Nuove droghe per tutte le età

Ludopatia

Il gioco d’azzardo sta crescendo in modo esponenziale e senza alcun freno legislativo. Sale gioco e slot macchine stanno nascendo come funghi, anche a Gemona. Se a ciò si aggiunge la possibilità del gioco on line, ormai liberalizzato, lo scenario si presenta in tutta la sua problematicità. Fino a diventare un allarme, economico e soprattutto sociale. Per rendersi conto della gravità della situazione basta il dato che abbiamo pubblicato alcuni giorni addietro []: la spesa media annuale destinata ai giochi d’azzardo il Friuli-vg è di 1.053 euro pro capite. Nel 2011 nella nostra regione, secondo l’Amministrazione dei monopoli di Stato, abbiamo speso circa un miliardo e 317 milioni di euro per giochi d’azzardo legali. Su videopoker e new video ricade la maggior parte delle giocate, circa il 66%. In forte crescita i giochi a distanza (14%) rispetto a lotterie (10%) e lotto (8%). «Considerando queste cifre e il moltiplicarsi a macchia d’olio del numero di sale bingo e videopoker nei bar – afferma Raimondo Gabriele Englaro, presidente del Movimento difesa del cittadino [] – i responsabili della politica regionale e delle forze sociali dovrebbero mettere in atto, quanto prima, un adeguato piano di rafforzamento delle iniziative di prevenzione. Le misure di tutela devono essere radicate in modo sistematico a livello provinciale, e diffuse nel modo più ampio possibile».
In molti ormai ne sono convinti: è urgente intervenire con azioni tempestive e coordinate perlomeno per limitare gli spot e le pubblicità dei giochi d’azzardo. In questo senso si muove la proposta del deputato friulano Angelo Compagnon che recentemente ha inoltrato una proposta di legge per arginare i rischi di un ricorso compulsivo ai giochi d’azzardo e alle scommesse. «La ludopatia – ha dichiarato l’esponente Udc – è diventata ormai un’emergenza sociale con conseguenze a volte disastrose, quindi da trattare al pari di altre dipendenze, ad esempio quella da tabacco per la quale la legislazione italiana prevede un esplicito divieto di propaganda pubblicitaria e la devoluzione dei proventi delle relative sanzioni amministrative a un apposito capitolo di spesa del ministero della Salute finalizzato alla prevenzione».
Anche i consiglieri regionali Sergio Lupieri (PD) e Edoardo Sasco (Udc) hanno avanzato proposte di legge per limitare l’apertura di sale gioco e per regolamentarne la diffusione e la pubblicità.
Ben vengano, e subito, questi interventi normativi. Come per tutte le droghe, tuttavia, le leggi non sono sufficienti a risolvere il problema. Il proibizionismo – si sa – non produce risultati duraturi. Sono soprattutto le scuole, accanto alle agenzie educative presenti sul territorio, come scout e centri giovanili parrocchiali o laici, dovrebbero assumersi il compito di educare le nuove generazioni al valore e al giusto uso dei soldi, alla solidarietà e, perché no, anche alla sobrietà, mentre i loro genitori sono impegnati ancora a giocare con il loro futuro. [gv]
[QUI la presentazione e la proposta di legge Compagnon sul divieto della pubblicità dei giochi d’azzardo]

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