Nuovi insediamenti industriali. Ma per quale sviluppo?

Cipaf

La Zona Industriale di Rivoli di Osoppo sarà ampliata. Lo ha confermato la Regione tre giorni fa al termine di una riunione a cui hanno partecipato l’assessore alla Pianificazione territoriale Riccardo Riccardi, il sindaco Luigino Bottoni e i rappresentanti del Consorzio industriale Cipaf, tra i quali il presidente Ivano Benvenuti.
È stata l’amministrazione di Osoppo a chiedere alla Regione di impegnarsi con maggiore efficacia nello sblocco delle procedure per dare avvio alla realizzazione dei nuovi spazi insediativi, richiesti, a detta del sindaco di centrodestra, da alcuni privati. Da oltre dieci anni l’ampliamento della Zona industriale si scontra con la presenza di alcune aree vincolate dal punto di vista ambientale che frenano l’avanzamento delle autorizzazioni. La Regione si è già espressa presentando alcune “riserve”, e ora si dovrà verificare se la cosiddetta “compensazione territoriale” dovrà ottenere una sorta di preventiva certificazione oppure se quest’ultima sarà sufficiente presentarla al momento dell’esame della variante al piano regolatore.
Il piano di apliamento, approvato dal Cipaf ancora nel 2006, prevede uno sviluppo di ulteriori 800 mila metri quadrati (in aggiunta agli attuali 2,3 milioni su cui insistono circa quaranta aziende) e un costo stimato, per infrastrutture ed espropri, di circa 30 milioni di euro. Somme ingenti che oggi non sono nelle disponibilità del Consorzio industriale e che l’attuale Giunta regionale, pur non risparmiando le promesse, non può certo garantire nell’immediato. Nonostante ciò, sia il presidente del Cipaf Ivano Benvenuti che il sindaco di Osoppo Bottoni, confidano nella bontà dell’operazione e nella sicura “attrattività” del territorio. Quando la crisi finirà, dicono. Ma finirà? E se ciò avverrà, il tipo di sviluppo industriale richiesto sarà lo stesso di ieri, quando il Cipaf è nato, nel bel mezzo del “secolo breve”?

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Un Commento a “Nuovi insediamenti industriali. Ma per quale sviluppo?”

  1. Giulio Calderini scrive:

    Che tristezza! Ancora con quest’idea di “sviluppo”…che possa svanire nei fumi delle loro ciminiere o dissolversi nei rigagnoli melmosi delle “infrastrutture” cementificate e illuminate a giorno… nel cimitero che vorrebbero trasformare quel poco di campagna rimasta. Bella attrattiva, bel futuro, complimenti signori!