L’intelligenza delle reti per il rilancio di Gemona

Rete
[di Sandro Venturini]

Ho accolto con favore le considerazioni svolte da Paolo Copetti sulla stampa locale alcune settimane fa [QUI]. Il consigliere della lista “Per Gemona” sottolinea la necessità che l’amministrazione comunale continui nell’opera di “risanamento della spesa”, evitando contributi a “pioggia”, e agisca nell’ottica delle “Unioni”. Da tre anni il nostro gruppo consiliare va ripetendo che solo con scelte condivise, unitarie, cooperative possiamo affrontare responsabilmente le gravi sfide che ci attendono. Il consigliere Copetti, accanto all’Unione dei Comuni, propone quella delle borgate e del mondo no profit. Gli ricordo che su questo terreno la società civile di Gemona è assai più avanti della politica locale. Da oltre dieci anni infatti esiste il Coordinamento delle Associazioni, realtà consolidata che raccoglie una trentina di gruppi e che promuove iniziative in una logica di rete e di partecipazione. Lo stesso si può dire delle borgate: la Pro Glemona sta operando da tempo per creare una più vivace collaborazione tra le diverse “anime” della nostra cittadina, con buoni risultati. La manifestazione “Tempus est jocundum” di quest’anno, a cui hanno partecipato attivamente i borghi e decine di giovani entusiasti, ne è un’efficace dimostrazione.
Si tratta quindi di potenziare ciò che già è vivo nel tessuto della nostra comunità, con un’inversione di tendenza rispetto alle vecchie prassi, che prediligevano la dimensione verticale nel rapporto cittadino-istituzioni invece di quello partecipato e condiviso. Una proposta potrebbe essere quindi di allargare e di potenziare questi metodi: perché non proporre un’“Unione” o un coordinamento delle associazioni sportive? Il progetto “Gemona Città dello sport” esiste da oltre due anni, ma le realtà sportive del territorio non sono state ancora messe efficacemente “in rete” e nemmeno tutte degnamente valorizzate e ascoltate. Questo potrebbe essere un obiettivo concreto e realizzabile nei prossimi anni.
In ultimo, un accenno all’acquisto di Palazzo Scarpa: come coniugare gli oltre 2 milioni sborsati per l’acquisto dell’immobile con la volontà di tagliare i costi superflui? Considerato che nel progetto approvato dalla giunta comunale vi sono meno di una cinquantina di postazioni di lavoro, è facile calcolare che spenderemo oltre 40 mila euro per ciascun dipendente collocato nel nuovo palazzo. Mentre il governo italiano prevede di alienare i propri immobili inutili, noi li compriamo. È davvero una scelta coerente e lungimirante?

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Un Commento a “L’intelligenza delle reti per il rilancio di Gemona”

  1. M.L. scrive:

    E’ mai possibile che un consigliere comunale siano tanto distante dalla vita del suo paese da non sapere proprio nulla e da fare proposte di questo genere? Bisogna che la politica cambi e certe persone vadano a casa…