Via Caneva. L’attesa

Gemona. manifesto Via Caneva

C’è grande attesa intorno alla riapertura di via Caneva. In primo luogo per i disagi che i residenti del centro stanno sopportando da mesi. Ora la strada è chiusa e si attende con impazienza di poterne nuovamente fare uso. Impazienza accresciuta dal fatto che nel novembre scorso l’amministrazione comunale ha accordato all’azienda appaltatrice ulteriori 40 giorni per la consegna dei lavori.
Ma soprattutto si attende di poter valutare la “qualità” della sistemazione urbana. Via Caneva è un’arteria decisiva per l’intero centro storico, che tanto fatica a riprendere vita. Non è stata pertanto di buon auspicio la notizia – ormai di qualche mese fa – che l’architetto Alberto Antonelli ha lasciato l’incarico della direzione artistica dei lavori. Avevamo salutato con favore la scelta della giunta Urbani di affidargli questo ruolo, convinti della necessità che un’opera così importante richiedesse l’occhio di un professionista esperto. Convinti per di più che l’architetto Antonelli è un profondo conoscitore degli specifici problemi urbanistici, architettonici e paesaggistici di Gemona. La decisione di rimettere l’incarico sarebbe nata – da quanto abbiamo potuto apprendere – da alcune scelte dell’amministrazione che il professionista non si è proprio sentito di avallare, con il rischio di vedersi attribuire interventi non appropriati da lui non suggeriti. Ora rimaniamo in attesa del risultato. Certo, se il buongiorno si vede dal mattino…

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5 Commenti a “Via Caneva. L’attesa”

  1. Mariangela F. scrive:

    In qualità di residente del centro storico auspico anch’io la prossima apertura di via Caneva, ma non nascondo la mia inquietudine : sarà rispettato il paesaggio del bel progetto sullo striscione con tanto di alberi e alberelli ?? Dopo lo sradicamento dei grandi alberi vicino alla Chiesa di Madonna delle Grazie sostituiti da striminziti cipressi, ogni dubbio è lecito!

  2. gae scrive:

    Non sapevo delle dimissioni di Antonelli. Mi sapreste dire qualcosa di più, per quali motivi specifici ha lasciato l’incarico? Fa proprio dispiacere sentire queste cose… Grazie per la risposta. (gae)

  3. Andrea scrive:

    Ma data la poca larghezza della carreggiata rispetto al marciapiede si sa se la strada sarà ancora a doppio senso o a senso unico? Perchè già prima era stetta, ora mi sebra ancora di più con quel marciapiede…

  4. Sandro Venturini scrive:

    Non so dire se alla fine l’intervento su Via Caneva risulterà un buon lavoro, so però che anche in quest’occasione il metodo non è stato quello giusto.
    Qual è il “disegno urbano” complessivo che si vuol dare al Centro Storico e quale ruolo? Se vogliamo che nel Centro Storico venga valorizzata la pedonabilità, per favorire la mobilità “lenta” e accrescere le relazioni tre le persone (e a mio parere è una buona cosa), pensiamo a come togliere il più possibile le auto dalle strade, creiamo ampi marciapiedi e aree verdi, pedonalizziamo completamente Via Bini (realizzando prima una viabilità alternativa), ecc… Accordiamoci sui materiali, sui colori, sulle tipologie edilizie sull’arredo urbano (ogni Centro Storico che si rispetti ha un abaco). Ascoltiamo l’opinione dei residenti e degli operatori economici. Realizziamo un concorso di idee tra i professionisti (quello per la risalita meccanizzata del Castello ha mostrato quanto interesse ci sia e come questo metodo sia virtuoso) e lasciamo a chi ha una elevata professionalità nel campo l’onere di progettare la città e le opere pubbliche.
    Quando il disegno sarà chiaro e condiviso gli interventi edilizi non saranno che il normale completamento dell’opera e sarà a tutti chiara anche la logica del marciapiedi largo 2 metri.
    Credo che l’Arch. Antonelli si sia dimesso anche per questi motivi, ma è solo una mia opinione.
    Non si può continuare a navigare a vista.

  5. Mariangela F. scrive:

    Concordo pienamente con Sandro. Abbiamo bisogno di un Centro più vivibile per i residenti e più accogliente per i visitatori. Un Centro con meno auto, più aree verdi e che non sia fatto solo di pietre e cemento. Per i residenti è indispensabile un parcheggio “esterno” in modo da lasciare l’auto fuori dalle mura durante le numerose feste che chiudono l’accesso al Centro. Quello che da decenni funge da deposito per le pietre del Castello sarebbe già bello e pronto e servirebbe anche a decongestionare la zona intorno al Duomo durante le messe e le cerimonie. E dico SI a una viabilità alternativa in modo da rendere via Bini pedonale. Ma a qualcuno interessa il parere di chi in Centro ci vive ??!!