Assenze sociali

Tavolo riunioni vuoto

È passata sotto sordina l’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito distrettuale n. 3.1, il nostro, svoltasi mercoledì scorso. Eppure si trattava di eleggere il Presidente. Circa tre anni fa c’era stato lo “schiaffo” a Vincenzo Salvatorelli [], messo in minoranza per far posto a Nadia Campana, assessore alla sanità e all’assistenza del Comune di Tarvisio. La Campana è stata rieletta anche questa volta. All’unanimità. A detta dei presenti per il buon lavoro svolto durante il mandato e per dovere di “continuità”. Secondo altre letture, invece, sarebbe mancata una credibile alternativa, soprattutto di persone disponibili a farsi carico di questo ruolo.
Per quanto riguarda Gemona, poi, non c’era nessuno dei nostri amministratori. Non il sindaco, in “missione” in Emilia, non il vicesindaco Roberto Revelant, né tanto meno l’assessore Salvatorelli.
Spiace davvero rilevare queste assenze. Sono un segnale delle priorità di buona parte dei nostri amministratori, che si occupano di tutto ma, salvo in qualche caso positivo, trascurano l’ambito del sociale. Invece dovrebbe costituire la spina dorsale dell’azione di governo di un Comune, in quanto incide concretamente sul “benessere” dei cittadini, di quelli in difficoltà, tramite interventi e servizi volti al superamento del disagio, sia dell’intera popolazione, tramite interventi e progetti di promozione del benessere – individuale, relazionale e sociale – e di prevenzione.
E se non bastasse, questo “vuoto” di presenze e di idee preoccupa ancora di più se consideriamo che la Riforma elaborata dal governatore Tondo – se mai vedrà la luce – di fatto esclude i servizi sociali (oggi in delega all’ASS n. 3) dalla sanità, richiedendo agli enti locali un profondo ripensamento del rapporto tra Azienda sanitaria e Servizio sociale dei Comuni. Possiamo permetterci di eludere questi problemi e di occuparci solo d’altro?

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