Meno lavatoi e più attenzione alle famiglie

Famiglia

L’amministrazione comunale ha recentemente affidato la redazione del progetto definitivo ed esecutivo per il lavatoio in cemento di via Trasaghis, di cui abbiamo già avuto modo di parlare []. E ciò nonostante le rimostranze di alcuni cittadini, che si chiedono se il lavatoio risponda a una reale priorità o non piuttosto ad altre logiche, meno conformi all’interesse “pubblico”. È di alcuni giorni fa una lettera comparsa sul Messaggero Veneto [], in cui una gemonese si diceva indignata perché ha scoperto lo spreco del lavatoio, mentre a lei, mamma lavoratrice, il Comune non riesce ad offire un centro estivo che copra i pomeriggi. Alla lettera ha risposto il sindaco Paolo Urbani [], confermando (implicitamente) quello che tutti ormai sanno: la nostra amministrazione comunale non ritiene di assumersi l’onere dei centri estivi per i minori, ma li scarica sulle spalle dei privati (che spesso svolgono un egregio servizio con volontari disponibili e motivati). Non è una semplice questione economica – anche se con gli 84 mila euro del lavatoio si potrebbero garantire almeno 3 anni di centri vancanze di qualità! –, ma soprattutto di volontà di farsi carico di un’esigenza molto sentita dalle famiglie con figli piccoli. Il sindaco è assai impreciso quando parla di “attivazione” dei centri estivi: sa bene infatti che da diversi anni il Comune non se ne occupa, se non elargendo contributi (modesti) ai privati o garantendo lo scuolabus. Fino ad alcuni anni fa, perlomeno, veniva delegato il Servizio Sociale. Ora niente: non c’è nessun appalto, né affidamento diretto. Il privato, sia cooperativa, società sportiva o parrocchia, è lasciato solo nell’organizzazione dei centri vacanze. In altre realtà, invece, l’amministrazione, attraverso gara pubblica, definisce i tempi, i costi, le modalità di gestione, e, nei casi più virtuosi, accompagna il privato nel coordinamento delle attività.
A Gemona invece – anche a causa di un assessorato inesistente e improduttivo – l’amministrazione ha pensato bene che il modo migliore sia non pensarci. Meno spese, meno “rogne”, più “efficienza”.
La distanza dell’attuale giunta comunale dalle reali esigenze delle famiglie con figli si coglie infine nelle affermazioni del sindaco, quando dichiara che vi è «un’esigua richiesta da parte dell’utenza» rispetto ai pomeriggi estivi. Basterebbe chiedere ai volontari della parrocchia, che quest’anno hanno visto lievitare le iscrizioni, sobbarcandosi un carico di lavoro ingente (per cui ci sentiamo in obbligo di ringraziarli pubblicamente per il servizio che svolgono), oppure agli organizzatori dei laboratori “Tutti artisti!”, che non hanno potuto dare seguito a tutte le domande pervenute.
Insomma, non è con gli slogan del «meno costi per lo scuolabus» o contro le «odiose tasse cimiteriali» che offriremo servizi di qualità ai nostri cittadini, ma con una reale “presa in carico” delle persone, con i loro bisogni e le loro aspettative. E non è proprio detto che oggi i cittadini gemonesi sentano il bisogno di risistemare un lavatoio in cemento su cui più nessuno laverà i propri panni.

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Un Commento a “Meno lavatoi e più attenzione alle famiglie”

  1. Tamara scrive:

    Evidentemente per una sorta di strana deformazione professionale, ogni spesa nel campo sociale per il nostro sindaco sono soldi “soldi a perdere”. Investimenti non economicamente remunerativi da limitare per il fatto che fruttano.