Il volontariato si accasa

Sala

Sabato prossimo, 27 ottobre, alle ore 17.15 sarà inaugurata la nuova sede [] del Coordinamento delle Associazioni Culturali e di Volontariato Sociale di Gemona []. La “casa” delle associazioni è situata in centro storico di fronte all’area in cui sorgeva la chiesa di San Giovanni [], scrigno di uno dei tesori d’arte più significativi della città: le tavole dipinte nel 1533 da Pomponio Amalteo. Introdurrà la serata Massimo Vitti, volontario del Coordinamento delle Associazioni, che, con una breve riflessione sul tema “Tessere reti, presenterà le finalità della nuova sede. Seguirà la testimonianza di Grazia Levi, cittadina gemonese che ha messo a disposizione, a titolo gratuito, gli spazi per la sede delle associazioni. Infine porterà il suo saluto l’assessore regionale all’Associazionismo Roberto Molinaro, che proprio oggi è riuscito a far licenziare all’aula del consiglio del Friuli-vg la nuova legge sul volontariato.
L’evento sarà arricchito da un momento conviviale allestito con l’apporto delle numerose realtà coinvolte, in particolar modo la “Buteghe dal mont”, che offrirà prodotti del commercio equo e solidale, e la “Coop Consumatori Nordest” (Distretto Sociale di Gemona e San Daniele) che offrirà prodotti biologici.
Il nuovo spazio ospiterà le attività comuni del Coordinamento delle Associazioni e costituirà la sede per 8 associazioni gemonesi prive finora di un luogo di ritrovo (Amnesty International – Gruppo Italia 143, Associazioni «Bravi Ragazzi», «Gruppo Special» e «Pense e Maravee», «Valentino Ostermann», CIDI – Comitato di Iniziativa Democratica degli Insegnanti della Carnia e del Gemonsese, Circolo Legambiente della Pedemontana Gemonese, Comitato per la Costituzione).
Con questa nuova apertura, che arricchirà il centro storico di Gemona, il Coordinamento delle Associazioni intende consolidare i percorsi comuni intrapresi in questi anni: è infatti intenzione dei volontari aumentare le occasioni di ascolto, dialogo e progettazione condivisa. Un primo appuntamento è già stato fissato per lunedì 19 novembre: le realtà aderenti al Coordinamento avvieranno un confronto attorno alla possibile apertura – presso la nuova sede – di una «Casa del Volontariato»: un luogo aperto anche ad altre associazioni, per allargare la rete esistente, trattare nuove tematiche ed attivare nuovi progetti.
[QUI il volantino dell’iniziativa]

9 Commenti a “Il volontariato si accasa”

  1. Michele scrive:

    Un grandissimo, entusiasmante, a tratti commovente, intervento di Grazia Levi. La memoria è una cosa fondamentale. E la gratitudine è parente prossima della memoria!

  2. D. scrive:

    È stato proprio un bel momento. Tanti giovani. Bello vedere giovani e adulti insieme! Sembrava qualcosa di importante, cioè di sentito! Ho percepito qualcosa di vivo, mi ha toccato. Sono contenta di esserci stata. Ho percepito la speranza in azione.

  3. Sandro V. scrive:

    Condivido gli interventi precedenti; in particolare anche a me hanno toccato le belle parole di Grazia Levi e hanno riportato la mia memoria all’infanzia, a quei profumi e a quei volti della Gemona di una volta.
    Profonde anche le parole di Don Valentino sulla “rete” visibile e nascosta. Visibile: costituita da persone legate da un sentire comune; nascosta: che opera nel silenzio, senza clamore.
    Grazie a tutti di questo significativo incontro e buon lavoro.

  4. Silvano e Flora Piccionetti scrive:

    Grazia, abbiamo letto su internet l’iniziativa e la disponibilità che hai avuto per la “Casa del Volontariato” di Gemona, cosa che del resto ti contraddistingue quando ci sono in ballo iniziative culturali e benefiche. Complimenti i tuoi amici di Roma Silvano e Flora

  5. Lorenzo scrive:

    Mi associo ai commenti precedenti.
    E’ davvero sintomatico che il volontariato gemonese trovi “casa” grazie ad un dono; la gratuità alimenta gratuità, il bene genera bene (come dice Nesli) quasi in modo esponenziale.
    Un grande GRAZIE alla SIGNORA Grazia.

  6. Anonimo scrive:

    Volevo segnalare che il Comune sta mettendo a disposizione gli spazi della ex scuola di Campolessi per una casa del volontariato aperta a tutte le associazioni. Noi, come associazione, abbiamo fatto domanda ed abbiamo aderito alla propsta informale del Comune che sembra proporrà gli spazi, su due piani, a costo zero inclusi i servizi (luce, gas, acqua), per tutte le associazioni con un comodato d’uso di nove anni.
    Non male come proposta e spazio adatto dove molte associazioni potranno ritrovarsi, confrontarsi e condividere un percorso di volontariato.
    Strano non abbia accolto questa opportunità anche il coordinamento delle associazioni tanto sensibile alla rete…

  7. admin scrive:

