Scuola (e politica) per il futuro di Gemona

Gemona, Liceo Magrini

Al momento sono soltanto voci di corridoio, ma i pericoli che il liceo scientifico “Magrini” di Gemona perda il dirigente scolastico sono reali. La norma introdotta dal governo Berlusconi impone infatti che gli istituti scolastici dei piccoli centri con un numero inferiore ai 400 studenti debbano condividere il dirigente con un’altra scuola. Fino ad oggi il liceo di Gemona è riuscito ad evitare questo rischio, anche se il trend degli ultimi anni sta segnalando un calo nelle iscrizioni (secondo le tabelle regionali, nel 2011/12 gli studenti sono 393). Il calo ha toccato oltre il 20% nelle iscrizioni alla prima classe per il 2012/13. A questo punto la palla passa all’ufficio scolastico regionale, alla Provincia e alle istituzioni competenti. Purtroppo, la situazione non è delle migliori e il rischio di un depotenzimento del liceo è concreto. Con la condivisione del dirigente, è ovvio, l’istituto perderebbe buona parte della sua autonomia didattica e gestionale, venendo “assorbito” da una delle due scuole superiori gemonesi (probabilmente l’istituto tecnico “Marchetti”).
A far accrescere la preoccupazione c’è il silenzio pressoché assoluto della politica locale. I problemi delle scuole del nostro territorio, nonostante la loro qualità e l’importanza strategica per il futuro delle generazioni a venire, non è percepito né come una priorità né come un’urgenza. Investiamo risorse per lo sport (centinaia di migliaia di euro), per strade e manutenzioni viarie, per celebrazioni e iniziative folcloristiche, ma dimentichiamo la vera ricchezza di una comunità: il capitale sociale, che viene costruito in special modo all’interno di agenzie educative e formative come la scuola.
C’è anche il fatto che Gemona non è rappresentata a livello sovracomunale, come accade invece per altri paesi del Friuli. È di questi giorni, per esempio, il caso del liceo “Manzini” di San Daniele, con problemi analoghi al nostro. Lì, però, gli esponenti politici locali si sono attivati per tempo, si sono impegnati, nonostante le difficoltà, a difendere il loro territorio e hanno portato a casa risultati positivi []. Anche questo è un ulteriore segnale che se Gemona vorrà contare in futuro, dovrà essere capace di espimere una classe politica che non si accontenti di rappresentare solo i propri confini comunali, ma guardi a un’area più vasta e sappia convogliare attorno a sé i consensi dell’intero territorio del Gemonese, individuando personaggi politici competenti, aperti al confronto e adatti a “volare più in alto”.

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10 Commenti a “Scuola (e politica) per il futuro di Gemona”

  1. Anonimo scrive:

    Ma si parla di chiusura o di accorpamento?
    Mi sembra si stia facendo riferimento alla seconda ipotesi, quindi onestamente non capisco dove stia il problema.
    Accorpare non significa perdere autonomia didattica ma razionalizzare i costi. O forse è proprio questo il punto? Ovvero si vuole gestire le poche risorse a disposizione a costo di mantenere inutili dirigenti comunque?
    Ultima riflessione… ma il Comune deve sostituire lo Stato Centrale ed intervenire in tutte quelle che sono le evidenti lacune di governo impoverendo l’attività amministrativa locale?
    Bhè se il Comune deve usare le proprie risorse (già risicate) per fare quello che dovrebbe fare lo Stato, la Regione o la Provincia, allora ha ragione la Lega: Federalismo totale!

  2. md scrive:

    Certo, la Lega il problema dei diplomi e delle lauree lo ha risolto a piè pari, con il trasferimento degli oneri a carico del Ministero dell’Istruzine ALBANESE (e dei contibuenti Italiani).
    … altro che federalismo totale!

    Qui il problema non è di attingere a risorse del Comune (per fare poi che cosa? assumere il Dirigente?) ma di esercitare pressioni politiche nelle dovute sedi per salvaguardare l’autonomia di una scuola che funziona e che è ha formato egregiamente generazioni di Gemonesi. Vogliamo perdere anche quella?

    … con buona pace del Trota.

  3. admin scrive:

    @ Anonimo,
    Oggi, più di un tempo, il dirigente scolastico non è, come dice Lei, una figura “inutile”, di cui si può fare tranquillamente a meno. Chi vive dentro la scuola sa bene quanto esso faccia la differenza, orientando i collegi docenti, attivando risorse, gestendo in modo efficace le relazioni umane. Se le nostre scuole raggiungono i più alti risultati nelle indagini Invalsi e Pisa, posizionandosi nettamente al di sopra della media italiana (e discretamente al di sopra di quella europea), è anche grazie alla struttura organizzativa che si sono date negli anni. Perdere la dirigenza del liceo, dovendola condividere con un altro istituto, significa appunto mettere in crisi questa struttura.
    Un amministratore comunale non deve, e non può, farsi carico direttamente del problema, che rimane di competenza di altre istituzioni. Può però, come abbiamo indicato con l’esempio di San Daniele, attivare legittimi canali politici per orientare le scelte e difendere i leciti diritti del proprio territorio.
    Un modo per realizzare un “federalismo dal basso” può essere proprio quello di farsi carico di situazioni come questa, in cui le istituzioni sovra ordinate esercitano dei tagli senza considerare le contingenze e le peculiarità dei territori, mentre la dimensione locale ne conosce i limiti e le potenzialità. Vale per la scuola, come per la sanità, i trasporti, la giustizia e molti altri servizi. Per alcuni di questi il Comune di Gemona si sta attivando. Per la scuola, al momento, no. O a Lei sembra il contrario?

