Il nuovo Piano di Zona: una comunità responsabile, uno sviluppo solidale

Comunità
[di Sandro Venturini]

Il Piano di Zona è il principale documento di programmazione dei servizi di promozione e protezione delle persone, riferiti alle singole comunità locali. È uno strumento che viene elaborato con il contributo di riflessioni, idee e proposte dei molteplici attori sociali presenti sul territorio, chiamati a definire insieme i servizi e gli interventi socio-sanitari del prossimo triennio.
Nella prospettiva dell’imminente redazione del Piano di Zona 2013-2015 dell’ambito distrettuale del Gemonese, del Canal del Ferro e della Val Canale, come lista civica in consiglio comunale ci sentiamo in dovere di condividere alcune riflessioni e di avanzare alcune proposte.
Nell’attuale contingenza storica le diseguaglianze sono in drammatico aumento: la ricchezza si concentra sempre più nelle mani di pochi, mentre molte famiglie scivolano inesorabilmente sotto la soglia di povertà; le nuove generazioni, nonostante una maggiore istruzione e disponibilità di tecnologie rispetto alle precedenti, trovano grande difficoltà a ottenere un’occupazione stabile; chi arriva nel nostro paese da nazioni più svantaggiate, in cerca di un futuro migliore, spesso non trova risposte alle proprie speranze e va ad ingrossare l’area del disagio; il malessere incide sulla salute (soprattutto psichica) di molte persone e spesso sfocia nelle dipendenze (ora anche da gioco d’azzardo).
L’attuale profondo stato di crisi non è legato soltanto a criticità del sistema economico. ma affonda le sue radici in un “declino” etico e di relazioni. Come sostiene il sociologo italiano Giuseppe De Rita: «è necessario ricreare la dimensione relazionale, nelle istituzioni, nel welfare, nel lavoro».
Va da sé allora che una efficace politica sociale dovrebbe mirare prima di tutto a far crescere il senso di comunità e dovrebbe incidere realmente sul modo di “vivere insieme”. Se da un lato diventa importante farsi carico responsabilmente del bisogni di chi fa più fatica, con interventi di sostegno mirati, dall’altro andrebbero costruite opportunità di sviluppo, creando per tutti le possibilità di “camminare con le proprie gambe”, esprimendo il meglio di quanto ciascuno può dare. Dobbiamo sforzarci di ricostruire un tessuto sociale più solidale, in grado di ridare senso e fiducia a chi l’ha smarrita.
Per questo proponiamo di attivare un grosso lavoro nelle scuole, nelle associazioni, nei luoghi di aggregazione, per sviluppare e sostenere interventi che amplifichino la “cittadinanza attiva” e la “cultura della responsabilità”. Vanno altresì costruite o rafforzate reti stabili tra istituzioni, imprenditoria, terzo settore, per delineare una visione comune del futuro delle nostre comunità e dare corpo agli interventi di sostegno e di sviluppo, anche in forme innovative, come ad esempio l’economia solidale.
Dal punto di vista operativo, poi, è necessario conoscere in maniera approfondita le peculiarità del territorio: capirne le dinamiche sociali, economiche, di salute e per programmare quindi azioni mirate. Al riguardo proponiamo di costituire un osservatorio permanente che consenta una lettura integrata dei bisogni e che produca strumenti di analisi sociale quali il “Profilo di comunità”.
Riteniamo infine importante che anche i Comuni dell’Alto Friuli (Gemona in primis) aderiscano al progetto “Città sane”: una rete di comuni che lavorano nell’ottica della costruzione del benessere sociale mediante l’attuazione di politiche favorevoli alla salute in tutti gli ambiti: pianificazione territoriale, alimentazione, ambiente, commercio, educazione, industria, lavoro, mobilità.
Ecco allora che il Piano di Zona diventa un’importante occasione per riflettere su questi aspetti e per affrontare insieme i temi cruciali dello sviluppo delle comunità locali nell’ottica della responsabilità condivisa.
[QUI le proposte al Piano di Zona 2013-15 elaborato da "Con Te Gemona"]
[QUI “Elementi per un Profilo di comunità” elaborato dal Servizio sociale dei Comuni]

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