La città dello sport senza sport

Sport

Una vetrina curata, dinamica, agevole nella navigazione. Il nuovo sito internet di “Gemona Città dello sport” è un buon prodotto per trasmettere un’immagine positiva e accattivante del progetto promosso dall’amministrazione comunale []. Ideato da Marco Da Rin Bianco, Marco Antonelli e Fulvio Romanin, illustra i partner coinvolti, i luoghi, le discipline e l’ospitalità del comprensorio. Sulla pagina d’apertura, in grande evidenza, Oscar Pistorius, testimonial attorno a cui ruota l’intera operazione, e l’artefice del progetto, il commercialista udinese Enzo Cainero. Per il nuovo sito il Comune di Gemona ha stanziato circa 6 mila euro.
Accanto alla prima percezione positiva, però, approfondendo i contenuti, emergono i dubbi che da sempre accompagnano l’intera iniziativa. Le discipline che vengono promosse dal sito sono nove: vela, tiro a volo, triathlon, orienteering, tiro a segno, volo libero, arrampicata, equitazione, montain bike. Solo 3 localizzate a Gemona. Rimangono fuori dal progetto gran parte degli sport che si praticano nel nostro comune e che potrebbero costituire motivo di promozione della città e dell’intero comprensorio. Non sono inclusi gli sport maggiori (calcio, pallacanestro e pallavolo). Non sono inclusi neppure sport minori come il tennis, il rugby, il tennis tavolo o le bocce, tutti assai praticati. Ma ciò che stupisce in modo particolare è l’esclusione dell’atletica e del nuoto. Nonostante Pistorius pratichi la corsa, si è pensato di tener fuori la sua disciplina e quindi di non promuovere le strutture del Polisportivo, per le quali il Comune ha investito centinaia di migliaia di euro. Lo stesso vale per la piscina. Una struttura che si rivolge all’intero bacino del Gemonese, per la quale sono stati spesi oltre 5 milioni di euro, e che oggi ha urgente bisogno di sostegno, economico e promozionale. E invece nemmeno una riga nel progetto di Cainero e nel nuovo sito web.
Ma che “città dello sport” è se gli “sport della città” non ci sono?

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9 Commenti a “La città dello sport senza sport”

  1. Eric Liddel scrive:

    Tutto vero, quanto riportato dal post.
    Si aggiunga che la pista del polisportivo non è omologata (questo il motivo dell’esclusione?).

    La cosa che, tuttavia, mi pare di maggior evidenza è la completa esclusione di accenni alla disabilità. Non solo nel sito, soprattutto nell’azione dell’Amministrazione.

    Se si esclude una riunione a tema un paio d’anni fa, la questione pare completamente rimossa, quasi dasse fastidio o portasse imbarazzo.

    Sarebbe invece un grande motivo in più di promozione della presunta città dello sport; Pistorius ne è, con tutta evidenza, un emblema fortissimo.

  2. anonima scrive:

    avete dimenticato di dire che nel sito non c’è traccia del progetto della città dello sport che ha scritto Cainero – io non sono riuscito a trovarlo (e nella pagina “PROGETTO” non c’è!) – , e per il quale il Comune, noi, abbiamo sborsato migliaia di euro… forse ci si vergognano di mostrarlo?

  3. Anonimo scrive:

    La pista è omologata e si deduce che chi critica il progetto evidentemente non lo ha capito. Non ha capito che gli sport non possono essere quelli comuni, non ha capito che il progetto è allargato a 17 comuni ognuno dei quali (guarda caso) promuove sport che non sono il calcio, la pallavolo, il basket, il nuoto…
    L’unica eccezione riguarda Majano che ha voluto partecipare al progetto ed aveva solamente l’atletica come fiore all’occhiello e nessuna attività legata al contesto naturale, ovvero al territorio.
    Possiamo pensare di creare attrattività per un potenziale turismo invitando la gente a Gemona a fare calcio?
    Non facciamoci ridere!

