Una sola azienda, molti dubbi

Dubbio
[di Sandro Venturini]

Dopo tanti annunci finalmente il governatore Renzo Tondo, nel doppio ruolo di Presidente e di Assessore alla salute, ha delineato formalmente le linee di riforma del Servizio Sanitario Regionale. Pubblichiamo la bozza del Disegno di Legge in anteprima [QUI], insieme alla relazione che accompagna il documento [QUI].
A grandi linee, gli assi portanti della proposta Tondo non si discostano da quanto era già stato annunciato: un’azienda sanitaria regionale unica che si occuperà specificamente delle politiche sanitarie territoriali (prevenzione, salute mentale, dipendenze, assistenza domiciliare e medicina di base); tre aziende ospedaliere per tutta la regione, che ingloberanno in una rete a raggiera gli ospedali del territorio; ridefinizione dei distretti socio sanitari con un bacino d’utenza minimo di 100 mila abitanti, con eventuali deroghe per il territorio montano. Per il nostro ambito territoriale la riforma si tradurrà nell’accorpamento in un unico distretto socio sanitario della montagna – da Forni di Sopra a Tarvisio, da Artegna alla Val Aupa, un terzo del territorio della Regione –; nell’assorbimento dei presìdi ospedalieri di Gemona e di Tolmezzo nel “mega” ospedale di Udine; e nella chiusura della sede dell’Azienda Sanitaria.
Se da un lato si conferma il fatto che i tempi sono davvero stretti per un processo di riforma così articolato, che necessiterebbe di una ben più ampia condivisione, dall’altro si osserva ancora una volta una logica che parte dalla costruzione del “contenitore” senza che si sia posta altrettanta attenzione al contenuto.
Davvero il nuovo riassetto darà maggiori e migliori risposte di salute a tutti i cittadini della Regione? Davvero ci sarà una maggiore efficienza del sistema e dunque dei reali risparmi ovvero dei migliori servizi? Tutto ciò non è dato di sapere, e discutere di una riforma di questa portata in assenza di questi elementi è un compito arduo. Avremmo voluto che, a fianco del disegno di legge, la Regione avesse prodotto circostanziati elementi che evidenzino i costi e i benefici (in termini di salute e di bilanci), del previsto nuovo assetto istituzionale, prerogativa indispensabile per aprire una discussione equilibrata.
Nel documento prodotto dal gruppo di lavoro della Diocesi di Udine [QUI], cui ho recentemente partecipato, sono messe in evidenza tutte le preoccupazioni che riguardano la prevista riorganizzazione del sistema socio sanitario regionale. Innanzitutto la frattura, che rischierà di acuirsi, tra ospedali e territorio, congiuntamente alla messa in discussione della delega dei servizi sociali alle aziende sanitarie, di cui l’Alto Friuli è un esempio virtuoso, sia rispetto all’offerta di “salute” che degli equilibri di bilancio.

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2 Commenti a “Una sola azienda, molti dubbi”

  1. Pietro A. scrive:

    E’ molto utile il servizio che state facendo!! ottima idea pubblicare la legge sulla sanità. I giornali ne avevano parlato ma è importante leggere il testo…..

  2. Sandro Venturini scrive:

    P.S.
    Il testo della proposta di Legge è ufficioso, non è stato approvato dalla Giunta Regionale. E’ uscito per canali informali. Fa sempre parte dello “stile” con cui opera questa Amministrazione Regionale.