La tratta spezzata

Stazione di Sacile

Si scrive un altro capitolo nella storia infinita relativa ai servizi su rotaia nel nostro territorio. È notizia di qualche tempo fa che la tratta Gemona-Sacile verrà effettuata con mezzo sostitutivo su gomma fino all’8 dicembre 2012, prolungando così il servizio sostitutivo avviato dopo che una frana aveva danneggiato la linea nel mese di luglio. A comunicarlo è la Direzione centrale delle Ferrovie dello Stato con un breve comunicato diramato in agosto. L’ informativa ha ovviamente allertato il Comitato dei pendolari [], che vedono addensarsi nubi scure sull’interessamento dimostrato dall’Assessore regionale Riccardi a fine maggio 2012, dopo che RFI aveva ventilato l’intenzione di dismettere la linea. In quell’occasione Riccardi aveva ribadito la volontà della Regione di far proseguire il servizio passeggeri non solo fino al 2014, termine di proroga dell’attuale contratto con Trenitalia, ma anche in futuro.
L’aspetto preoccupante è l’assenza di progetti e di iniziative imprenditoriali che rendano la tratta in questione di interesse economico e trasformino un servizio ora marginale in una risorsa essenziale per il territorio.
Al momento sono essenzialmente due i soggetti interessati al mantenimento e al potenziamento della linea: il Distretto del Cipaf (con 35.000 carri e 1,5 milioni di tonnellate di merci all’anno) e i passeggeri-pendolari (in particolare studenti). Secondo il Comitato pendolari, le ragioni della scelta di attivare il servizio sostitutivo sarebbero supportate dalla scarsità di utenti che ne fanno uso. Così facendo si scaricano le responsabilità su questi ultimi, colpevoli apparentemente di non usufruire adeguatamente del servizio.
Per sostenere l’utilità della funzione di trasporto ferroviario tra Gemona e Sacile è necessario porre sul piatto diversi elementi: consolidare il ruolo dell’offerta scolastica di Gemona, rafforzare l’asse imprenditoriale e artigianale, ampliare l’offerta turistica sulle due ruote, collegare le proposte culturali dei paesi attraversati dalla tratta. A tutto questo deve fare eco un ragionato orario dei treni che vada incontro ai progetti e solo in seconda istanza alle esigenze organizzative di Trenitalia o RFI.
All’amministrazione comunale di Gemona e dei paesi confinanti il compito di concretizzare una idea che rafforzi l’asse con Sacile, tenendo ben presente il successo ottenuto con il progetto Micotra, faro per le future scelte. [gc]

I Commenti sono chiusi