Fondo Pecol, terreni sociali

Disabile prato

A seguito del bando del 2011 il Comune di Gemona ha affidato per 15 anni alla Società agricola M.C.C. srl di Udine la gestione dell’ex colonia agricola “Sofia Pecol” di via Marzârs [].
La ditta aggiudicataria della locazione ha manifestato fin da subito la disponibilità, prevista dal bando, a collaborare con l’Azienda Sanitaria n. 3 al fine di accogliere persone con disabilità o che afferiscono ai servizi per la salute mentale, attraverso progetti di borse lavoro terapeutico/riabilitative. L’iniziativa risponde, anche se solo in parte, alle esigenze del Dipartimento di Salute Mentale e dei Servizi per persone con disabilità, che intendono offrire a soggetti svantaggiati l’opportunità di avvicinarsi a forme stabili e durature di occupazione professionale.
Lo strumento della borsa lavoro infatti non è un vero e proprio inserimento lavorativo, quanto un intervento rivolto a coloro che hanno concluso l’iter di istruzione o formazione, per i quali non è prevedibile l’immediato avviamento al lavoro tramite percorsi di tirocinio finalizzati all’assunzione.
Per avere in loco la possibilità di completare il percorso, e giungere ad offrire occasioni di autentici inserimenti professionali, l’Azienda Sanitaria ha richiesto al Comune di Gemona la possibilità di poter gestire direttamente una porzione del Fondo Pecol di circa 10.000 metri quadri. La superficie verrà affidata quindi a cooperative sociali, esperte di agricoltura, di tipo “B”, cioè che offrono lavoro a persone svantaggiate.
La “vicenda Pecol” ha avuto un iter complesso e piuttosto accidentato, per questi e per altri motivi connessi alla gara, che hanno provocato notevoli tensioni all’interno della maggioranza in consiglio comunale. Ora confidiamo che i problemi trovino una soluzione positiva e che i terreni di via Marzârs possano davvero costituire un’opportunità di integrazione e di promozione umana e sociale.
[QUI le aree della Ex colonia “Pecol” affidate all’Azienda Sanitaria e alla Società agricola M.C.C. srl]

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Un Commento a “Fondo Pecol, terreni sociali”

  1. Anonimo scrive:

    Mi risulta anche che la Comunità Montana abbia dato in comodato d’uso la sala riunioni del’edificio ex CATA per esporre i pezzi del lascito Pecoraro.
    Molto bene