La politica dei tagli e della porchetta

Maiale e mela

Non si placano le polemiche intorno al calendario realizzato da alcuni amministratori dell’Alto Friuli, di cui riportiamo gli scatti del backstage [*]. L’iniziativa, nata diversi mesi fa con l’obiettivo di raccogliere fondi a copertura dei tagli effettuati ai soggiorni per persone disabili, si è trasformata in un boomerang, suscitando le critiche di molti cittadini. E visto che si stanno avvicinando le danze elettorali, un politico dal fiuto sopraffino come il leghista Enore Picco ci si è buttato a pesce, definendo l’idea del calendario «una pagliacciata fuori luogo, in stile consiglio regionale del Lazio» []. Pronta la risposta degli amministratori che, divisi su quasi tutto, hanno però trovato la sintonia sul set fotografico: «l’esperienza – hanno replicato a Picco – è stata un’occasione per noi di conoscerci meglio. Con l’evento “calendario” si è creato un momento magico. Da che mondo è mondo i pagliacci hanno sempre rallegrato la vita delle persone, donando felicità e un sorriso» []. Fieri della pagliacciata non hanno tuttavia gradito l’attacco e si sono messi a sparare contro Picco, che, a loro dire, «in quattro anni e mezzo di incarico regionale non si è mai rapportato con noi per problematiche socio-sanitarie, né mai si è presentato quando è stato invitato a dare il suo contributo in materia di riforma sanitaria».
Sembrava che la polemica potesse finire qui. E invece domenica scorsa si sono riaccese le polveri []. Picco ha attaccato frontalmente il sindaco di Gemona Paolo Urbani (tra tutte le foto, le sue sembrerebbero del resto le più disgustose), chiedendone le dimissioni, in quanto con quegli scatti avrebbe leso l’immagine delle istituzioni che rappresenta. Urbani, a detta di Picco, sarebbe «uno e trino»: sindaco, commissario della Comunità montana e consigliere strapagato (oltre mille euro al mese) della partecipata regionale Finest Spa. E il sindaco poteva tacere dal canto suo? Poteva rispondere con tono accorto e meditato, adducendo le proprie ragioni con pacatezza? Sia mai! Urbani si è messo a lanciare bordate: «Sono contento che finalmente Picco si interessi di Gemona e lo faccia su cose di così rilevante importanza dopo essersi occupato dei servizi chiusi alla stazione ferroviaria, senza sapere che la competenza era della Regione. Chiede poi che mi dimetta da sindaco, lui che non è nemmeno riuscito a farsi eleggere consigliere comunale». Non contento tira fuori l’attività di teleimbonitore a sfondo padano del nostro consigliere regionale: nel 2008 infatti «Picco faceva spot in tv dove invitava ad acquistare stufe da un rivenditore austriaco e a fare la manutenzione delle stesse da una ditta di Buja».
Ma non è ancora finita, ora la querelle si sta estendendo. È di ieri l’intervento del consigliere provinciale Udc ed ex sindaco di Buja Luca Marcuzzo []. Pur dicendosi d’accordo con Picco sull’inopportunità «di apparire in un calendario in modo non certo qualificante per il ruolo ricoperto da parte del sindaco Urbani», Marcuzzo sottolinea che «i continui tagli ai trasferimenti ai Comuni costringono oggi i sindaci a cercare disperatamente ogni possibilità cercando a volte di inventare economie e mezzi per autofinanziare ciò che è essenziale e irrinunciabile per i nostri cittadini». Piena comprensione, quindi, per gli amministratori dell’Alto Friuli, sorvolando tuttavia sulle spese non proprio utili che l’amministrazione comunale di Gemona ha sostenuto negli ultimi quattro anni: dai 145 mila euro per finanziare Pistorius agli oltre 600 mila euro per il progetto “Città dello sport”, dai 12 mila euro per la festa sulla sabbia in piazza del Ferro agli 80 mila euro previsti per il lavatoio di via Trasaghis, dalla pubblicità del sindaco sui quotidiani all’acquisto milionario di palazzo Scarpa. Intanto, mentre Picco, Marcuzzo e Urbani bisticciano, l’Azienda sanitaria – notizia di ieri [] – decide di chiudere le sale chirurgiche di Gemona durante le festività natalizie per ridurre i costi. Stay tuned! Magari salta fuori qualche nuova ideona!

[* Fonte: messaggeroveneto.gelocal.it]

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4 Commenti a “La politica dei tagli e della porchetta”

  1. Anonimo scrive:

    Siete geniali! Nei contenuti la sintesi è precisa e inconfutabile. E la foto è tremendamente efficace.

  2. Gino scrive:

    Mi sembra comunque che l’Azienda Sanitaria approvi le pagliacciate. Il Coordinatore Sociosanitario vi ha partecipato in prima persona e il Direttore Generale ha applaudito. Poi chiudono i servizi alle persone… Forse dovrebbero avere un rapporto più serio e dialettico con la politica locale.

  3. John scrive:

    Voglio lanciare una provocazione: appurato che nel periodo natalizio vi sono meno urgenze, meno interventi programmati , meno degenze ecc. ecc… ,riscontrato che dette percentuali sono riferite alla maggior parte dei nosocomi friulani (a meno che tutto questo non succeda solo a Gemona,e su questo ho molti dubbi) se effettivamente vogliamo ridurre i costi perche durante le festività natalizie non chiudiamo tutte le chirurgie degli ospedali periferici e trasferiamo tutte a Udine le urgenze…? questo si chiama risparmio.

  4. maria s. scrive:

    Però il porcellino di questa pagina é molto più bello!!!!