Gemona, città del cinema e del “benstare”

Teatro

Gemona capitale friulana del cinema? Parrebbe di sì, stando alle due grandi pagine che ieri, giorno di Pasqua, il Messaggero Veneto ha dedicato alla nostra cittadina. Due corposi articoli. Il primo un’intervista al giovane cineasta Giulio Venier, che insieme a Marco Londero, ha appena finito di montare il lungometraggio Visins di cjase, basato su una novella di Renzo Brollo []. Del film abbiamo già dato approfondite informazioni tempo addietro []. L’altra pagina sulla prossima iniziativa della Cineteca del Friuli, voluta per celebrare il centenario dell’affondamento del Titanic: la proiezione dell’omonimo film del 1953 per la regia di Jean Negulescu []. Una delle tante proposte dell’associazione presieduta da Livio Jacob per promuovere il cinema di qualità.
Ci fa piacere che Gemona possieda queste risorse, capaci e creative, in campo culturale e artistico. Spiace però rilevare – ancora una volta – la distanza tra il paese reale e la politica. Da tempo infatti si sta chiedendo all’amministrazione comunale di intervenire per riqualificare la sala del Cinema Teatro “Sociale”. Un investimento che dovrebbe richiedere, a spanne, 250-300 mila euro. Una cifra non irrilevante, ne siamo consapevoli. Tenuto conto tuttavia che nel bilancio 2012 il Comune ha stanziato per le sole manutenzioni delle strade 1 milione e 500 mila euro, senza indicare né quali saranno gli interventi né tantomeno le priorità, ci sembra che la sistemazione del cinema non sia un obiettivo irraggiungibile per le casse comunali.
Si tratta pur sempre di una struttura strategica per l’intera comunità. La sala del Sociale è un biglietto da visita. Uno spazio irrinunciabile per dare dignità alle numerose iniziative che si svolgono nella nostra cittadina: oltre alle proiezioni di film, la stagione teatrale, le multivisioni del Gruppo Fotografico, il Gamajun del Laboratorio internazionale della comunicazione, gli incontri delle scuole e delle numerosi associazioni. Una struttura come il Sociale è imprescindibile anche per qualsiasi progetto di rilancio del centro storico. I frequentatori del cinema sono una risorsa, insieme ad altre, per bar e ristoranti.
Perché allora tanta ostinazione da parte della giunta Urbani? Perché non c’è alcuna remora nello spendere centinaia di migliaia di euro nel progetto della Città dello sport [], nei contratti pubblicitari con Pistorius [], nella realizzazione di costosi lavatoi in cemento [], mentre un investimento a lungo termine come la riqualificazione della più importante sala pubblica di Gemona si ritiene una spesa non indispensabile? Domande che continuiamo a porre. Nella speranza che non cadano ancora una volta nel vuoto.

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2 Commenti a “Gemona, città del cinema e del “benstare””

  1. Pieri scrive:

    Domande, domande, domande…… chissà se mai ci saranno delle risposte positive.

  2. glemonat scrive:

    Il centro di Gemona sta morendo, facciamo qualcosa per farlo rivivere…. Il cinema può essere un’idea…. non lasciateci da soli in balia di questi amministratori incompetenti… via Caneva docet….