Archivio di maggio 2012

La Costituzione cresce

giovedì, 31 maggio 2012

Giovani per la Costituzione 2012

«L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro». Così dice il primo articolo della Costituzione italiana, che domani, venerdì 1 giugno, alle ore 20.00 presso la Sala Consiliare del Comune di Trasaghis, verrà consegnata a tutti ragazzi che hanno compiuto o compiranno 18 anni quest’anno. Un gesto simbolico del passaggio dall’adolescenza alla maggiore età, per una maggiore consapevolezza di sé stessi e di quelli che sono i valori condivisi del patto sociale che ci lega. Ad indice dell’attenzione che le Istituzioni locali e le scuole hanno verso i giovani che si apprestano a coprire un ruolo attivo all’interno della società.
La serata, presentata e coordinata da Angelo Floramo, storico, scrittore e insegnante presso l’Istituto “Giuseppe Marchetti”, sarà aperta al pubblico. Parteciperanno inoltre le classi terze e quarte delle scuole secondarie di II grado di Gemona I.S.I.S D’Aronco, I.T.C.G Marchetti e Liceo Magrini, insieme all’Agenzia formativa IAL F-VG che commenteranno alcuni articoli delle Carta Costituzionale.
L’iniziativa fa parte del progetto territoriale “B*sogno d’esserci” [] creato per sensibilizzare i giovani alla cittadinanza responsabile, dando loro la possibilità concreta di confrontarsi con i propri amministratori locali, per farli sentire così cittadini attivi e (più) responsabili. [ap]
[QUI la locandina dell’iniziativa]

Modello Friuli per l’Italia che verrà

mercoledì, 30 maggio 2012

Gemona, Terremoto prima e dopo

Autonomia e solidarietà, decentramento e interesse generale, sussidiarietà e unità d’intenti. Sono le parole risuonate ieri pomeriggio durante la visita a Gemona del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Sul palco del Sociale, accanto al Capo dello stato, sono intervenuti Salvatore Varisco, già assessore alla ricostruzione e presidente della Commissione speciale per il terremoto, Giuseppe Zamberletti, commissario straordinario per la ricostruzione, il governatore Renzo Tondo e il sindaco Paolo Urbani. Tutti hanno coralmente sottolineato quanto l’esperienza della Ricostruzione abbia rappresentato un esempio positivo di collaborazione tra autonomie locali e governo centrale, sostenuta dalla volontà di rinascita del popolo friulano di allora.
Da parte sua, il Presidente Napolitano ha lodato il “modello Friuli”. Modello vincente di decentramento nel pieno spirito della Carta costituzionale, in cui si è compiuta un’ampia sussidiarietà di tutti gli organi dello stato in sinergia con gli interessi della popolazione locale.
Napolitano ha voluto poi ricordare il dramma che stanno vivendo in queste ore le popolazioni dell’Emilia colpite dal terremoto. Lo stato – ha rimarcato il Presidente – non le abbandonerà: solo rimettendo al centro l’interesse generale e ricostruendo una rinnovata solidarietà nazionale potremo farcela. E superare i difficili momenti che stiamo attraversando.
Riflessioni che facciamo nostre. Nella speranza che contribuiscano a vivificare l’azione politica di coloro che hanno sulle spalle, con titoli e responsabilità diverse, le sorti del nostro Paese e delle nostre comunità.

Una foto di Gemona. 500 anni fa

martedì, 29 maggio 2012

Gemona, 1770 Liruti

Dopo la gita sui luoghi dell’Amalteo di domenica scorsa, proseguono gli appuntamenti dell’associazione “Ostermann” per conoscere il contesto culturale, sociale e politico in cui visse il pittore di Motta di Livenza che realizzò nel 1533 il soffitto a cassettoni della chiesa di S. Giovanni in Brolo a Gemona.
Domani sera, mercoledì 30 maggio, alle ore 20.30 presso l’auditorium San Michele lo studioso di “cose gemonesi” Mauro Vale accompagnerà i presenti in una suggestiva visita alla città di Gemona del XVI secolo, cui seguirà una carrellata di immagini su oggetti della vita quotidiana a cura del gruppo archeologico dell’associazione “Ostermann”.