  4. Bepinut scrive:

    Forse di questi tempi razionalizzare il servizio, togliendo qualche poltrona “costosa” fa solo e soltanto bene, o mi sbaglio?
    Dirigente scolsatico … chiamamolo con il suo nome il vecchio Preside !
    Non mi sembra uno scandalo sinceramente se un responsabile diriga una o più scuole.
    Ci sono funzionari oggi che dirigono aziende di centinaia di operai e impiegati, quindi questo manager pubblico moderno della scuola potrebbe fare altrettanto. nel rivato funziona così !
    L’importante è che la scuola resti lì dov’è!
    Tutto il resto è solo un baraccone che necessita di una bella sforbiciata. Siamo stati abituati tutti molto bene in questi ultimi 40 anni, forse qualcuno non ha capito ancora che la crisi non è finita, anzi, … e se lo Stato non si renderà conto alla svelta di fare da subito una bella cura dimagrante in ogni settore, il sistema non reggerà! Alla faccia di un dirigente scolastico …
    Razionalizzazione e non tagli, ma unicamente razionalizzare e rendere un servizio pubblico efficiente in linea con reali bisogni della gente, questo serve, non certamente fare battaglie di campanile per salvare una poltrona a Gemona !
    Non mi interessa dov’è il Dirigente, ma come lavora per il bene della scuola!

  5. Ugo scrive:

    Scusate, ma forse son ben altre le poltrone che dovrebbero essere “razionalizzate”. Quanto costa alla collettività la poltrona di un preside (che poi risponde della qualità del servizio della sua scuola) rispetto a quella di qualche assessore o consigliere (che in alcuni casi non risponde a nessuno e al massimo alza il braccio destro a comando in consiglio comunale 6 o 7 l’anno).

  6. rob scrive:

    @ Ugo/Bepinut: Se vogliamo essere ancora più precisi basta scorrere qualche post del vostro sito. Gli ex sindaci di Gemona Benvenuti e Disetti prendono 1.721 e 860 euro mensili per sedere nel cda del Cipaf. Il sindaco Urbani ne intasca oltre 1.000 come consigliere di Finest: nessuno sa dirci quanto lavorano e quanto hanno “prodotto” per prendere tutti questi soldi? L’assessore alla sanità Salvatorelli porta a casa quasi 1.200 euro: qualcuno sa cosa ha fatto negli ultimi 3 anni per la sanità e per la scuola di Gemona? E last but not least il vicesindaco di Gemona Revelant: anche lui quasi 1.200 euro mensili. Chi mi dice una (dico una) iniziativa politica, una presa di posizione, una proposta (a parte il lavatoio di via Trasaghis), qualcosa insomma che abbia lasciato qualche traccia per il “bene” di Gemona? Con queste cifre che sono davanti agli occhi di tutti ce la prendiamo con i dirigenti scolastici che fanno degnamente il loro lavoro?

  7. John scrive:

    Mi spiace ma più di qualcun o sta deviando dal problema !
    La situazione attuale della politica è sotto gli occhi di tutti, i isparmi sono sacrosanti, ma qualcuno mi spiga come l’assessore Menis riece a driblare una legge solo perche sta seduto su uno scanno del consiglio regionale ?
    Sono d’accordo…. non abbiamo voce in capitolo a Gemona ma viva dio la legge è uguale per tutti o solo per noi di Gemona, ritengo inutile scagliare frecciate gratuite, a mio modesto parere ci vorrebbe in questo momento una maggior coesione dei partiti politici atta a cercare di risolvere i problemi che via via vengono a proporsi.

  8. Mario scrive:

    Paolo Menis è un politico serio che da anni si concentra su questioni politiche importanti…. Lo faceva quand’era sindaco e adesso che è assessore regionale. Non perde il suo tempo come il pavone di Gemona che sta lì a rimirarsi le piume, convinto che tutti lo amino perché si fa fotografare con Oscar Pistorius! A molti gemonesi va bene così… basta poi non lamentarsi se si chiude la scuola di Campo Lessi, il liceo perde il preside, il giudice di pace se ne va da Gemona, l’ospedale perde pezzi, l’azienda sanitaria chiuderà … Vi rendete conto che da settimane in Comune si parla solo di celebrazioni del 6 maggio, di quanto siamo stati bravi nella ricostruzione, della visita di Napolitano?… e tra un po’ arriverà l’estate… qualche assessore si sta già preparando per organizzare sagre, bombazze, gare sportive… questo fa la politica a Gemona…. con qualche strada come contorno….. o mi sbaglio?

  9. rob scrive:

    @ Mario: post caduto a pennello……. guardate il Messaggero Veneto di oggi……… il giornalista non dice però quanto è costato questo contratto….. se non sbaglio 70.000 mila euro……. 140.000 in 2 anni!!!

  10. Anomino scrive:

    Direi che Mario ha centrato l’argomento, purtroppo i problemi della scuola sono considerati secondari….e di questi tempi bisogna tener conto delle cose importanti.