«Il denaro di tutti non è il denaro di nessuno»

Salvadanaio trasparente
[di Sandro Venturini]

Tiene banco in queste settimane il dibattito pubblico circa la reticenza del governo tedesco a supportare le economie deboli dei paesi dell’Europa che si affacciano sul Mediterraneo, tra i quali, com’è noto, anche il nostro. Una riluttanza giudicata come insensibilità, durezza, arroganza, o come ostilità preconcetta nei nostri confronti. Ho sentito davvero pochi politici o commentatori autorevoli dare una lettura consistente di tale atteggiamento. In fin dei conti la questione è abbastanza semplice: la Germania e i paesi del Nord Europa ci chiedono maggior rigore e serietà nella gestione della cosa pubblica; a tutti i livelli istituzionali, dal governo centrale alla più piccola amministrazione comunale.
Responsabilità e oculatezza della spesa sono principi che possiamo calare anche nel nostro contesto gemonese: come ad esempio sul “caso” di palazzo Scarpa [], che rimarrà al centro del dibattito politico nelle prossime settimane estive. La più volte manifestata volontà del sindaco Paolo Urbani di acquistare l’immobile si sta ora concretizzando, almeno da quanto apprendiamo dalla stampa (ancora si attende una comunicazione formale in consiglio comunale!). L’ex sede della Banca Popolare di Gemona è un edificio di sicuro pregio, collocato in posizione centrale, ricostruito anche grazie a denaro pubblico, da tempo inutilizzato e, nonstante sia in vendita, non vi sono soggetti interessati all’acquisto. Va da sé che quell’opera presenta caratteristiche tali da risultare utile soprattutto per finalità di interesse generale e dunque ben venga la sua acquisizione al patrimonio pubblico. Ci sono però alcune questioni che lasciano quantomeno perplessi.
La trattativa intavolata per l’acquisto, le contropartite da mettere sul tavolo, la funzione da assegnare allo stesso edificio, tutto si è svolto (e si sta svolgendo) in modo opaco, al di fuori della sede istituzionale propria, il Consiglio comunale, che ancora non è stato informato delle scelte prese dal sindaco; quasi si trattasse di un rapporto tra soggetti privati e non siano invece coinvolti rilevanti interessi pubblici. Di tutta questa partita si ha contezza solamente tramite la stampa locale, ma nulla di ufficiale è stato deliberato. Suppongo che il nostro imbarazzo sia avvertito anche dai colleghi consiglieri che siedono sui banchi della maggioranza: nessuna discussione pubblica, nessuna decisione formale. Uno svilimento del loro ruolo e della loro responsabilità di rappresentanti politici.
Sempre dalla stampa abbiamo appreso che i valori economici in gioco sono consistenti. Nonostante le veline ai giornali siano alquanto oscure, sembra che si spenderanno diversi milioni di euro – due, tre, quattro?! – tra acquisto, permute di proprietà comunali e lavori di ristrutturazione. Non è poco di questi tempi. Seppure una parte di questi soldi provenga dalle casse regionali, si tratta pur sempre di soldi pubblici. Possiamo permetterci un tale investimento mentre nelle case dei gemonesi stanno arrivando i salati bollettini per il pagamento dell’Imu e molte aziende e lavoratori vivono situazioni di sofferenza? Non dovremmo investire meglio le scarse risorse pubbliche per creare sviluppo duraturo?
E ancora, è davvero una priorità quest’acquisto? Se la necessità è quella di disporre di ulteriori spazi per uffici pubblici, vuoi per il Comune (tutti ricordano la famosa gita fatta dal Sindaco con i dipendenti comunali per mostrare loro la nuova sede degli uffici), vuoi ora per l’unione dei Comuni (leggi Comunità Montana, che di fatto dispone già di una sede), mi pare che non si tratti di un’esigenza né inderogabile né urgente. Di uffici pubblici in centro ne abbiamo fin troppi, come pure sedi di rappresentanza politica.
Invece sarebbe senz’altro utile un’approfondita riflessione – partecipata e condivisa con l’intera cittadinanza – sulla destinazione da dare a quell’immobile. Come da tempo stiamo sostenendo, è urgente delineare un progetto complessivo per il centro storico: del resto era un impegno politico anche dell’attuale maggioranza, finora disatteso. La destinazione di palazzo Scarpa, ma anche del ricostruito castello, non possono essere scelte improvvisate e compiute senza il concorso di persone competenti (come la boutade di collocare il soffitto ligneo dell’Amalteo nello scantinato di Palazzo Scarpa, un’idea che ha causato i sudori freddi a più di qualche appassionato di storia e arte friulane).
In poche parole: ci vuole maggiore serietà, maggiore lungimiranza, maggiore partecipazione, perché, come sosteneva il fin troppo poco apprezzato Tommaso Padoa Schioppa: «Il denaro di tutti non è il denaro di nessuno».

