500 anni dopo rivive il lavadôr

Lavatoio Glemine

La giunta comunale ha recentemente approvato il progetto esecutivo per il restauro dell’antico lavatoio del Glemine []. A 7 anni dall’erogazione di un finanziamento regionale (richiesto e ottenuto dalla precedente giunta guidata da Gabriele Marini), finalmente la prima fase di riqualificazione dell’area che porta dalla fontana di Silans a Porta Udine dovrebbe partire.
La progettazione dell’intervento è stata realizzata dall’architetto gemonese Sandro Pittini dello Studio T14 di Preganziol (Tv). Il suo lavoro ha preso le mosse dai disegni e dai documenti dell’archivio comunale che descrivono il “passato” del lavadôr e riportano importanti notizie per comprenderne l’antica consistenza architettonica e la regolamentazione delle acque. Il manufatto dovrebbe risalire alla metà del Cinquecento, mentre la via rurale che conduce da Godo a Porta Udine potrebbe essere ancora più antica, presumibilmente trecentesca.
Il progetto – ben lontano da altre inziative estemporanee che l’attuale amministrazione sta attuando [] – è un tassello importante per la valorizzazione della memoria dei luoghi della nostra cittadina. Luoghi che, sebbene abbiano perso la loro antica funzione, costituiscono un patrimonio per tenere viva la “rete” della comunità e, insieme ad altri elementi, possono diventare occasione di rilancio turistico per l’intera Gemona.

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