Verso un’amministrazione pubblica più moderna, aperta e trasparente

Scacchi di vetro

[di Sandro Venturini]

Come si assumono le decisioni su questioni che hanno rilevanza pubblica? I pubblici amministratori secondo quali criteri decidono? Perché sistemare quella strada piuttosto che un’altra? Perché prevedere in quell’area un nuovo centro commerciale invece di un parco pubblico?
Recenti episodi, anche nel nostro piccolo ambito comunale, hanno rimesso in evidenza l’importanza di questa tematica, che presenta certamente aspetti controversi: da un lato la già fin troppo farraginosa burocrazia che rallenta la rapida realizzazione delle iniziative pubbliche, dall’altro l’opportunità di ascoltare e dialogare con i cittadini affinché le decisioni assunte siano condivise e sostenute.
Il nuovo corso del governo della cosa pubblica, impostato sullo stile dei paesi anglosassoni, mette al centro i cittadini, la loro partecipazione attiva alle scelte e presuppone una pubblica amministrazione trasparente, aperta, dinamica e nello stesso tempo meno bloccata dalla sua stessa burocrazia, dove si nascondono spesso inefficienze e centri di potere.
Se questa è la strada che l’amministrazione pubblica dovrà percorrere per modernizzarsi, stare al passo con le migliori esperienza europee e contribuire a risollevare le sorti del nostro Paese, gli strumenti di partecipazione attiva dei cittadini già ci sono, grazie anche alle nuove tecnologie. Uno tra i più utilizzati è quello della consultazione pubblica. Si tratta di raccogliere, attraverso la rete, elementi di valutazione, spunti di riflessione, osservazioni e proposte da parte di tutti gli interessati. Con questo strumento si favorisce la trasparenza, elemento essenziale per il controllo sull’attività delle amministrazioni pubbliche, e si agevola l’attività degli amministratori, che possono così configurare la propria attività sulla base delle necessità concrete dei cittadini e delle imprese.
È su questa strada che da tempo si muove l’Europa, mantenendo un dialogo aperto con cittadini sulle questioni strategiche in discussione [].
Molti enti locali del nostro Paese si stanno adeguando a queste procedure. La Regione Friuli-vg per esempio ha utilizzato questo strumento per redigere il Libro Verde sul futuro del sistema sociosanitario regionale [], che poi però è rimasto lettera morta.
L’ultimo interessante esempio è quello del Ministero dell’Istruzione che ha in corso una consultazione pubblica sul valore legale del titolo di studio a cui tutti gli interessati possono partecipare [].
Perché non adottare questi strumenti anche nel Comune di Gemona? Perché non chiedere l’opinione dei cittadini sui criteri di sviluppo urbanistico, per esempio? Ma non quando le varianti sono già realizzate e rese operative. Ma prima! Certo, tutto ciò presuppone massima trasparenza, buon utilizzo dei sistemi informatici, capacità di mediazione, e soprattutto volontà di dialogo con i cittadini.

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