Per il mantenimento dell’ospedale di Gemona. Per una sanità migliore

Medico
[di Sandro Venturini]

La proposta di riforma della Sanità regionale da poco presentata dal governatore Tondo è davvero un contenitore vuoto! La giunta regionale non ha avuto nemmeno il coraggio di dare finalmente una soluzione certa all’annosa questione del nostro Ospedale. Per questo, nell’Ordine del Giorno che discuteremo in un prossimo Consiglio Comunale, chiediamo al Presidente Tondo la modifica chiara dell’articolo 21 della Legge Fasola: se non ora quando? È il momento che i politici regionali ci dicano chiaramente, e lo scrivano sulla nuova legge, se hanno la volontà di riportare il nosocomio gemonese alla dignità di ospedale di rete oppure chiariscano quale sarà il suo destino. Sono lì per questo, per decidere, per assumersi le responsabilità, par dare un governo alla sanità della Regione. Beghe elettorali e tatticismi politici non servono a migliorare la Sanità per i nostri cittadini.
Ci auguriamo, inoltre, che questa sia l’occasione per rivendicare un ruolo più determinante per le amministrazioni locali nella programmazione sanitaria regionale, ripristinando il voto alla Conferenza dei Sindaci: per affermare che i risparmi non devono colpire la salute dei cittadini, ma gli sprechi, i doppioni, gli stipendi dei “baroni”; per assicurare la dichiarata volontà di perseguire l’integrazione socio-sanitaria, mediante il mantenimento del modello organizzativo che prevede la delega della gestione dei Servizi Sociali e della Disabilità all’Azienda Sanitaria; per garantire servizi sanitari che rispondano alle specifiche esigenze del territorio dell’Alto Friuli (in tal senso andrà mantenuta distinta, per singoli ambiti territoriali omogenei, l’osservazione dei dati socio-sanitari ed epidemiologici e programmata l’offerta in funzione di questi ultimi). Infine, auspichiamo che questa riforma sanitaria nasca da un’ampia partecipazione e condivisione, con l’ascolto delle amministrazioni comunali, delle rappresentanze sociali, nonché dei comitati di cittadini, espressione dei diversi territori regionali. Tutte questioni che Tondo ha finora evitato di affrontare.

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