Via Caneva: così era, così doveva essere, così è

Via Caneva

I lavori di via Caneva sono stati ultimati e la strada riaperta []. Doveva rappresentare uno dei fiori all’occhiello della giunta Urbani. Simbolo della «politica del fare» e dell’efficienza degli attuali amministratori, è finita invece nelle polemiche, con un intervento che non soddisfa i più, specchio di una modalità di decidere e di progettare ancorata a vecchi metodi dirigistici, con uno scarto evidente tra il progetto iniziale e il risultato finale.
Eppure si era partiti con il piede giusto, tutto sommato. Il Comune, cosciente dell’importanza dell’opera, aveva deciso di affidare la “consulenza architettonica” a un professionista competente, Alberto Antonelli, che con l’amministrazione aveva avviato una buona intesa nella fase di ideazione dell’intervento. Cominciati i lavori, però, sono emerse divergenze, confusione tra i ruoli, intromissioni inopportune del politico sul tecnico. Tutti ricordano i manifesti (costati oltre 2 mila euro, del resto) con la scritta «Via Caneva: così è, così sarà» []. Immaginavano attraverso una simulazione renderizzata la nuova strada, arricchiata della presenza di molto verde, sia di alberi che di fiori, elemento essenziale per farne un percorso vivibile e turisticamente attraente, come vediamo in molte città della Francia e della Germania. Chiunque passi per la via oggi, può constatare quanta distanza vi sia tra quei manifesti e i lavori completati. Nessun albero, ma vasi neri, stile Ikea, a dividere un marciapiede troppo largo e troppo indistinguibile dal manto stradale. Uno spazio spoglio, scialbo, inespressivo. Il contrario di quanto si voleva realizzare.
Siamo certi che non vi è stata malafede. Ma si è trattato – come ormai siamo abituati a Gemona – di un problema di metodo e di presa delle decisioni, in cui un singolo assessore rischia di assumere, cosciente o meno, i ruoli più diversi: architetto, progettista, direttore dei lavori, selezionatore di essenze floreali, lighting designer. Il risultato è evidente. Non serve ricordare quanti problemi siano emersi nel corso dei mesi: le dimissioni dall’incarico di Alberto Antonelli, il ritardo dei lavori, il taglio delle pietre cinquecentesche del San Giovanni [], l’installazione di luci inadeguate (con tanto di “lamierino” posticcio per correggerne la direzione []), l’aumento dei costi del 16% sul preventivo. Non ultima la scelta di coprire con acciottolato i fori per gli alberi [], per poi dichiarare sulla stampa che ora si sta pensando di fare marcia indietro e quindi – chissà – l’acciottolato verrà levato e gli alberi piantumati. La conclusione è sotto gli occhi di tutti. Anche della giunta Urbani. Al momento non è stata prevista alcuna inaugurazione.

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6 Commenti a “Via Caneva: così era, così doveva essere, così è”

  1. marco scrive:

    scusate la mia ignoranza… ma non c’è una commissione edilizia che visiona i progetti e che controlla come vengono fatti i lavori? chi sono i professionisti che ne fanno parte?

  2. admin scrive:

    @ marco,

    l’attuale amministrazione comunale ha ritenuto i non dotarsi di questo importante strumento di programmazione urbanistica. Una scelta che abbiamo criticato in più occasioni, in consiglio comunale e sulla stampa. Il risultato di via Caneva è lì a dimostrare chi avesse ragione. Siamo comunque fiduciosi che in futuro amministratori più accorti e lungimiranti possano compiere quei passi che a Gemona si fatica ancora a compiere.

  3. b scrive:

    complimenti per l’articolo…
    e il Sindaco mandi a casa “spugna”.

    b

  4. Michael "Click" Newman scrive:

    Cari curatori del blog,
    non avete capito proprio nulla.

    L’assessore competente (scusate l’accostamento dei due termini) ha inteso realizzare una prospettiva (проспект) derivata dai riferimenti pittorici di Edward Hopper, con una non trscurabile deriva dadaista sostanziatasi nel taglio delle pietre.

    Ha giustamente ignorato i suggerimenti dell’archistar di turno, giudicandoli leziosi e troppo debitori della lezione di Gropius. Nella sua ottica post-post modernista ha addirittura sublimato il messaggio di Jung incoronandosi disegnatore, progettista ed esecutore delle opere.

    Il risultato è una vera opera d’arte contemporanea paragonabile al più iconoclasta dei Piero Manzoni, senza scatola.

  5. Carlo scrive:

    Oggi ho visto una signora che imprecava contro un automobilista che aveva posteggiato la macchina tra due fioriere! L’assessore non poteva pensare che alla fine sarebbe finita così? La strada era meglio com’era prima! Speriamo si decidano a mettere gli alberi.

  6. Sandro Venturini scrive:

    Credo che il risultato atteso dall’architetto fosse più o meno questo: http://www.viaggiscoop.it/foto/6333/10448/107203.jpg
    Ma quanto siamo lontani da questi buoni esempi.!