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14 Commenti a “«Il denaro di tutti non è il denaro di nessuno»”

  1. PP scrive:

    Neanche la grave crisi economica in cui siamo caduti riesce a far cambiare i nostri politici. Del resto ci hanno portato loro nel baratro. Vuol dire che li cambieremo noi, la prossima volta che andiamo a votare.

  2. G. scrive:

    Post condivisibile. Fuori luogo i riferimenti al diktat tedesco e al giustamente poco apprezzato Padoa Schioppa.

  3. londe scrive:

    L’ho trovato ora, su un sito che si chiama Alto Friuli, ma la data dell’articolo è del 28 giugno.
    “Gemona, chiusa la partita su Palazzo Scarpa
    di David Zanirato
    Il finanziamento regionale è di 2milioni 80 euro e servirà appunto per l’acquisizione la ristrutturazione dell’immobile, la cui trattativa per il passaggio dai privati all’amministrazione era incominciato dalla precedente amministrazione comunale, in un percorso delicato che ora finalmente è giunta al suo fine.
    Inseriti in Bilancio 2012 e Pluriennale 2012 / 2014 con una variazione approvata nei giorni scorsi in giunta, gli stanziamenti di entrata e spesa inerenti ai lavori di ristrutturazione, sistemazione ed acquisizione di Palazzo Scarpa, ex sede della Banca Antoniana, da adibire a nuova sede municipale di Gemona del Friuli.
    Nel reciproco trasferimento delle proprietà il Comune scambierà la palazzina Venturini in via Osoppo da tempo oggetto d’asta, i dimessi magazzini comunali in via Roma e i parcheggi, fra cui quello dell’Ex Gil, in via Dante. Per l’acquisto del palazzo quindi, si spenderà soltanto 624 mila euro e il resto del contributo andrà a finanziare la ristrutturazione e la collocazione del soffitto del Pomponio Amalteo “che avrà non solo una collocazione dignitosa e all’altezza del manufatto, ma andrà ad impreziosire un immobile che è una dell’ultime opere d’arte dell’architetto Scarpa”, ha spiegato il sindaco Paolo Urbani. Una mossa questa ritenuta strategica dall’amministrazione soprattutto in ottica di Unione dei Comuni del gemonese che così potranno collaborare proprio all’interno della ex banca. ”

    La frase “Inseriti in Bilancio 2012 e Pluriennale 2012 / 2014 con una variazione approvata nei giorni scorsi in giunta” significa che i giochi sono fatti?

    Sul sito del Messaggero V. giorni fa era comparsa la stessa notizia, scritta uguale identica e questo dimostra che è un comunicato del Comune….