  4. admin scrive:

    @ Anonima,

    quanto lei dice è corretto. Il progetto di Enzo Cainero non è mai stato pubblicato, né su carta né online, né tanto meno presentato nei suoi dettagli.
    L’unico “luogo” dove si può reperire è sul nostro blog [QUI]
    Dalla lettura del progetto è facile dedurre le motivazioni alla base della scelta di non darne eccessiva pubblicità.
    Ciò che soprattutto manca – così offriamo una risposta anche ad @ Anonimo – è una valutazione dei costi e soprattutto dei benefici in funzione di tali costi (ricordiamo che, senza contare le infrastrutture, Gemona spende oltre 300 mila euro ogni anno per la “Città dello Sport”, a fronte di circa 20 mila euro introiettati dai 3 sponsor privati). Se il progetto ha l’obiettivo di attrarre turisti, quanti ce ne aspettiamo e, soprattutto, quanti ne sono arrivati in questi due anni, e quanti stanno usufruendo del progetto ora? E’ davvero troppo chiedere un piano imprenditoriale degno di questo nome?
    Infine, molte associazioni sportive di Gemona si domandano come mai gli è stato chiesto di aderire alla “Città dello sport” usando il Logo del progetto nelle loro iniziative se poi sono escluse, di nome e di fatto, dal progetto stesso. Non è evidente una certa contraddizione? Non si poteva lanciare il progetto e, nel contempo, creare una maggiore sinergia tra tutte le realtà sportive gemonesi, inserendole tutte, magari con ruoli diversificati ma sempre partecipativi, nella “Città dello sport”?

  5. marco c. scrive:

    Per anonimo: intanto spiegami come facciamo a capirlo se nessuno lo ha mai detto…. ho partecipato ad alcune riunione sul progetto della città dello sport e non si è mai detto chiaramente che tutti gli sport di gemona a parte 3 erano tagliati fuori….. perchè allora abbiamo messo a posto la pista di atletica: per far bello pistorius?

  6. Paola scrive:

    @Anonimo
    Forse uno sportivo che viene a Gemona sarebbe interessato a sapere che tra le possibilità che offre la città c’è anche una piscina e alcune palestre. Per non dire di tutte le altre strutture. Bisogna saper ‘vendere’ tutto quello che abbiamo.
    @ Eric
    Penso anch’io che ’sfruttiamo’ poco e male il ‘brend Pistorius’. Lo sport come strumento per superare ogni disabilità (per prima quella che sta nella nostra testa e che divide il mondo in ‘abili’ e ‘disabili’). Che bello pensare Gemona come luogo dove superare queste divisioni attraverso lo sport, con un’offerta di molteplici attività sportive e di supporto per le persone diversamente abili. Un lavoro che potrebbe coinvolgere la sanità e i servizi sociali, l’Università e le società sportive e tutto il terzo settore. Senza imbarazzo alcuno, ma anzi con il vanto di essere un presidio di civiltà, un laboratorio di idee e di attività per l’integrazione. Penso che Pistorius sarebbe orgoglioso dei frutti concreti del suo ‘esempio’ e Gemona potrebbe giovarsi di un ritorno non solo di immagine.

  7. as scrive:

    io so che in carnia per quanto riguarda il ciclismo su strada e la promozione del monte zoncolan tantissimi albergatori che fino a pochi anni fa ( prima dell’esplosione del Zoncolan ) faceva zero per quanto riguarda il ciclsimo, mentre ora gli stessi dichiarano che si sono portati ad oggi circa tra le 250 e 350 persone in più all’anno. Se ci si muove fuori dalla nostra regione e si chiede alla gente cosa ne pensa del Friuli a livello turistico conosco solo Lignano. Segno questo che l’FVG fin d’ora non è stato capace di portare turisti. Se chiediamo ai ciclisti conoscono solo il Zoncolan e dopo l’anno scorso il Crostis. Segno che Cainero qualcosa sa fare.
    Forse sfruttiamo male il brand “Pistorius” e qua bisognerebbe chiedere a Cainero il perchè di tale scelta … Ma io sul progetto ci credo perchè ho visto tante realtà crescere e creare del vero turismo grazie allo sport.
    E chiaro che non dobbiamo dimenticare 2 punti:
    A- Sono progetti lunghi che necessitano minimo di 3 – 4 -5 anni.
    B- Anche se per voi 300 mila euro sembrano molti soldi tutte le realtà in Trentino ne spendono molti di più e loro sono già affermati. Considerato anche il fatto che fare promozione costa e non poco.

    PS informandomi qua e la è previsto un aggiornamento dei contenuti del sito tra non molto

  8. marco c. scrive:

    ma avete provato a leggere il progetto di cainero?? è una accozzaglia di sport e di progetti buttati lì…. non c’è un piano economico e nemmeno cosa ci si attende dal progetto…. la grafica è illegibile…… provate a guardarlo, vi prego….. in Trentino si permettono di fare cose del genere???? non ci posso credere….. a me sembra che da quando è nato il progetto è stato costruito di volta in volta come veniva….. scommettiamo che adesso visto la crisi della piscina si cercherà di fare qualcosa in quel settore …. ma perchè non ci hanno pensato prima??

  9. andrea scrive:

    15 mila euro a Cainero per fare quel progetto.