Gemona, la scuola innanzitutto1

Liceo Finlandia

Il polo scolastico di Gemona è una delle risorse più preziose della nostra cittadina. Non solo costituisce un ambiente formativo di eccellenza (basta consultare qualche indagine Invalsi o Ocse-Pisa per darsene conto), ma rappresenta un’opportunità di sviluppo e un volano di idee e di progettualità per l’intero contesto culturale, sociale ed economico. Che a Gemona ci siano tre istituti superiori che funzionano lo diamo troppo spesso per scontato. Ne ignoriamo i problemi, non vediamo che oggi nella scuola si sono introdotte le logiche della concorrenza, tra istituti e tra territori. Da tempo stiamo assistendo alla perdita di “attrattività” delle nostre superiori, “D’Aronco”, “Marchetti” e “Magrini”, a vantaggio di Udine e, in misura minore, di Tolmezzo e San Daniele. Vi sono poi i rigidi paletti normativi introdotti dai governi Berlusconi e Monti, che impongono il “dimensionamento” (termine che indica la perdita del dirigente e del direttore amministrativo) agli istituti che non raggiungono i 600 studenti. È di questi giorni infatti la notizia che le tre scuole superiori di Gemona, trovandosi sottodimensionate, rischiano di perdere di fatto la propria autonomia, con evidenti effetti negativi sull’organizzazione e l’efficacia didattica.
A fronte di una tale situazione, difficile e delicata, la politica locale non può stare a guardare: insieme alle agenzie formative del territorio, ha il dovere, con rapidità e responsabilità, di individuare soluzioni percorribili e di affrontare i nodi problematici che la scuola sta vivendo, ciò che in questi anni ha fatto in misura assai modesta, se non nulla. I comuni del Gemonese hanno il dovere di porre mano alla loro agenda e considerare la scuola una delle principali priorità per il rilancio del nostro territorio. La partita non è certo facile in tempi di crisi, ma vi sono ampi margini e possibilità di azione e di presa in carico dei problemi. Un primo passo potrebbe essere l’ascolto degli insegnanti, delle difficoltà che incontrano, delle proposte che avanzano. Secondo: investire consistenti risorse economiche a sostegno di progetti mirati e del potenziamento delle strumentazioni didattiche. Terzo: intervenire politicamente nelle sedi appropriate (soprattutto a livello regionale) per difendere l’autonomia e le prerogative del nostro polo scolastico.
Sulla linea di quanto affermiamo, si muove anche la lettera che alcune settimane fa i docenti del liceo “Magrini” hanno inoltrato ai rappresentanti delle istituzioni del territorio. Un ulteriore segnale che la politica locale ora deve fare la propria parte.
[QUI la lettera dei docenti dei Magrini]
[Foto: interno di un liceo finlandese]

2 Commenti a “Gemona, la scuola innanzitutto1

  1. Sandro V. scrive:

    Scuole come quelle finlandesi ce le sogniamo.
    Ma proviamo a chiederci perché le scuole nei paesi del Nord Europa sono i più curati, i più moderni, i più funzionali edifici della città?
    Perché da loro i giovani e la loro formazione sono la più grande risorsa su cui investire.
    E in questo periodo di crisi i conti tornano… da loro.

  2. Pieri scrive:

    E invece qui da noi non sono nemmeno capaci di rasare l’erba. Vi è per caso capitato di passare fuori dal liceo Magrini? Un perfetto prato stabile. La Provincia non la taglia, il Comune si preoccupa dell’erba dei campi di calcio e non ha il tempo nemmeno di scrivere due righe di protesta o meglio ancora di intervenire con i suoi operai. Assessore Salvatorelli, dove sei?!!!