C’è banca e banca

lunedì, 28 maggio 2012

Banca Etica

Si concludono domani sera, martedì 29 maggio, le iniziative promosse dal Coordinamento delle Associazioni di Gemona in programma nell’ambito della manifestazione “I colori del vento” []. Presso l’auditorium San Michele alle ore 20.30 si terrà l’incontro “Non con i miei soldi”, nel corso del quale Paola Fontanini, socia volontaria del Gruppo di iniziativa territoriale di Banca Etica di Udine, e Dario Francescutto, banchiere ambulante di Banca Etica, presenteranno l’iniziativa promossa da Banca Etica e da Fondazione Culturale Responsabilità Etica.
Banca Etica è un istituto di credito differente dagli altri: «gestisce il risparmio orientandolo verso le iniziative socio economiche che perseguono finalità sociali e che operano nel pieno rispetto della dignità umana e della natura» []. I valori che la ispirano sono la trasparenza, il diritto di accesso al credito, l’efficienza e l’attenzione alle conseguenze “non economiche” delle azioni “economiche”. Nata dodici anni fa, la Banca conta oggi 14 filiali e una rete capillare di promotori finanziari. La raccolta ha raggiunto oltre 31 milioni di euro, mentre i soci sono circa 35 mila. L’Istituto raccoglie oltre 660 milioni di euro di depositi e finanzia più di 4.700 progetti dell’economia solidale.

Numeri

domenica, 27 maggio 2012

Numeri

Impegno di spesa deliberato dall’amministrazione comunale di Gemona per la «colazione di lavoro» con il Ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca, in visita a Gemona il 14 maggio scorso. La “colazione” è stata l’occasione per i referenti politici gemonesi per illustrare al Ministro le modalità operative e le procedure tecniche che permisero di attuare efficacemente la ricostruzione dopo il sisma di 36 anni fa.

Spesa colazione di lavoro
con il Ministro Barca
1.000 €

Il Comune e la rete: una relazione tormentata

venerdì, 25 maggio 2012

Computer rotto

Il Comune di Gemona realizzerà a breve un sito internet per promuovere il progetto “Gemona Città dello sport”. Lo leggiamo nella determina n. 343 dell’11 maggio, in cui si indicano anche le motivazioni della scelta: «Ritenuto doveroso, alla luce della crescente penetrazione degli strumenti informatici e della notevole fruizione dei contenuti del web da parte degli utenti/cittadini, avere a disposizione uno strumento di comunicazione dinamico quale un sito informatico che interagisca efficacemente con l’utenza in modo da facilitare il raggiungimento degli obiettivi prefissati». L’incarico di realizzare il sito web è stato affidato alla ditta Ideo di Marco Da Rin Bianco di Cavazzo Carnico [] e prevede un costo totale di 5.640 euro.
Nella determina sono specificati anche gli obiettivi che si intendono centrare: «Fornire un’informazione ampia ed esaustiva sulle attività organizzate nell’ambito del progetto [...]; interagire e dialogare con gli utenti stessi; incrementare il suo pubblico e i suoi interlocutori; rafforzare la vocazione internazionale del progetto; dare ulteriore impulso e dinamismo all’azione promozionale a supporto della diffusione del progetto e degli eventi ad esso collegati; dare la possibilità a tutti gli stackholders di avere uno strumento comune [...]».
Motivazioni e obiettivi di ampio respiro, che tuttavia non possono non sollevare alcune perplessità. Mentre il Comune di Gemona rimarca l’importanza delle nuove tecnologie per informare, comunicare con i cittadini, rafforzare il progetto della Città dello sport, dimentica che a distanza di oltre due anni dalla delibera in cui si impegnava a rinnovare il portale www.gemonaweb.it [], il sito internet comunale è rimasto qual era una decina di anni fa, uno strumento obsoleto, privo di contenuti, graficamente deprimente. Non certo una vetrina che possa attirare coloro che vogliano recarsi a Gemona per una visita turistica. Tanto meno uno strumento di comunicazione tra l’amministrazione e i cittadini (va ricordato che da alcune settimane si è anche deciso di rimuovere l’archivio storico delle delibere e delle determine, precludendo ai cittadini la possibilità di reperire on line i documenti prodotti dall’ente locale).
Infine, se ciò non bastasse, c’è quella spesa di 11.000 euro che il Comune ha corrisposto nel 2011 al professionista che ha realizzato il nuovo portale. Portale che non ha mai visto la luce. Possibile che non si colga l’incongruenza di queste scelte?

Un tribunale per ripensare la montagna

mercoledì, 23 maggio 2012

Prato carnico
[di Sandro Venturini]

