vision of Humanity” e dal quotidiano “The Economist”. Il rapporto classifica i sistemi politici mondiali secondo quattro categorie: democrazie piene, democrazie imperfette, regimi ibridi e regimi autoritari. Ebbene l’Italia si posiziona in seconda fascia, al 31° posto, sotto Capo Verde, Portogallo, Sud Africa, Francia e Slovenia, seguita da Grecia, Botswana, Estonia e Chile.
Secondo la ricerca l’Europa rimane il continente più democratico (6 delle prime 10 democrazie sono europee). Tuttavia la “qualità” democratica del vecchio continente sta precipitando: confrontando i dati dello scorso anno con quelli del 2008 si evince che 15 stati europei su 21 sono arretrati. Quattro in particolare (Francia, Italia, Grecia, Portogallo) sono addirittura passati dalla categoria “democrazie piene” a quella di “democrazie imperfette”.
Dati che ci obbligano a riflettere. E a riportare questi macro-valori dai contesti statuali alle dinamiche locali. Ai nostri comuni, dove la democrazia si dovrebbe “toccare con mano”. A Gemona, per esempio, com’è la “qualità” della democrazia, nei rapporti tra le diverse componenti della comunità, tra amministrazione locale e cittadini, tra forze politiche di maggioranza e di opposizione? Ciascuno di noi percepisce che le sue scelte trovano spazio di rappresentanza e sente di poter incidere nelle decisioni che coinvolgono la res publica? Insomma, oggi possiamo ancora dire che la «sovranità appartiene al popolo»? O la domanda è futile?

[QUI è possibile scaricare il Democracy Index 2011]

Tag:

I Commenti sono chiusi