Con le Unioni Montane si smarrisce la democrazia

Pecore
[di Sandro Venturini]

Uno tra i tanti mostri giuridici creati dall’attuale governo regionale è senz’altro quello delle Unioni Montane.
Il tutto nasce da un’imposizione della Lega Nord tesa a sopprimere le Comunità Montane, in favore delle Province – la cui abolizione era stata peraltro un cavallo di battaglia di questo movimento politico sin quando poi non ha piazzato i propri uomini alla Presidenza – , e si è poi risolto in un pasticciato compromesso che di fatto le ha moltiplicate, creando anche una complicata e poco democratica struttura di governo. L’Alto Friuli, ad esempio, da un’unica Comunità Montana ora si trova con due Unioni Montane: il Gemonese e il Val Canale. Fanno parte dell’Unione Montana del Gemonese i comuni di: Gemona, Artegna, Montenars, Venzone, Trasaghis, Forgaria, Bordano, oltre a Moggio e Resiutta che hanno optato in seconda istanza per l’adesione a questa Unione.
Infatti, con la Legge Regionale n. 14 dell’11 Novembre 2011 [], dopo oltre due anni di commissariamento delle Comunità Montane, la Regione ha approvato il nuovo assetto delle autonomie locali montane che, se appariva già confuso sulla carta, ora, in fase di applicazione, mostra tutti i suoi limiti.
Non ultimo quello della rappresentatività democratica. Il nuovo ente intermedio, a cui sono state affidate importanti materie quali: la programmazione territoriale, le politiche energetiche, il turismo, le attività culturali, le attività produttive, l’organizzazione e gestione dei servizi scolastici, i sistemi informatici e informativi, gli espropri, sarà governato dai Sindaci dei Comuni inclusi nel territorio dell’Unione montana e, per la nostra Unione Montana, con la rappresentanza di un solo esponente delle minoranze presente nei consigli comunali.
Proprio la scorsa settimana i consiglieri di minoranza dei Comuni dell’Unione si sono radunati per eleggere l’unico delegato che dovrebbe rappresentarli in questo nuovo ente intermedio. Naturalmente, le compagini di minoranza dei diversi comuni aderenti rappresentano un’eterogeneità di posizioni politiche che abbracciano l’intero arco politico e diverse componenti civiche. Nella scelta hanno prevalso logiche territoriali (Gemona è certamente il comune più rappresentativo per numero di abitanti) ma soprattutto politiche. Data la maggior rappresentatività delle forze di centro destra il consigliere eletto, nella persona della leghista gemonese Barbara Zilli, appartiene a quell’area. Va da sé che la maggioranza dei sindaci chiamati a reggere quest’ente appartiene all’area politica del centro o del centro-sinistra.
Ma con quale delega democratica viene esercitato il governo (ed il controllo) di questo ente? Quali strane nuove maggioranze politiche decideranno su molte questioni che hanno diretto impatto sui singoli Comuni (penso ad esempio alla pianificazione territoriale, alla scuola, al turismo, …). Per quanto valente, la leghista Zilli non rappresenta certo la posizione di tutte le minoranze presenti nel consiglio comunale di Gemona e men che meno quella delle minoranze di tutti i comuni dell’Unione. E ancora, che ruolo assumeranno gli attuali assessori comunali con delega alle funzioni ora assegnate all’Unione Montana? E i Consigli Comunali, già fortemente limitati nella loro azione democratica, cosa saranno chiamati a discutere e ad approvare?
In un frangente in cui è grande il disorientamento dei cittadini e nel quale la politica ha perso gran parte della sua credibilità, storture come queste non fanno che accrescere il malessere e appesantire funzioni del governo locale, già di per sé complesse.
Se le parole d’ordine per ridare speranza al Paese, anche nel nostro piccolo contesto locale, sono “semplificazione”, “trasparenza”, “partecipazione”, la riforma delle Unioni Montane va senz’altro in senso opposto.

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3 Commenti a “Con le Unioni Montane si smarrisce la democrazia”

  1. anonimo scrive:

    Era ora che si parlasse di questo problema…. e’ passato molto in sordina, ma le conseguenze non sono state ben valutate.

  2. mario c. scrive:

    E’ grave soprattutto che la gente non sappia niente di come funzionano le unioni. Abbiamo votato per un consiglio comunale ma adesso le decisioni verranno prese da un’altra parte. Il sindaco di Gemona si è fatto bello dicendo che era presidente della unione dei comuni ma non ha spiegato cos’è e cosa farà lì dentro.

  3. Carlo Pischianz scrive:

    Concordo con l’anonimo si fa tanto parlare di lavori pubblici e di tante altre questioni magari anche interessanti e forse importanti ma della cosa più importante per il nostro comune e per il futuro sia sulla stampa che altrove non si vede nè sente nulla.
    Non solo la gente non sa davvero nulla su cosa saranno le unioni di comuni, nè che impatto e che peso avranno competenze, penso ad esempio all’urbanistica, che verranno gestite in maniera diversa e in sedi diversi da quelle attuali.
    Si parla di rappresentatività e di democrazia ma perchè nessuno nè sulla stampa nè altrove dice che i seggi in consiglio comunale diminuiranno così come gli assessorati (o referati) visto che determinate materie non saranno più di competenza dei comuni. Questo si assieme a quanto osservato nel post renderà meno effettiva la rappresentatività, cosa che a mio modesto avviso (e credo anche di colui che ha scritto il post sempre se ho inteso correttamente quanto ha espresso) rappresenta un vero vulnus nei confronti dei cittadini, delle loro esigenze e dei loro bisogni, cittadini che difficilmente potranno far sentire la loro voce, i loro disagi o le loro proteste /rimostranze. Diciamo pure invece che nelle intenzioni del presidente Tondo si è voluto metter in moto la costruzione di un nuovo ente la cui portata e i cui costi non sono ben chiari ma che forse può essere un contentino per gli amici-alleati della lega. Infine noto che purtroppo invece di parlare degli scenari futuri di Gemona e di quello che è suppergiù il suo mandamento che farà parte dell’unione di comuni del gemonese c’è chi si perde o non ha niente di meglio da dire se non commentare la visita dell’onorevole Casini a Gemona…detto questo non posso non osservare che meno male che almeno lei (penso al sig. Sandro Venturini che ha scritto il post) e voi come redazione di Con te Gemona avete dedicato uno spazio ad un tema così importante e che sarà davvero rilevante e significativo per il nostro futuro.