Quando le ristrettezze economiche chiedono a tutti dei sacrifici, e questi riguardano anche la razionalizzazione, o meglio la chiusura, di alcuni servizi pubblici, c’è sempre qualcuno chiamato a pagare un prezzo più alto di altri. Sono solitamente quelli che hanno meno voce, meno peso politico, quelli che abitano i territori più marginali, i territori montani. In questa cornice si inserisce anche la vicenda dell’annunciata chiusura del Tribunale di Tolmezzo. Se ne parla ormai da tempo e la cosa pare inarrestabile, nonostante appelli, assemblee pubbliche, prese di posizione politiche: l’ennesimo tentativo di contenere un fiume che scende inesorabile verso valle. Dopo la riduzione degli uffici postali e delle scuole, dopo l’unione dei comuni montani, ora anche il Tribunale di Tolmezzo rischia di chiudere i battenti e di trasferirsi nella città di Udine. Visto in una logica efficientista tutto questo non fa una piega, ma letto attraverso gli occhi dei cittadini di Forni Avoltri (ma potrei citare tutti i comuni dell’alta Carnia o della Val Canale) le cose assumono un aspetto ben diverso. Pur cittadini con pari diritto (pagano l’IMU anche loro!) le opportunità loro riservate non sono certo le medesime di chi abita 80-100 chilometri più a valle. Già l’orografia e il clima non giocano dalla loro parte, se poi consideriamo le difficoltà di accesso e la restrizione dei servizi (pubblici, ma anche privati), vivere nella montagna friulana pare davvero una sfida. Per quale motivo allora queste popolazioni dovrebbero continuare a vivere in luoghi dove tutto richiede un onere maggiore, dove le occasioni, soprattutto per i giovani, sono così limitate, dove gli anziani, ormai in netta maggioranza, non hanno più nemmeno la piccola bottega del paese dove prendere il pane di giornata? Non è la chiusura dell’ennesimo servizio che sgomenta, ma è la mancanza di una prospettiva che permetta agli abitanti delle montagna di immaginare un futuro in quei luoghi. Manca una visione politica per la montagna che non si limiti al lunapark domenicale o alla seconda o terza casa, ma che affronti seriamente la questione della permanenza delle popolazioni montane nei loro paesi. L’hanno saputo fare con maestria in Sud Tirolo e in Austria: un modello che tenga insieme attività tipiche cui la montagna è vocata (la filiera del legno, la pastorizia con le produzioni lattiero-casearie, … ) con lo sviluppo della “ricettività sostenibile”; un sistema che garantisca la mobilità e l’accesso alle nuove tecnologie e nel contempo sappia valorizzare le tradizioni. Sono politiche che la nostra Regione non è stata in grado di elaborare: né il centro sinistra (il Presidente Illy pensava alla montagna solo come pista da sci), né il centro destra (nonostante per la prima volta un carnico sia alla guida della Regione).
Eppure segni positivi, a ben guardare, ci sono: recenti e approfondite indagini demografiche mostrano che nel nostro territorio montano le famiglie giovani sono in ripresa e che mediamente queste hanno più figli rispetto alle coppie che abitano in città. Le nuove attività agricole hanno recentemente avuto una lieve crescita e sempre di più i turisti cercano ambienti naturali e cibi sani e genuini.
La risposta che sa dare la politica è la chiusura dei servizi, l’ultimo in termini di tempo il Tribunale, senza nulla, proprio nulla in cambio?
[Foto: Franco Celant, flickr.com]

Una mappa per combattere vecchie e nuove povertà

lunedì, 21 maggio 2012

Povertà

È stata presentata ieri, durante la festa dell’Ascensione sui prati della sella di Sant’Agnese, la Mappa delle associazioni e dei gruppi operanti nel campo delle povertà nel territorio del Gemonese. Il documento è il frutto del lavoro svolto negli ultimi mesi dal “Gruppo povertà”, promosso su iniziativa del Coordinamento delle associazioni. La mappatura consiste in una analisi “dal basso” delle realtà – associazioni, organizzazioni, singoli cittadini – che operano in favore di coloro che vivono situazioni di povertà, marginalità, esclusione sociale. È un primo passo per favorire il consolidamento delle reti esistenti (circa 200 volontari risultano attivi nel settore).
«I gruppi direttamente coinvolti nello svolgimento della mappatura – sottolineano gli estensori della guida –, assieme ad alcuni volontari che hanno aderito all’iniziativa a titolo personale, si propongono di aumentare la conoscenza reciproca, il dialogo e l’integrazione delle risorse, al fine di orientare al meglio le richieste di aiuto dei cittadini».
Dalla mappatura sono emersi inoltre alcune utili rilevazioni dei bisogni emergenti: precarietà economica, necessità di generi alimentari e di vestiario, bisogno di orientamento e informazione, di accompagnamento all’utilizzo della rete dei servizi, …
La guida è stata inviata alle Amministrazioni Comunali (per quanto riguarda Gemona, è stata trasmessa all’intero Consiglio Comunale), alle Parrocchie e alle Comunità religiose del Gemonese, all’Azienda per i Servizi Sanitari, al Distretto socio-sanitario e al Servizio sociale dei Comuni.
[QUI la Mappa delle associazioni e dei gruppi operanti nel campo delle povertà nel territorio del Gemonese]