  4. Anonimo scrive:

    Quindi se non ho capito male il costo per il Comune è di 624.000€. Tanti sicuramente ma comunque pochi se li confrontiamo ai quasi 4 milioni di € iniziali proposti dall’immobiliare all’allora sindaco Marini il quale era intenzionato a fare l’affare senza permute e senza contributi regionali.
    Ma al di là di questo, il ragionamento dovrebbe essere impostato in modo diverso, ovvero:
    1- Lasciamo che Palazzo Scarpa continui nel degrado in cui si trova?
    2- Cosa succederebbe se il Palazzo fosse abbandonato e lasciato come rudere nel centro storico della città?
    3- Se lo lasciassimo deperire, in quanti si indignerebbero?
    4- Il valore artistico di quel Palazzo è inferiore a quello del San Giovanni (che a dire il vero non ne ha se non per i lacunari)
    5- Se si concentra Comunità Montana e Comune si ottimizzano i costi ed i servizi?
    6- Come verranno utilizzati l’attuale Comune e l’attuale sede della Comunità Montana una volta spostati gli uffici a Palazzo Scarpa?
    7- Ed infine, cosa costa mantenere il palazzo comunale e la sede della Comunità Montana?
    I quesiti sono tanti, ma credo utili per farsi un’idea e trarre delle conclusioni, forse un pò meno affrettate, meno soggette a quattro numeri buttati sulla carta in modo frettoloso e proiettata ad una visione allargata di quello che è il centro storico, di quelle che sono le strutture a capo del Comune e soprattutto di quelli che sono i costi che gravitano su tutti i cittadini a causa di questo numero spropositato di immobili di proprietà comunale.

  5. Stephen Meyers scrive:

    Lo ribadisco. E’ un gravissimo errore.

    Non solo Palazzo Scarpa è un edificio di rara bruttezza ed inutilità (al pari, forse, della Chiesa di Santa Lucia) ma l’operazione stessa dell’acquisizione risulta insensata se non si decide come concretamente usare l’orrendo ammasso di cemento ed in quale ottica inserirlo nel contesto del “rilancio” del centro.

    Ma prima di tutto non facciamo i provinciali: i due edifici che ho citato sono innanzitutto pessimi esempi di architeuttura (che dire della demenziale balconata in alto …, della mezza torta della chiesa…) con l’aggravante di una distribuzione dei volumi interni davvero risibile.
    I due edifici non sono di pregio solo perchè firmati da due pur bravi professionisti.

    Sono errori in fase di pensiero ed in fase di realizzazione.

    Il Comune erra pesantemente pensando di acquisire un’opera d’arte; sta solo comprando dei cubi di cemento a peso d’oro. Anche qualora ritenesse conveniente farlo, non è dato di capire come questo acquisto si inserisca del rilancio di cui ho detto.

  6. Luì scrive:

    Mi/vi chiedo: come mai il privato proprietario di palazzo Scarpa permuta il suddetto con una palazzina molto degrada, un’area adibita a parcheggio e vincolata e gli ex magazzini comunali? Pur non ritenendo personalmente palazzo Scarpa un’opera d’arte, tuttavia è sicuramente di maggior pregio che gli altri immobili! A quali condizioni avviene la permuta?

  7. giuseppe scrive:

    Ma non dovevano fare la città dello sport? L’anno scorso hanno invitato De Anna, Cainero e tutti i sindaci al cinema Sociale, ma la Regione gli ha dato si è no 90 mila euro per fare due arrampicate sul glemine…2 milioni per la banca si, per la città dello sport no….Certo, potrebbe diventare un bel municipio, ma non credo che le priorità oggi sia quella di fare nuovi uffici per i dipendenti pubblici…e poi, chi lo ha detto che l’amalteo possa starci? Su questo c’è un via libera della soprintendenza? il sindaco, come sempre, mette in evidenza solo quello che pare a lui: parla di permuta ma perché non presenta una lista precisa di tutte le spese che questo acquisto comporterà negli anni? Perché si tratta di oneri che dovrà sostenere anche chi governerà la città in futuro… Del resto, è come con il bilancio della Pro Loco, che pochi mesi fa si è trovata con 30 mila di buco: magari erano gli stessi con i quali il comune ogni anno asciugava il bilancio della pro. Il problema è: se sono risparmiati davvero, un plauso al comune, ma se sono i 30 mila spesi per il concerto gratuito di Giuliano Palma l’anno scorso, non ho capito dov è il risparmio….

