Perché Renzi, perché adesso

Matteo Renzi
[di Sandro Venturini]

Nelle ultime settimane ho incontrato molte persone che mi hanno chiesto quali siano i motivi che mi hanno spinto a sostenere la candidatura di Matteo Renzi alle primarie del centro sinistra. Riflettendoci un po’ su, posso dire che di Renzi non mi colpisce l’abilità comunicativa, lo stile risoluto o gli slogan ad effetto, pur riconoscendo che un politico gioca le sue carte anche attraverso un’efficace campagna elettorale. Ciò che reputo più rilevante in Renzi è l’elemento innovativo, l’apertura al cambiamento della sua proposta. Dietro la formula della «rottamazione» non si cela solo l’indubbia necessità del rinnovamento della classe dirigente, delle modalità del fare politica, dei costi e delle strutture, quanto una nuova visione del centro sinistra, una visione che potrebbe davvero cambiare il Paese e di cui sono persuaso che l’Italia abbia urgente bisogno. Una visione che chiude definitivamente con il passato, con le ideologie del Novecento, con le divisioni “a prescindere”. Una visione che sa provocare un rinnovato spirito nel centro sinistra e riesce a produrre un deciso cambio di passo, accelerando processi che in altri Paesi europei sono in atto ormai da anni e che sanno reggere le sfide internazionali. Un centro sinistra che non dimentica il passato, fa tesoro delle esperienze e degli errori, ma che non ha paura di guardare avanti, di rinnovarsi veramente, di recidere i troppi legami d’interesse. Un centro sinistra che premia il merito e che sa valutare e sanzionare le inefficienze e le rendite di posizione, in particolare nella pubblica amministrazione. Un centro sinistra che tiene conto dei diritti dei lavoratori, ma che non teme di chiedere qualche sacrificio in favore di chi questi diritti non li può vantare, perché è occupato in aziende di piccole dimensioni (che in Italia sono la maggioranza) o, peggio, perché occupa un posto di lavoro precario. Un centro sinistra che non ha nemici, ma che sa dialogare con tutti senza partire da posizioni di presunta superiorità culturale. Un centro sinistra che fa del welfare non un costoso sistema assistenzialistico, ma un fattore di sviluppo, aiutando ciascuno a camminare sulle proprie gambe e a dare il meglio di sé. Un centro sinistra che investe davvero sui giovani, sulla scuola, sulla ricerca e sulla cultura. C’è un tempo per cambiare. E credo che quel tempo sia ADESSO!

[Per chi è interessato alla proposta politica di Matteo Renzi: QUI l’intervento di Alessandro Baricco al Big Bang 2011 alla Stazione Leopolda; QUI quello di Pietro Ichino alla Leopolda 2012; QUI quello di Renzi dello scorso 21 ottobre]

6 Commenti a “Perché Renzi, perché adesso”

  1. Anonimo scrive:

    Non credo al tanto sbandierato cambiamento che tutti oramai innalzano come fosse un palo della cuccagna. Personalmente domenica votero Bersani. Ma dico subito una cosa non certo perchè mi aspetti i miracoli, perchè al di là dei nobili sentimenti e promesse credo che in Italia ci sia bisogno non tanto di chiacchere o mille discussioni ma di serietà, professionalità, competenza ed un pizzico di esperienza. Questi sono gli ingredienti che stanno caratterizzando e hanno caratterizzato il governo Monti. Tutto il resto è aria fritta, progetti mirabolanti, utopie e bei sogni. Non c’è bisogno di sollecitare la pancia degli italiani, nè si può vivere di sola passione e non mi si dica che questa è politica perchè la gente non ha bisogno di entusiasmo ma di fiducia e credibilità che solo persone credibili, serie, concrete e preparate possono dare. Non ci si improvvisa, non basta avere 4 idee, bisogna essere anche un pochino tecnici, in altre parole non si può essere capaci a tutto ma buoni a niente. Non c’è bisogno di sogni ma di sporcarsi le mani e imparare a promettere solo quello che si può mantenere. Dateci questo e “coetera tolle” semplicemente perchè non serve, al bene dell’Italia

  2. Anonimo scrive:

    il vero problema è forse che, a torto o ragione, coloro che vengono c’erano anche prima non godono di molta credibilità, non hanno dato prova di serietà e sulla preparazione si potrebbe discutere chi lo sia….

    Se vogliamo sperare in un cambiamento del modo di far politica in Italia dubito possiamo affidarci a chi c’aera anche prima.

    un favore: ascoltate il discorso di Pietro Ichino…. uomo del PD ma troppo spesso inascoltato in quanto dice cose scomode…

  3. P.C. scrive:

    votare renzi vuol dire dare una scossa a un centro-sinistra che vorrebbe vivere ancora nel novecento ma che ha capito che quel secolo ormai è passato: lavoro, diritti, doveri, merito, uguaglianza, sussidiarietà, stato, federalismo, democrazia. parole che valgono ancora per un uomo di sinistra ma che devono essere aggiornate ai tempi nuovi. superare il berlusconismo significa soprattutto questo. e capire che i comunisti non mangiano i bambini. perchè i comunisti non ci sono più.

  4. Michele scrive:

    @ P.C.

    sono assolutamente d’accordo con te! E in più mai come questa volta ho la sensazione che stia passando l’ultimo treno per un cambiamento responsabile e tutto sommato pacato della classe politica. Se fallisce questo la scossa, molto meno pacatamente la darà Grillo…

  5. Anonimo scrive:

    Smettiamola di lodare Monti! Cosa ha fatto che un serio politico non avrebbe potuto fare?
    Questo è il vero dilemma… “un serio politico”. Quelli che ci hanno amministrato fino ad oggi (e sono li da 30 e passa anni!) hanno dimostrato di essere degli incapaci. Hanno avuto bisogno di un tecnico per ridare credibilità all’Italia, ma in fin dei conti cos’ha fatto questo governo di così sensazionale? Manovre e scelte che a mio avviso anche Topo Gigio avrebbe saputo fare: aumentare la benzina, mandare in pensione più tardi, aumentare l’IVA, reintrodurre l’ICI… ma serve essere dei luminari per fare queste scelte?
    Si è creata recessione e nulla per lo sviluppo, favorendo le banche perchè <>, parafrasando la pubblicità proprio di una banca.
    E’ ora di finirla con questi dinosauri della politica, mandiamoli a casa che hanno fatto il loro tempo e lo hanno fatto anche male. Affidarsi ad un sindaco di una città come Firenze potrà essere rischioso, ma non credo possa fare peggio di quelli che ci hanno amminsitrato fino ad oggi e di certo meglio lui che un altro comico!

  6. Mirko scrive:

    @ Anonimo
    Monti sta cercando di tirare fuori l’Italia da dove l’ha portata quello dei “ristoranti pieni” e che ora, come un nuovo Saturno, sta divorando i suoi figli, dando il miglior spettacolo di se. In barba all’Italia.
    A Monti va assolutamente riconosciuta l’onestà, la sobrietà, la cultura, la signorilità, tutte doti che da tempo non vedevamo in uno statista.
    Sparare su Monti è facile ma è come prendersela con Brkic quando l’Udinese perde.