Un voto comune per una politica più forte

Catena

Ieri sera il consiglio comunale ha approvato due ordini del giorno presentati da “Con te Gemona”. È la prima volta che accade. E salutiamo con soddisfazione questa svolta. Particolarmente significativo il voto sulla riforma sanitaria regionale, su cui siamo intervenuti più volte [1.► 2.►]. Mentre un anno fa il consiglio si era diviso su un analogo provvedimento, producendo una frattura all’interno delle stesse forze di maggioranza [], ieri si è trovata un’ampia sintonia attorno al testo elaborato dal nostro gruppo []. Un’ottima notizia, insomma. Nella direzione che da tempo auspichiamo: Gemona ha urgente necessità di ricostruire un’unità di fondo sulle questioni decisive per il paese che le permetta di affrontare le sfide future con maggiore “peso” politico, soprattutto nei confronti della Regione.
«Ci sono alcuni territori che hanno già fatto sacrifici negli anni – ha affermato il sindaco Paolo Urbani in merito ai rischi di un possibile impoverimento delle prestazioni sanitarie sul nostro territorio a seguito della paventata riforma Tondo –, mentre alcuni ospedali, soprattutto quelli che hanno le università al loro interno, sono delle vere e proprie “voragini”. Non è accettabile [...] che i risparmi fatti in area vasta [quelli effettuati a Gemona, Tolmezzo, etc., ndr] vadano a ripianare i buchi di Udine e di Trieste. La battaglia non dev’essere Gemona “sì”, Tolmezzo “no”. La battaglia dev’essere Gemona “sì”. La nostra battaglia nei prossimi anni e a tutti i livelli – ha continuato Urbani – dev’essere: il Piano Socio-Sanitario Regionale, nel quale va conservato per lo meno l’esistente; tenere gli occhi aperti a che non vengano effettuati tagli (perché in questo momento sarebbe deleterio che il nostro ospedale venisse ulteriormente depotenziato); in ultimo, la nuova legge sanitaria, su quella dovremo confrontarci e avere l’unanimità non solo del consiglio, ma anche di tutti i comuni vicini, dell’Alto Friuli e del Friuli collinare, in modo che il nostro ospedale sia inserito una volta per tutte tra i nosocomi di rete». Alla fine di un’ampia e vivace discussione, il consiglio comunale ha votato all’unanimità a favore del nostro documento.
Accanto all’ordine del giorno sulla riforma sanitaria, è stato approvato anche quello sul diritto di cittadinanza. Lì le cose sono andate diversamente. Vi dedichieremo uno specifico post domani.

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