    @ Anonimo,

    guardi, il fatto che Lei non abbia indicato di quale associazione si tratti, che sottolinei l’informalità della proposta fattaLe dal Comune e che al momento non vi sia nessuna delibera in merito a quanto Lei dica ma solo, appunto, rapporti non formalizzati e poco trasparenti, la dice lunga sull’opportunità che il Coordinamento ha fatto bene a cogliere di “accasarsi” presso l’edificio messo a disposizione da Grazia Levi. Se poi le associazioni che troveranno spazio in Campo Lessi sapranno lavorare insieme e condividere i propri percorsi, sarà una cosa molto positiva. Di certo, al momento, non abbiamo notizia che l’amministrazione comunale stia operando in questo senso. Non basta mettere a disposizione uno spazio per creare una rete. Ci sembra invece che c’era una scuola che è stata svuotata (inutilmente peraltro), un edificio in cui l’azienda sanitaria e il servizio sociale non ci sono voluti andare, e quindi un luogo vuoto che ora, pare, viene messo a disposizione di alcune associazioni per non lasciarlo in stato di abbandono. Lei legge questo modo di procedere come capacità di programmazione, efficace ed efficiente gestione del patrimonio pubblico, volontà di fare rete?

  8. Michele scrive:

    @ anonimo

    Chi siete voi come associazione? Le associazioni del Coordinamento sono note e credo non abbiano alcun timore a mettersi in relazione in modo aperto con tutti. Anche con l’amministrazione comunale. Francamente non capisco perchè si forzi questa polemica. Cosa vuol dire? Che siccome il Comune offre degli spazi a Campo Lessi e il Coordinamento valuta altre soluzioni più rispondenti alle sue esigenze, allora tutti e trenta i gruppi sono in opposizione politica all’attuale amministrazione? Mi sembra una tesi piuttosto grezza e in malafede. Quanto alla rete, credo che si sapesse di quale associazione fa parte l’anonimo magari potrebbe nascere qualche forma di collaborazione con qualche gruppo aderente al Coordinamento, indipendentemente da dove sia la sede di ciascuno.

  9. Lo scambio avvenuto su queste pagine in merito alla nuova sede delle associazioni aderenti al Coordinamento diventa occasione per informare i lettori sui passi compiuti in questi ultimi anni.

    Da oltre un decennio il Coordinamento si fa carico di raccogliere i bisogni delle associazioni al fine di trovare, se possibile, risposte comuni: uno dei bisogni presentati da otto delle trenta realtà che lo compongono era, fino al mese scorso, proprio quello di trovare una sede, in quanto queste associazioni erano prive di un proprio luogo di ritrovo.

    Nel contempo, i locali del Centro Servizi Volontariato (CSV) di via Basilio Brollo, seppur abbondantemente utilizzati dalle singole associazioni e dall’intero Coordinamento, risultano ormai di dimensioni troppo contenute per ospitare tutte le varie attività del Coordinamento e, soprattutto, disagevoli in quanto la sala riunioni è collocata al secondo piano.

    Negli ultimi due anni entrambi i problemi – una sede per le otto associazioni ed una sede per il Coordinamento – sono stati discussi ed approfonditi dai volontari. Prima mediante la raccolta di informazioni con un questionario, poi in occasione di diverse riunioni di confronto ed infine mediante l’attivazione di contatti con le istituzioni: il Comune, il CSV, la Regione.

    Dal confronto tra le associazioni è emersa la volontà di individuare una sede:
    - più ampia, agevole, possibilmente collocata al piano terra;
    - aperta alle associazioni del Coordinamento, ma potenzialmente anche ad altri gruppi, per esempio a quelli che – per vincoli normativi – non possono usufruire dei servizi offerti dal CSV;
    - localizzata in Centro Storico, al fine di contribuire alla sua vitalità.

    Per questi motivi, sia in occasione di alcuni incontri, sia mediante l’invio di una lettera al Comune, è stato sottolineato che (riportiamo uno stralcio della lettera inviata all’Amministrazione comunale il 22 giugno 2012) «L’ipotesi di utilizzo dei locali della ex-scuola di Campolessi – una delle possibilità prospettate dall’Assessore Marmai – è ritenuta non idonea dalle associazioni. Si ritiene che l’allontanamento dal Centro storico impoverirebbe ulteriormente il cuore della città mentre l’intenzione delle associazioni richiedenti va nella direzione opposta, ossia di favorire momenti di aggregazione in Centro storico».

    La sede di Campolessi è certamente idonea per altre tipologie di attività. Per quanto riguarda il Coordinamento, è volontà delle associazioni mantenere una presenza “diffusa” sul territorio: per questo motivo i vari gruppi che ad esso aderiscono continueranno ad utilizzare sia i locali del CSV e i tanti altri spazi già ora utilizzati per l’organizzazione di iniziative a favore di giovani, adulti, anziani e dell’intera comunità, sia la nuova sede di via San Giovanni, che mediante la disinteressata disponibilità di Grazia Levi è divenuta concreta opportunità di dialogo e di scambio tra tanti volontari, ma anche di riflessione comune sulla possibilità di aprire anche a Gemona una «Casa del Volontariato».

    I volontari della Segreteria del Coordinamento delle Associazioni Culturali e di Volontariato Sociale