Un voto per una società aperta

Società aperta

Nella seduta di lunedì scorso, il consiglio comunale ha approvato a maggioranza l’ordine del giorno [] proposto da “Con te Gemona” aderendo alla campagna “L’Italia sono anch’io” e riconoscendo meritevole di sostegno le proposte di legge di iniziativa popolare sui diritti di cittadinanza. Ne abbiamo già parlato diffusamente [1. 2.]: la campagna intende aggiornare i concetti di “nazione” e di “nazionalità” sulla base dell’appartenenza e non più sulla discendenza. Passare cioè dallo jus sanguinis allo jus soli, come accade in molti Paesi con una storia di intensa immigrazione. Oggi si è cittadini italiani per diritto di “sangue”, non per merito o per scelta; molti bambini che nascono, studiano, vivono in Italia non sono riconosciuti come cittadini per il solo fatto che i loro genitori non sono italiani. È un retaggio del passato che si intende adeguare alla realtà multiculturale e alla “società aperta” di oggi.
Il dibattito in consiglio comunale è stato accesso. L’opposizione più dura – com’era scontato attendersi – è stata prodotta dai consiglieri Giuseppe Tiso (Pdl) e dalla leghista Barbara Zilli. Entrambi, palesando in verità una conoscenza poco approfondita delle specificità della proposta di legge, hanno ripetuto abusati slogan sulla difesa dell’identità, sulle radici italiane e friulane da preservare, sui valori cristiani, sulla democrazia, a rischio – secondo loro – qualora si allargassero i diritti di cittadinanza ai figli degli stranieri nati in Italia. Critico anche il consigliere Walter Copetti che, diversamente dal resto della maggioranza, si è espresso contro il documento.
Hanno votato a favore dell’ordine del giorno i consiglieri Sandro Venturini, estensore della proposta, Mariolina Patat, Giacomino Dorotea, Ester Zearo, Adalgisa Londero e Paolo Copetti. Si sono invece astenuti: Vincenzo Salvatorelli, Roberto Revelant, Fabio Collini, Loris Cargnelutti, Stefano Marmai e Giulio Ragalzi.
Ha espresso voto positivo anche il sindaco Paolo Urbani. Scelta che abbiamo appreso con soddisfazione.

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5 Commenti a “Un voto per una società aperta”

  1. sara scrive:

    Grazie,
    queste informazioni mi chiariscono ulteriormente la composizione del consiglio comunale di Gemona.

    Le motivazioni per i “contro” mi sono chiare. Non lo sono quelle per le astensioni.
    Si sa come mai in così tanti hanno preferito non esprimersi?

    Grazie
    Sara

  2. Armando scrive:

    @Sara

    ” Questi non hanno speranza di morte,
    e la lor cieca vita è tanto bassa,
    che ‘nvidïosi son d’ogne altra sorte.

    Fama di loro il mondo esser non lassa;
    misericordia e giustizia li sdegna:
    non ragioniam di lor, ma guarda e passa”.

    (Divina Commedia, III Canto – “Gli ignavi”)

  3. Anonimo scrive:

    Non si saranno espressi perchè l’argomento non è di competenza di un consiglio comunale?

  4. admin scrive:

    @ Anonimo,
    la questione della “competenza” è emersa anche durante l’assise dell’altra sera. Il consiglio comunale, fin dalla sua istituzione, ha rivestito, accanto alle fondamentali funzioni amministrative, anche un ruolo specificamente “politico”. Ciò vale tanto più a seguito della riforma del titolo V della Costituzione, che all’articolo 114 afferma: «La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princìpi fissati dalla Costituzione».
    Del resto, durante lo stesso consiglio dell’altra sera, si è discusso e votato su questioni non direttamente connesse all’attività amministrativa comunale. Basti pensare alla legge di Riforma sanitaria, di pertinenza regionale, oppure all’appello in sostegno della concessione del vitalizio previsto dalla Legge Bacchelli al poeta friulano Pierluigi Cappello (la cui competenza coinvolge il presidente del Consiglio dei ministri e il presidente della Repubblica). Non si comprende come mai su questi argomenti il consiglio comunale avrebbe titolarità ad esprimersi (e si è espresso in entrambe all’unanimità), mentre su una proposta di legge che riguarda oltre 500 persone residenti a Gemona – ancorché straniere – dovrebbe astenersi.

  5. Dante scrive:

    l’astensione potrebbe essere dovuta a varie motivazioni.
    una di queste: non essere d’accordo con una sola delle leggi
    proposte. non giudichiamo in modo superficiale!