  8. Carlo Scarpa scrive:

    @ Stephen Meyers
    « Possiamo dire che l’architettura che noi vorremmo essere poesia dovrebbe chiamarsi armonia, come un bellissimo viso di donna. Ci sono forme che esprimono qualche cosa. L’architettura è un linguaggio molto difficile da comprendere, è misterioso, a differenza delle altre arti, della musica in particolare, più direttamente comprensibili… Il valore di un’opera consiste nella sua espressione: quando una cosa è espressa bene, il suo valore diviene molto alto. »

  9. Ambrogio scrive:

    Concordo con Stephen Meyers quando afferma che l’altro obrobrio lasciatoci in eredità dal “caro” mons. Brollo e cioè la chiesa di S. Lucia eretta contro la volontà popolare in quanto c’era la richiesta di erigere una chiesetta piccola al posto di quella caduta con il sisma; ma ci si scontra sempre con le volontà megalomane di certi personaggi che vogliono lasciare il segno del loro passaggio. Così sarà per palazzo Scarpa si compra ma poi nel corsi degli anni ci si pentirà ma intanto rimane sul groppone dei cittadini.

  10. Il principe Miškin scrive:

    Cosa volete, cari amici, anche Kandinsky non è che un ammasso di colori e forme geometriche. Eppure è l grande Kandinsky !!!
    L’arte è così. Piaccia o non piaccia.
    Va oltre il nostro sguardo, mette in moto i sentimenti, stimola la percezione, scardina la visione del bello, sviluppa la ricerca dell’estetica, modifica il gusto.
    Nell’architettura poi c’è di mezzo anche la funzionalità, la razionalità, l’organicità … ma questo discorso ci porterebbe lontano.

    Condivido la sintesi di Andrej Tarkovskij, sulla scia di quanto affermava già mio padre Fijodor:

    “Nessuno sa che cos’è la bellezza. L’idea che la gente si fa della bellezza, il concetto stesso di bellezza, mutano nel corso della storia assieme alle pretese filosofiche e al semplice sviluppo dell’uomo nel corso della sua vita personale. E questo mi spinge a pensare che, effettivamente, la bellezza è il simbolo di qualcos’altro. Ma di cosa esattamente? La bellezza è simbolo della verità. Non dico nel senso della contraddizione “verità/menzogna”, ma nel senso di cammino di verità, che l’uomo sceglie.„

  11. Anonimo scrive:

    Se non lo compra il comune rimarra’ comunque sul groppone di qualcuno, ovvero un edificio che diventera’ fatiscente nel cuore della citta’! Bello da vedere e sicuramente fonte di polemiche future per le opposizioni che oggi ritengono folle l’operazione e domani folle lasciare un edificio come quello di scarpa abbandonato in centro storico

  12. Anonimo scrive:

    Se aspettiamo ancora un anno o due quel fabbricato ce lo regalano perchè tra IMU e manutenzione spendono una botta.
    Tra l’altro il Comune non è esente da IMU e dovrà accollarsi anche quella spesa

  13. antonio scrive:

    con tutti i capannoni che diventeranno fatiscenti lasciati realizzare dal comune che ci sono….basta andare in via osoppo, io ci abito da quelle parti: proprio bello, l’ennesimo centro commerciale, sembra di rivedere le valli di carnia! e poi sono anni che parlano dello sviluppo del centro storico, e non è cambiato niente, siamo sempre lì.
    Se la banca diventasse fatiscente, metterla in sicurezza sarebbe comunque un onere del proprietario, quella cosa lì è un scusa….il bello è che l’amministrazione scorsa era crollata per quella scelta lì, oggi cosa dicono Luigino Patat e compari? dobbiamo dunque pensare che era una scusa per fare consenso e farsi eleggere di nuovo?

  14. Archimede scrive:

    Compriamo anche il “famoso albergo” tra il Fungo e via dai rondins che è l’emblema della scelleratezza di certe decisioni urbanistiche di questi anni, un edificio architettonicamente di pregio, vero assessore Luigino Patat.
    Personalmente neanche un allevamento di maiali farei in quel posto.